Essere scelti con la prima chiamata al Draft NBA è sicuramente il sogno di ogni giocatore che si appresta a diventare un professionista, può essere una fortuna visto che ti porta fin da subito visibilità nell’intera lega, ma rappresenta anche aspettative troppo elevate, a volte non rispettate, esercitate anche dalla squadra che ha scelto, speranzosa di trovare la nuova stella capace di risollevare la franchigia ‘perdente’ l’anno prima.
L’esperienza di Andrew Wiggins, prima scelta al Draft 2014 per i Cleveland Cavaliers, è sicuramente molto particolare, il quale dal momento in cui Silver ha proclamato il suo nome è stato sempre oggetto di rumors sulla sua eventuale cessione. Negli ultimi giorni questi rumors sono diventati realtà per il canadese, che diventerà presumibilmente dopo il 23 agosto, data della scadenza dei 30 giorni dalla firma del contratto necessari per essere scambiato, un giocatore di Minnesota insieme al suo compagno di squadra, altra prima scelta nel 2013, Bennett ,in cambio di Kevin Love che andrà a formare con LBJ e Irving i nuovi ‘Big Three’ in Ohio.
Questo scambio all’ex-Jayhawks non è poi così dispiaciuto , così come riportato dall’allenatore di Kansas, Bill Self che si è espresso su questa vicenda, cosa che davanti alla stampa non ha mai fatto Wiggins, dicendo :
Quando la trade è iniziata ad entrare nel vivo, ho parlato con Andrew e mi disse ‘Spero di essere scambiato’ e io gli risposi che non doveva ma continuò ‘Coach, lo spero. E’ la soluzione migliore per me, conosco la mia personalità e quello di cui ho bisogno, ho bisogno di andare non dove sono forzato ad essere qualcosa ma andare dove avranno pazienza con me, non voglio essere solo un pezzo.
Sicuramente sono parole che dimostrano ancor di più la personalità di questo ragazzo, che invece di restare in una squadra in cui avrebbe avuto la possibilità di vincere fin da subito insieme a Lebron James, preferisce essere parte fondamentale di un progetto di ricostruzione per una franchigia come i Timberwolves, che dopo aver perso Love, l’ennesimo All Star su cui puntavano non poco , dai tempi di un tale Kevin Garnett, dovranno ripartire con dei rookie molto promettenti come Lavine e lo stesso Wiggins, insieme a giocatori giovanissimi e con tutto da dimostrare come Bennett, Rubio, Dieng e Pekovic.
Per NBA Passion,
Giuliano Granata



