Siamo tutti un po’ abituati a vedere ciò che ci fa più comodo e a volte, se non piuttosto spesso, ci lasciamo scappare dettagli interessanti, accecati da ciò che riteniamo più importante.
Nello stato dell’Ohio, come in gran parte del mondo, viene acclamato Lebron James come unico Re e al di là delle preferenze personali, tutti gli appassionati di basket non possono assolutamente non ammirare la sua grandezza, pena minima l’inferno, neanche il purgatorio. Però, una volta individuata la giusta gerarchia tra le parti, non si può evitare di esaltare l’adepto del Prescelto, Kyrie Irving.

Kyrie Irving con Lebron
Il braccio destro del Re
Irving è il numero 2 dei Cleveland Cavaliers e non solo per il numero di maglia; è a tutti gli effetti il braccio destro del Re ed è anche grazie a lui se la città ha vinto il suo primo titolo NBA. Non è facile giocare al fianco di Lebron, ma Irving è sembrato essere a suo agio fin dalle prime partite. Si potrebbe pensare che tra due talenti spropositati venga naturale costruire un gioco vincente, ma in realtà non è così, perché se tra due o più persone non esiste la fiducia, allora è impossibile creare quel legame indissolubile che caratterizza la totalità dei gruppi di lavoro, le più grandi squadre di tutti i tempi e di tutti gli sport.
Non esiste squadra senza la fiducia e non esiste un gruppo coeso se ciascuno dei suoi componenti non crede nei mezzi degli altri compagni. Ed è proprio questo che ha permesso a Lebron ed a Kyrie di instaurare un rapporto indistruttibile in abito sportivo, ma anche a livello umano, che permette loro di capirsi con un semplice sguardo, estraendo dal cilindro giocate strepitose e azioni da ricordare negli anni avvenire. Diciamo che quello tra loro due è il rapporto più importante, vista la loro leadership all’interno dello spogliatoio, ma questo discorso vale anche per tutti gli altri componenti del roster bordeaux-oro. Sono una vera famiglia!

Lebron James e Kyrie Irving
Un predestinato
Nato a Melbourne da genitori statunitensi (la madre era pallavolista ed il padre cestista), Kyrie è dovuto crescere in fretta a causa della morte della madre, coltivando fin da bambino il sogno di diventare un giocatore NBA; la sua immensa passione per il basket e la sua grandissima dedizione al lavoro gli hanno permesso di superare tutti gli ostacoli che si è ritrovato di fronte, compreso un infortunio ai tempi del college a Duke.
Ad Irving è bastata una stagione con i Blue Devils e soltanto una decina di partite giocate (causa infortunio) per rubare letteralmente l’attenzione degli scout NBA; così, nel Draft del 2011, è stato selezionato come prima scelta assoluta dai Cleveland Cavaliers. Nella sua prima stagione NBA è stato eletto rookie dell’anno e nel corso del tempo il suo talento ha preso sempre più piede. E’ dotato di una tecnica di palleggio sopraffina e di una qualità di tiro quasi perfetta; è velocissimo e talmente agile da potersi liberare dell’avversario girandogli attorno, sfruttando un’abilità di utilizzo del piede perno che non ha eguali all’interno della lega. Il suo arresto e tiro o, eventualmente, arresto e virata, per servire un assist ai compagni (se non ha spazio sufficiente per un lay-up) sono letteralmente mostruosi. Ha una forza muscolare incredibile per permettersi di completare movimenti del genere, è esplosivo, elegante e sa segnare da qualsiasi posizione, a partire dalle triple fino alle sue famose incursioni al ferro.
E’ veramente un giocatore completo “Uncle Drew” ed è semplicemente assurdo che venga preso in considerazione così “poco” rispetto al suo reale valore. Convivere con “The Chosen One” significa che la maggior parte dei riflettori, se non tutti, sono rivolti verso di lui; Irving, però, non si scompone di fronte alla totale onnipotenza di James, ha ben presente qual è il suo compito e lo porta a termine egregiamente partita dopo partita, una serie dopo l’altra.
E’ giovanissimo, ma è già un fenomeno e pochi mesi fa, a soli 24 anni, è diventato campione NBA; vale la pena ricordare il suo enorme contributo ed in particolare la sua pazzesca tripla al termine di gara 7. Quando ha deciso di prendersi quel tiro è come se avesse detto: “Ehi Lebron, ti aiuto io, andiamo a vincere!” e senza paura ha fatto canestro regalando di fatto a Cleveland la prima gioia cestistica della storia.

“The Shot” – La tripla decisiva di Irving al termine di gara 7
La storia di uno sport di squadra non la fa un singolo giocatore, la fa l’intera squadra; le vittorie più grandi portano il nome dei generali, non degli ufficiali in prima linea, ma un’armata è formata da tanti soldati ed il merito deve essere di tutti quanti.
La gloria eterna va, come ovvio che sia, a Lebron James, l’artefice maximo di questo trionfo; il trono è suo e non ci sono ma che tengano, però lì a fianco c’è un altro trono, più piccolo di quello del Re, è il trono di Sua Altezza Kyrie Andrew Irving, Principe dell’Ohio!

