[youtube http://www.youtube.com/watch?v=HEOty2Wp3nQ?feature=player_detailpage&w=640&h=360]
KD
Thunder @ Lakers 110-114: careerhigh per Jodie Meeks, delusione Westbrook (video)
Scritto da Marco Tarantino
Oklahoma City cede il passo a Los Angeles: nonostante una prima parte di gara dominata da KD e compagni, la truppa di Scott Brooks si fa prima rimontare e poi superare dai Lakers nel terzo quarto.
Thunder@Lakers apre un quartetto di sfide micidiali per i ragazzi di Mike D’Antoni, che nei prossimi giorni saranno attesi alla Chesapeake Energy Arena di Oklahoma City per ripetere la sfida di ieri sera e poi dovranno affrontare per due volte anche l’altra regina dell’ovest, i San Antonio Spurs.
Ma Pau Gasol e compagni, aggrappandosi all’eccezionale prestazione di Jodie Meeks (career-high alla “durantiana” quota di 42 punti), riescono a ribaltare tutti i pronostici, aggiudicandosi il primo incontro della serie. Sembrava tutto facile per i Thunder, che stavano sul +18 già nel secondo quarto (46-28) e forse hanno creduto troppo presto di avere la gara in pugno. Le prime avvisaglie di pericolo arrivano già sul finire della seconda frazione, ma è al rientro dall’intervallo lungo che Jodie Meeks, aiutato da Gasol, riesce davvero a mettere il turbo, con un break di 10-0 che porta al primo vantaggio Lakers (70-71), puntellato poi da due delle sei triple della guardia di Los Angeles. Oklahoma City sbaglia tutto e lascia scorrere, resta indietro di più di dieci punti, e non riesce più a ricucire lo strappo. Russell Westbrook incappa in 8 palle perse, si ferma a 5/13 da due e 2/10 da tre, lasciando la sua squadra in panne. Nonostante un’ottima prestazione di Ibaka e una tripla doppia di KD, i Thunder restano al palo a Los Angeles, lasciando per strada una vittoria abbordabile e soprattutto il comando della Western Conference.
Lakers: Meeks 42 pts (6/11 da tre); Gasol 20 pts, 11 reb; Kelly 12pts, 8 ast, 5 reb.
Thunder: Durant 27 pts(4/11 da tre), 12 ast, 10 reb; Ibaka 21 pts, 15 reb; Westbrook 20 pts, 8 ast, 7 reb.
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Virgenia Sanfilippo, @sanfi_fm
Video-NBA: Top Ten Plays, le migliori giocate della notte, sul podio 2 Thunder
Scritto da Marco Tarantino
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Kevin Durant durante la pausa dell’All Star Week-End ha lasciato diverse dichiarazioni a Grantland.com: una di questa riguarda il ritorno di Russell Westbrook, previsto per questo giovedì contro i Miami Heat.
Westbrook ha perso 27 partite in questa stagione a causa del suo infortunio al ginocchio destro.
La stella dei Thunder si era strappato il menisco del ginocchio destro durante la seconda partita dei playoffs dello scorso aprile. Oklahoma City è comunque riuscita a giocare una grande stagione senza di lui e adesso ha un record di 43-12, grazie soprattutto a Kevin Durant e la sua media punti stratosferica.
Dove potranno arrivare i Thunder con il loro play titolare?
Vincenzo Dragotto
http://amorebasket.altervista.org/blog/
Video-NBA: le azioni migliori di Cousins, George, KD e del ritorno di Marc Gasol
Scritto da Marco Tarantino
Tutte le migliori azioni della notte NBA: Z.Randolph vs KD, George vs Cousins e Rudy Gay, Melo a Charlotte contro Walker e del nuovo arrivo a Cleveland Loul Deng.
NBA results: Pacers indomabili ad Indianapolis , Z.Randolph ferma KD, stop per i Knicks, passano i Cavs a LA
Scritto da Marco Tarantino
Gli Indiana Pacers raggiungono gli Spurs a quota 30 vittorie, con la diciannovesima grande perla tra le mura domestiche: una sola caduta stagionale per gli uomini di Vogel, il miglior allenatore ad Est, fresco fresco di nomina agli All Stars Game.
George le mette tutte (o quasi) e chiude a 31 punti con il solo West a seguire (da lontano) la sua scia con 16 punti e 8 rimbalzi. Dall’altro lato gli risponde DeMarcus Cousins, anche lui a quota 31, con 13 rimbalzi, (12/21 dal campo e 7/7 dalla lunetta), male Rudy Gay che si ferma invece al minimo sindacale: 12 punti per l’ex Toronto con soli 6 canestri messi dei 15 provati. Finisce 92-116.
