Al Moda Center di Portland, Oregon, si sono affrontati i Trail Blazers e i San Antonio Spurs, del grande ex LaMarcus Aldridge. Il clima era già caldissimo prima dell’inizio della gara: durante la presentazione delle squadre, infatti, Aldridge è stato inondato di fischi da parte del pubblico del palazzetto, il quale ha fatto capire al suo ex pupillo come non abbia affatto gradito la scelta di lasciare Portland quest’estate.
La partita è molto combattuta nel primo quarto, dove i padroni di casa riescono inizialmente a prendere il largo grazie alle solite giocate del duo Lillard e McCollum, capaci di trascinare la propria squadra sul +8. Gli Spurs, però, hanno un’arma in più in uscita dalla panchina. Il trio Ginobili, Diaw e Mills, coadiuvato da Aldridge e Leonard, ricuce immediatamente lo svantaggio e addirittura si porta sulla doppia cifra di vantaggio (+12 alla fine del primo tempo). I texani, con la second-unit in campo, riescono maggiormente a muovere il pallone e giocano una pallacanestro divina. Infatti, sui 17 canestri segnati dalla squadra di Popovich nei primi due quarti, ben 11 sono arrivati da un assist di un compagno, tirando con il 56% dal campo.
Ancora una volta, però, i Trail Blazers, guidati dai soliti due infermabili piccoletti, riescono a pareggiare l’incontro nel terzo quarto, sfruttando le debolezze difensive di Tony Parker che, nonostante abbia rincorso Lillard per tutto il parquet, non è mai riuscito a fermarlo.
A questo punto coach Popovich ricorre di nuovo alla second-unit, che, per la seconda volta, riesce a realizzare un parziale che riporta avanti gli Spurs. Inoltre inizia a carburare anche Aldridge, il quale, non intimorito dai fischi, segna dei jumpers molto importanti e incrementa considerevolmente i suoi punti a referto (saranno 23 alla fine). Anche Leonard dà il suo contributo, nonostante la tanta paura per una bruttissima caduta dopo una schiacciata monstre. L’MVP delle finali del 2014 si dimostra sempre più una minaccia offensiva imprendibile per le difese e, per la quarta volta consecutiva, realizza 20 o più punti in una partita.
Nel finale gli Spurs controllano la gara fino al termine, aggiudicandosi la vittoria per 113-101. Da segnalare un brutto infortunio alla spalla per Myers Leonard: durante un tagliafuori per un rimbalzo offensivo dopo un tiro libero di un suo compagno, si è scontrato con il suo omonimo Kawhi e ha riportato la lussazione dell’articolazione, che lo ha costretto ad abbandonare i suoi.
TRAIL BLAZERS
Cosa ha funzionato: Il duo Lillard-McCollum è l’unico che riesce a dare una scossa in attacco. Insieme hanno segnato 43 punti, quasi la metà di tutti i punti realizzati da Portland. Un calo di forma di uno di loro sarebbe fatale per le sorti della squadra.
Cosa non ha funzionato: In estate la squadra ha perso quasi tutti i titolari della scorsa stagione e, per questo motivo, il roster si è accorciato parecchio. La panchina ha sofferto tantissimo la second-unit avversaria, concedendo dei parziali irrecuperabili.
SPURS
Cosa ha funzionato: Aldridge e Leonard sono stati fantastici, ma ancora di più lo è stato l’apporto della panchina. Ginobili, Diaw e Mills insieme hanno un plus/minus rispettivamente di +14, +11 e +14. Senza di loro la partita sarebbe potuta andare diversamente. Nel complesso, però, tutti hanno dato il loro contributo, con ottime percentuali al tiro: ogni giocatore sceso in campo ha tirato con almeno il 50%, ad eccezione di David West (40%).
Cosa non ha funzionato: Rimane ancora da capire il perchè ci siano dei cali di concentrazione, con conseguente carestia offensiva. Ad un certo punto della gara, con gli Spurs in pieno controllo, i texani si sono fermati, lasciando rientrare in partita i padroni di casa. Popovich deve lavorare soprattutto sul piano mentale.
MVP DELLA PARTITA: Manu Ginobili. I numeri (14 punti, 5 rimbalzi e 3 assist in 22 minuti) non sono sufficienti per descrivere la partita perfetta dell’argentino. Sembra tornato quello di una volta, capace di portare la sua genialità in campo e far girare al meglio tutta la squadra.
PEGGIORE IN CAMPO: Mason Plumlee. Non sfrutta i suoi centimetri nel pitturato e soffre tremendamente gli attacchi dei lunghi avversari. Inoltre deve migliorare decisamente la sua meccanica di tiro ai liberi.
TABELLINO
Per NBA Passion,
Giuseppe Fagnani (@dartfagnans)


