
Chris Bosh (Miami Heat)
Chris Bosh, nonostante la complicata situazione di salute che sta vivendo, ha ancora in testa l’idea di tornare a giocare nell’NBA, e il tutto nonostante i Miami Heat hanno fatto capire in più occasioni di essere orientati al taglio.
Lo possiamo affermare con certezza dopo aver appreso da Sport Business Journal che Chris Bosh, dopo aver dovuto rinunciare a tutta la preseason a causa del ripetersi dei coaguli di sangue, ha licenziato in tronco il suo storico agente CAA Henry Thomas.
Il nuovo agente di Chris Bosh
A far data dal 1 Novembre il nuovo rappresentante ufficiale di CB è Rob Pelinka della Landmark Sports Agency.
Pelinka rappresenta una serie di atleti NBA di altissimo profilo, James Harden, Andre Iguodala e Avery Bradley per citarne alcuni e soprattutto in passato ha rappresentato quello che per molti è stato il numero Uno: il Black Mamba Kobe Bryant.
Il motivo è chiaro. Chris Bosh, ha riferito la rivista, non sta progettando un ritorno per la stagione 2016-2017, durante la quale, peraltro, non ha convenienza a firmare con nessun’altra franchigia essendo ancora con contratto garantito per i Miami Heat.
Ma alla fine della stagione, se i parametri della sua salute saranno tornati nella norma, sarà inevitabile cercare un accordo per la rescissione del contratto con gli Heat (con relativa penale che andrebbe a incidere anche sui compensi di Thomas) e la successiva ricerca di una nuova squadra dove disputare gli ultimi lampi di sole della sua immensa carriera.
E qui entra in ballo Rob Pelinka che in questa attività è sicuramente fra i primi 5 in assoluto dell’NBA.
Ricordiamo che Chris Bosh ha 32 anni, può avere davanti a se almeno altri tre anni a buon livello e la patologia che lo sta affliggendo, problemi nella fluidità e nelle coagulazione del sangue, pur essendo invalidante a livello agonistico può essere risolta e gestita con le opportune terapie.
Bosh, come detto in precedenza, non ha nessuna intenzione di arrendersi e portare nel roster un uomo che ha nel suo palmares due titoli NBA e un Oro Olimpico può essere una ghiotta occasione, soprattutto per quelle squadre che stanno costruendo gruppi giovani e ambiziosi (Los Angeles Lakers e Chicago Bulls in testa).