Jefferson ferma invece la corsa dei NY Knicks a Charlotte: i Bobcats si impongono con un Jefferson da 35 punti e 8 rimbalzi e Walker da 25, 7 rimbalzi e 5 assist. Per New York Melo si ferma a 20, mentre Bargnani in campo solo 20 minuti chiude sotto la doppia cifra, con 1 solo rimbalzo.
98-108 il risultato finale.
A Memphis i Grizzlies tirano di nuovo su la china: la terza vittoria consecutiva arriva contro i Thunder di KD per 87-90, nel giorno del ritorno di Marc Gasol. Oklahoma City deve fare sempre a meno del suo play titolare, Westbrook e Kevin Durant, che fa 37 punti, non riesce a sopperire totalmente alla sua assenza, con soli 4 assist; nei padroni di casa Z.Randolph fa come vuole con 23 punti, 13 rimbalzi e 4 assist per i compagni, ma bene anche Marc con 12 punti in 24 minuti sul campo e Lee con 24. La gara è molto combattuta e si decide nel finale con i Thunder che subiscono la settima sconfitta stagionale e i Grizzlies che cominciano a fiutare la scia dei Suns.
L’ultima gara della notte vede in scena i Los Angeles Lakers (inutile ribadire le assenze, si fa prima a dire chi era effettivamente disponibile), e i Cavaliers di Loul Deng: passano di misura i Cavs con il risultato finale di 120-118, grazie ai 27 punti dell’ex di Chicago, i 18 di Varejao e i 17 di Waiter. Black Mamba assiste invece all’ennesima sconfitta stagionale, la ventiquattresima (sono solo 14 le vittorie), la quinta consecutiva sintomo di una annata davvero di transizione; dall’altro lato i Cavaliers raggiungono invece la 14esima vittoria (con 24 sconfitte) e restano in scia per i PO: strano caso di una Eastern Conference mai stata così poco competitiva.
NBA results: Warriors, arriva la decima, tonfo Thunder in casa Jazz, Spurs dopo un OT, colpo Kings sui Blazers, bene Bulls e Knicks
Scritto da Marco Tarantino
Marco Tarantino,
Per DunkNBA
Nella notte della trade che ha portato Deng a Cleveland, vincono sia la sua vecchia franchigia che quella nuova: Bulls bene sui Suns e Cavaliers sui Sixers.
Stara notte per Lillard e Kevin Durant: il primo mette il suo record di punti in una partita, 41, conditi da 7 rimbalzi e 4 assist, ma cade contro i Kings di Rudy Gay a Sacramento, il secondo addirittura 48, con 7 rimbalzi e 5 assist ma cade in casa dei Jazz.
Nelle altre gare vincono i Wizards in rimonta sui Bobcats, a Charlotte, Pacers e Heat in casa contro Raptrors e Pelicans, i Knicks del Mago Bargnani in double con 13 punti e 11 rimbalzi sui Pistons di Datome, che resta invece a guardare; vincono le altre due franchigie “italiane” con gli Spurs che si impongono in casa Grizzlies dopo un OT, con Belinelli da 19 punti, ed i Nuggets dell’infortunato Gallinari sui Celtics.
Bene Dallas che torna a vincere contro i Lakers e si conferma saldo all’ottavo posto ad Ovest, ed i Warriors che riprendono i Clippers vincendo la decima partita consecutiva, contro i modestissimi Bucks.
Sono 48 punti per Kevin Durant a referto nella gara vinta dai Thunder sui Timberwolves a Minneapolis: per lui anche 7 rimbalzi e 7 assist.
Ecco come mette il canestro decisivo per la vittoria a pochi secondi dalla fine, quando il risultato era in perfetta parità sul 111-111.
Che giocata!
