Pessimo momento della stagione per i Chicago Bulls: 4 vittorie nelle ultime 14 uscite sul parquet, un record davvero pessimo per coach Thibodeau, con alcuni rumors a riguardo anche di una sua possibile partenza in estate.
Chicago si ritrova comunque in quarta posizione a est, laddove, fortunatamente per Rose e compagni, la concorrenza non abbonda di certo.
Uno dei grandi problemi di questa striscia di sconfitte è stato, ed è, sicuramente, la forma fisica dei vari giocatori di Chicago, spesso alle prese con infortuni muscolari o di altro genere.
Joakim Noah: il ventinovenne francese, miglior difensore in carica, sta combattendo da tutta la stagione con delle noie al ginocchio operato quest’estate, ragion per cui ha dovuto cominciare la preparazione in ritardo rispetto ai suoi compagni di squadra. Come se non bastasse, a Gennaio è arrivata anche la classica storta alla caviglia, che ha costretto Noah a saltare quattro partite di fila. Ma la dedizione al lavoro del figlio del grande Yannick, praticamente senza eguali in una lega di agonisti doc, ha fatto si che i tempi di recupero si accorciassero notevolmente, giocando anche sopra il dolore. Reporter di Chicago confermano che Noah continua gli allenamenti anche quando tutti gli altri se ne sono andati, per rinforzare caviglia e ginocchio. Davvero ammirevole, e le cifre gli danno anche ragione: nelle ultime cinque partite viaggia a 9,2 punti, 10,8 rimbalzi e 4,6 assist. Si muove meglio, ma sicuramente non è ancora il Noah dell’anno scorso, ancora della difesa e grande passatore in attacco, e di questo Chicago sembra averne risentito parecchio, almeno in Gennaio.
Mike Dunleavy: come detto anche ieri alle prese con un lunghissimo stop alla caviglia che gli ha fatto saltare tantissime gare.
Doug McDermott: operato al ginocchio, e rientrato da poco ad allenarsi ma finito fuori dalla rotazioni di coach Thibodeau.
Pau Gasol, Gibson, Rose e Jimmy Butler: tutti e tre sono stati fermi per qualche gara (Taj più di tutti) per via di acciacchi fisici o problemi di varia natura, che non hanno permesso a coach Thibodeau di amalgamare bene il suo starting five e la panchia.
Mettiamoci dopo gli infortuni anche che il ritorno di Rose –costante- dopo tanto tempo ha sconvolto un po’ gli equilibri che si erano creati durante la sua assenza. Ovviamente questo non significa che i Bulls giocassero meglio quando Rose era infortunato, ma semplicemente che la chimica di squadra non può crearsi-o ricrearsi in questo caso- in così poco tempo: perlomeno, l’esplosività e il coraggio sono tornati punti cardine nella pallacanestro di Rose, e questo non potrà che portare benefici alla franchigia dell’Illinois, che comunque vanta un record di 30 vinte e 19 perse, ciò significa che l’inizio di stagione è stato straordinario.

Naturalmente la stampa, quando le cose hanno cominciato a mettersi male, ha puntato il dito contro la più facile preda, Coach Thibodeau, accusato di non avere più in mano la squadra e che i suoi metodi difensivi non stavano più funzionando. A rispondere, direttamente i giocatori, Rose in prima linea: “La colpa è solo nostra. Le disattenzioni difensive sono di chi va in campo, non dell’allenatore. Dobbiamo essere più concentrati”. Parole importanti, dunque, per il loro peso e per la posizione che a quanto pare i giocatori hanno assunto nei confronti dell’allenatore.
Naturalmente, l’assenza di Mike Dunleavy è un fattore non irrilevante in questo discorso difensivo, visto che il suo apporto in questa fase è molto sottovalutato: manca da 17 partite consecutive (problemi alla caviglia destra) e probabilmente resterà ai box fino alla pausa per l’All Star Weekend. Quando i Bulls sono partiti col quintetto titolare quest’anno il record parla di 12 vittorie e 3 sconfitte. Senza Dunleavy è 8-9. Certo, il suo ruolo è, senza mezzi termini, quello di prendere e tirare, ma sappiamo quanto sia importante l’equilibrio e quindi la salute dei piedi in questo fondamentale.
Lunedì, Noah ha rilasciato un’intervista: “L’ultimo mese è stato di alti e bassi, è vero. Ma, da un certo punto di vista, abbiamo visto veramente chi siamo, e ora sappiamo dove dobbiamo migliorare”.
Insomma, parecchi problemi ma nessuno insormontabile: i giocatori sono con l’allenatore, e a breve il roster sarà di nuovo completo e Noah più in forma. La seconda parte della stagione, se gli dei del basket vorranno, sarà di più rosei orizzonti per i Tori, che se hanno visto solo nero a Gennaio, stanno cominciando a scorcere un po’ di rosso, per avere una reazione che loro, e i tifosi, si meritano profondamente.
Per NBA Passion,
Nicola Siliprandi

