C’era una volta Shaquille O’Neal, grande protagonista insieme a Kobe Bryant del Three -Peat dei primi anni duemila targato Phil Jackson. Poi arrivò Andrew Bynum a raccoglierne l’eredità, contribuendo in maniera significativa alla conquista dei titoli del 2009 al 2010. Ma se vogliamo andare ancora indietro possiamo scomodare la leggenda Kareem Abdul – Jabbar e Vlade Divac, famoso anche per le sue doti di passatore.
Tutti questi grandi centri dominanti hanno in passato vestito la casacca dei Los Angeles Lakers che, da qualche tempo a questa parte, dimostrano di avere qualche carenza sotto le plance. Dopo l’annata fallimentare di Dwight Howard e l’approdo di Chris Kaman (non sicuramente un giocatore di primissimo livello) è toccato a Jordan Hill, che è un’ala grande, a ricoprire il ruolo di 5. Finora il prodotto dell’University of Arizona ha dimostrato di essere un valido gregario e nulla più: il numero 27 sta viaggiando con una media di 12.1 punti a partita (dietro ad altri pari ruolo), 7.8 rimbalzi che lo collocano al 27esimo posto della classifica generale e 1.4 assist. Dal punto di vista difensivo (argomento scomodo in quel di L.A.) Hill ha dimostrato in qualche occasione di soffrire gli avversari messi meglio fisicamente , dato che in NBA la maggior parte dei centri supera i 2,10 metri di altezza mentre il suddetto arriva a 2,08 per 107 chili. Ciò ne ostacola il rendimento con una stoppata di media che forse è troppo riduttiva per un centro che deve presidiare difendere il ferro gialloviola (visti i precedenti). I numeri però non servono a denigrare la qualità del giocatore ma evidenziano il fatto che i Lakers debbano intervenire per trovare un giocatore che almeno si avvicina al concetto di ‘dominante’ e che possa diventarne il punto di riferimento nel pitturato.
Per far ricorso a questo problema ci sono due soluzioni. Una porta al Draft 2015: se i lacustri riescono a pescare almeno nella Top 5, si può aspirare ad un prospetto di tutto rispetto come Karl Towns di Kentucky (Jahill Okafor pare destinato ad essere la prima scelta assoluta che difficilmente Kobe e compagni otterranno). L’altra strada porta alla free agency, con molti giocatori appetibili. Se arrivare a Marc Gasol appare veramente difficile non lo è per gente come Brook Lopez e Al Jefferson (in caso non decidano di esercitare la player option con le rispettive franchigie), giocatori d’esperienza e di sicuro affidamento. Visto che in estate si ripulirà il tetto salariale si potrebbe tentare l’assalto a Nikola Vucevic, 5 di grande prospettiva che però gli Orlando Magic faranno di tutto per trattenere (il giocatore sarà restricted free agent e la franchigia può pareggiare qualsiasi offerta).
Insomma, oltre ad altri fattori, ai Lakers serve un centro intimidatore che serve come il pane ad una franchigia desiderosa di tornare agli antichi fasti.
Per NBA Passion,
Olivio Daniele maggio (@daniele_maggio on Twitter)