Se su Google immagini si scrive “Oklahoma City Thunder”, la maggioranza delle foto ritrae loro due: Durant e Westbrook, la coppia esplosiva che sta trainando i successi del tuono di OKC, con KD sempre più matematicamente perfetto nei suoi colpi e West più adulto, a servizio della squadra, perfetto direttore d’orchestra intuitivo e potente. Ma da ieri, il duo è spezzato: Oklahoma City si ritrova senza Westbrook, bloccato fino a metà febbraio (almeno fino al 16, la pausa per l’All Star Game) dopo un’operazione in artroscopia al ginocchio destro, lo stesso ginocchio infortunatosi durante i playoff 2013 contro Houston (lesione del menisco esterno). Westbrook, dopo il primo intervento in aprile, aveva subito un’operazione in ottobre, sempre in artroscopia, e i suoi tempi di recupero erano fissati attorno alle 4/6 settimane. Si prevedeva un primo mese di regular season difficile per OKC, ma il play di Long Beach, sorprendendo addetti ai lavori e tifosi, era riuscito in un recupero record, tornando in campo dopo le prime due gare di inizio season (@Utah e @Minnesota). In tutti gli sport i recuperi record destano sempre particolari preoccupazioni, e in NBA spesso le cose fatte in fretta si complicano ancor più del dovuto. Il general manager dei Thunder, Sam Presta, ha tenuto a specificare come, da quel momento, Westbrook abbia giocato tranquillamente, senza problemi, con prestazioni sempre in crescita (e la tripla doppia messa a segno per Natale contro NYK lo dimostra), ma che “di recente aveva accusato un dolore al ginocchio. In seguito, la risonanza magnetica ha evidenziato un problema che prima non esisteva o che non era individuabile – ha continuato Presti in un comunicato stampa-, e un ulteriore consulto ci ha fatto capire che, per risolvere il gonfiore, era necessaria una nuova operazione”. Terza operazione nell’arco di 8 mesi, dunque, per Westbrook, che lascia tutto il peso della squadra sulle spalle di KD, saltando almeno 27 gare prima del ritorno in campo.
In sua assenza, verrà promosso Reggie Jackson, che dalla panchina aveva messo a segno prestazioni di rilievo, ma non sembra ancora pronto alla responsabilità di guidare una squadra come quella di OKC. D’altro canto il suo utilizzo indebolisce la second unit, punto forte dei Thunder. Ibaka è in crescita regolare, ma ha ancora bisogno di tempo. Lamb da la sua bella mano dalla panchina, ma non basta. Senza dubbio, Durant dovrà dimostrare adesso quello che lui stesso e chi crede in lui si aspetta da tempo: di saper vincere anche da solo, di avere una tale forza mentale e fisica da poter guidare la squadra al successo sempre, anche senza il carattere, i colpi e le intuizioni di West. Di guadagnarsi sul serio, a morsi, quel benedetto MVP. Potrebbe addirittura essere l’occasione giusta per il suo scatto di livello, dimostrando la sua vera forza in un momento d’emergenza. Ieri sera contro Charlotte è sembrato un po’ fuori fase, comprensibilmete: gli sono serviti 28 tiri per metter dentro 34 punti, che hanno comunque sortito l’effetto sperato. Bobcats battuti, 89-85, seconda gara di season sotto i 90 punti (la prima era stata la sconfitta contro Minnesota, seconda gara di season, guardacaso senza Westbrook). Per stavolta son bastati, ma i Thunder devono fare più e meglio di così, se vogliono mantenere il ritmo che li ha portati in testa alla Western Conference. Il prossimo avversario è Houston in casa: sarà difficile far valere il fattore campo contro Howard, Jeremy Lin, Parsons e l’ex di turno, Il Barba James Harden. Adesso sta tutto nelle mani di KD.
NBA results: solo 3 gare nella notte, prima sconfitta in casa per OKC contro Toronto, Clippers win contro T’wolves dopo OT. Indiana vince facile sui Celtics
Scritto da Marco Tarantino
Minnesota Timberwolves @ Los Angeles Clippers 116-120 dot
Ai Clippers servono i supplementari per piegare i T’wolves, che registrano una prestazione poderosa dell’immenso Kevin Love, capace di segnare 45 punti, raccogliere 19 rimbalzi e fornire 6 assist, accompagnato dal fondamentale apporto di Pekovic e Rubio. Si arriva all’over time sul 106-106, dopo una partita pazzesca, con un Griffin da urlo, messo in ombra dall’uomo di serata Love e dai numeri da leggenda già citati: mai più di 7 o 8 punti di vantaggio tra le due formazioni, con i Clippers sempre un passetto avanti nella prima metà di gara, e poi in equilibrio quasi perfetto nella seconda. Ma in OT la classe di CP3 e la rassicurante presenza di DeAndre Jordan fanno la differenza, accompagnate da qualche imprecisione di troppo tra le mani di Nikola Pekovic. 116-120, quinta vittoria di fila per i Clippers di Doc Rivers.
Minnesota: Love (45 pts, 13/17 da due, 2/6 da fuori, 19 reb), Pekovic (34 pts, 16/28 da due, 14 reb), Martin (16 pts), Barea (12 pts).
Los Angeles: Griffin (32 pts, 11/20, 10 reb), Crawford (22 pts, 5 ast), Paul (19 pts, 13 ast), Collison (18 pts), Dudley (15 pts, 5/7 da due).
Toronto Raptors @ Oklahoma City Thunder 104-98
Manca concentrazione, in casa Thunder, e il risultato è pesante: prima sconfitta in territorio amico per il team di coach Brooks e abbandono della leadership in Western Conference, a favore di Portland. Si avverte sin da subito che a Oklahoma City, contro Toronto, manca la verve delle ultime partite, si sbagliano tiri senza preoccuparsene, e alla lunga questo porta al secondo peggior rendimento al tiro da inizio season: 36.8% (avevano fatto peggio solo contro i T’wolves il primo novembre, 34.9%). I Raptors, dal canto loro, conquistano l’ennesima vittoria on the road, la settima sugli undici successi raggiunti fin’adesso, e mettono in campo una bella prestazione di squadra sul parquet della Chesapeake Energy Arena. OKC subusce l’allungo Raptors nei minuti finali, KD si trova tra le mani la tripla del -1 a 11 secondi dalla fine, ma la sbaglia, e la vittoria va a Toronto.
Toronto: Lowry (22 pts, 3/10 da due, 3/6 da tre, 9 ast), Johnson (17 pts, 13 reb), DeRozan (17 pts), Salmons (14 pts), Valanciunas (13 pts).
Oklahoma City: Westbrook (27 pts, 7/15 da due, 9 reb, 5 ast), Durant (24 pts, 3/9 da due, 8 reb), Ibaka (9 pts, 6 reb).
Boston Celtics @ Indiana Pacers 79-106
Ordinaria amministrazione per i Pacers contro Boston, i +27 di vantaggio finale rendono bene l’idea dell’effettiva sproporzione tra le due franchigie. Boston rimane in partita solo nel primo quarto, poi dilaga Indiana, con un George capace di 18 punti in un solo quarto (il terzo) e un grandioso Lance Stephenson in tripla doppia (12 punti, 10 rimbalzi e 10 assist).
Boston: Bradley (13 pts, 5/13, 6 reb), Green (11 pts, 6 reb), Lee (11 pts), Crawford (9 pts).
Indiana: George (24 pts, 7/10 da due, 2/3 da tre), Hibbert (15 pts, 12 reb), Stephenson (12 pts, 10 ast), Granger (12 pts).
Oklahoma City, fulminati i Pacers: 118-94 per i Thunder, con un KD da brivido
Scritto da Marco Tarantino
Era prevedibile che Indiana, dopo la vittoria di prestigio su San Antonio e un ciclo di quattro trasferte consecutive, non riuscisse a tener testa ad una franchigia come quella dei Thunder, solida, vivace e imbattibile in casa (10 successi su 10 gare, alla Chesapeake Energy Arena). Quello che forse sorprende è scoprire come ieri sera, Indiana, non sia praticamente mai scesa in campo, lasciandosi letteralmente fulminare dai Thunder nei primi due quarti, grazie ad un Durant stellare, bisogna sottolinearlo. Primi minuti di attesa, poi l’accelerazione dei Thunder, che si portano nell’arco di 3 minuti sul 6-18, poi sul 10-24, e finiscono il primo quarto col parziale di 18-28, con 13 punti per Durant e 3 doppie a testa per Westbrook e Ibaka. Nel secondo quarto si replica, parziale di 19-28 e 10 punti dalla panchina con Jackson e la tripla di Lamb. Dopo l’intervallo lungo i Pacers cercano di guadagnare terreno, ma il team di coach Vogel resta sempre troppo impreciso sotto canestro, col solo Hibbert che riesce a metter dentro più di dieci punti. Poi finalmente prende vita Paul George e mette quattro triple in 8 minuti, ma il punteggio resta comunque 67-88, perchè Durant e West girano troppo bene per poter lasciare anche solo un punto di svantaggio in meno ai Pacers. Da qui alla fine, tutto da copione, la fantasia dei Thunder e dei gemelli di Oklahoma City abbatte i giganti Pacers, leaders della eastern conference e della lega, con un punteggio finale di 94-118. Indiana termina comunque il giro di trasferte con un bilancio positivo, tre vittorie e due sconfitte. Oklahoma City si porta al secondo posto delle western conference a pari merito con San Antonio, con 15 vittorie e 4 sconfitte.
KD ha collezionato, sin dal primo istante, più punti che minuti di gioco, realizzando in totale 36 punti, con un 12/20 da due, e raccogliendo 10 rimbalzi. Westbrook ha aggiunto 26 punti,13 assist e 7 rimbalzi, con un grandioso 10/11 da due. Altri 15 punti sono arrivati da Reggie Jackon e 13 da Ibaka. Per Indiana, prova comunque maiuscola di Paul George, con 32 punti, 9/17 al tiro e 4/6 da tre, ma poco altro dal resto del roster: 12 punti e 9 rimbalzi da Hibbert (6/12 FGM-A) e 11 punti da West. Tutti gli altri sotto la doppia cifra.
V.S.
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