Super James caccia fuori dalla porta i Toronto Raptors, che dopo aver battuto Indiana avrebbero voluto fare uno scherzetto anche ai campioni in carica: si devono però fermare di fronte al Prescelto Lebron James che realizza 30 punti, 10 dei quali nell’ultimo quarto, nella sfida di Miami.
Ecco le sue giocate migliori!
lebron
NBA preview/1: si parte con George vs Davis, James va visita a Orlando, Bulls e Nets in odore di PO
Le prime 4 gare della notte NBA vedranno scendere in campo le tre stelle più brillanti di questo avvio di season con i leader solitari di Est, Paul George e Lebron James.
Aprono le danze i Pacers ad Indianapolis in una sfida tutt’altro che già scritta: arrivano a trovarli i New Orleans Pelicans di Anthony Davis, che vorranno continuare a puntare dritti verso l’ottavo posto ad ovest, valevole per i PO e contano di farlo passando per una buona striscia vincente, cominciata da Boston. In contemporanea ad Orlando i Magic, che non hanno nulla da chiedere a questa stagione, se la vedranno con i Miami Heat di Lebron James, in una sfida già scritta.
A Brooklyn invece sfida delicata, con i Cavaliers ed i Nets appaiati nella classifica della Eastern Conference, che vogliono cercare di allungare il passo per non perdere il treno PO, che sembra tutt’altro che scattante. I Nets appaiono nettamente favoriti, dopo la bella prova fornita ad Oklahoma City dove hanno sconfitto i Thunder allo scadere; dall’altro lato i Cavs senza Bynum proveranno a puntare sulla buona vena di Irving per uscire con la vittoria da New York.
Chicago ospita i Bulls contro gli Atlanta Hawks, battuti allo scadere da Golden State la scorsa notte, e sempre saldamente nella terza posizione ad Est: Noah e Boozer, con l’aiuto di Deng, ma ancora senza Rose, che vedrà la stagione in tv, vogliono dare un’altra gioia ai propri tifosi, che passi per una super difesa, che si sta confermando una della migliori della lega.
All’AmericanAirlines Arena di Miami gli Heat ospitano i Golden State Warriors di Stephen Curry. La partita non delude le aspettative ed il primo quarto è altamente spettacolare con gli Heat costretti a rincorrere fin da subito ed i Warriors, trascinati da Curry e Lee, a cercare di allungare sui padroni di casa. A confermarsi già dal principio una delle squadre più forti della lega sono gli ospiti, che chiudono il primo quarto sul risultato di 38-33. Nel secondo periodo la partita si fa più equilibrata e Miami riesce a rispondere punto sul punto agli attacchi di Golden State. Tuttavia i padroni di casa non riescono a raggiungere gli ospiti e si va al riposo sul risultato di 65-60. Al rientro sul parquet la musica non cambia ed i Warriors sembrano avere molta più fame rispetto agli Heat. La decisione con cui Golden State riesce ad attaccare, e difendere, è impressionante tanto che la reazione del Magnifico Trio James-Bosh-Wade non porta i frutti desiderati e i Warriors allungano ulteriormente. 96-87 il risultato che conclude il quarto. Nell’ultimo periodo i Warriors non danno l’allungo decisivo, ma gli Heat non riescono a recuperare. Golden State vince anche su Miami rilanciando, ulteriormente, la propria condidatura ad essere protagonisti anche ai play-off.
Per i Warriors grandi prestazioni di David Lee, doppia doppia fatta da 32 punti e 14 rimbalzi, e Stephen Curry, che realizza 36 punti e 12 rimbalzi.

Per Miami non bastano le buone prestazioni dei vari James (26 punti), Wade (22 punti) e Bosh (19 punti).
http://www.youtube.com/watch?v=VMggbYm6B8k
Ecco la grande giocata sull’asse Wade-James nella vittoria dei Miami Heat sui Minnesota Timberwolves: passaggio sul vetro di Wade, grande schiacciata di James, et voilà.
26 giugno 2003
Una “mia” data da ricordare.
Vi chiederete : cos’è successo di cosi importante nel giugno del 2003 in ambito cestistico da esser una data da ricordare?
Il draft, certamente.
Proprio quel draft che, Lebron James a parte, sfornò giocatori come “Flash”, Carmelo Anthony, Chris Bosh, Chris Kaman, Hinrich dei tori di Chicago e Mr West per gli Hornets.
Ma quando i cadaveri di Cleveland scelsero come prima scelta LeBron , diventando ufficialmente (x me) i Cavalieri, cambiò qualcosa.
Se poi aggiungiamo che Akron, luogo di nascita di LBJ, era gia una città a me nota molto positivamente per essere la patria di Maynard James Keenan finisce che due più due fa REALMENTE quattro.
E cosi partì la passione per il basket che aumentò a tal punto da mettere la sveglia per la notte.

Partita dopo partita la mia stima per i Gold&Wine cresceva a dismisura , cosi come cresceva a dismisura il rendimento di quell’antipatico, spocchioso, onnipotente e odioso (aggettivi usati dai più) numero 23.
Poi la storia recente la sappiamo bene o male tutti… E la speranza di rivederlo alla “Quichen Loans Arena”, con l’intro dello speaker (“Ladies and gentlemannnnnn the KING is in the building! Lebron has arrived!”) c’è per l’anno prossimo e non svanirà fino a quando non si ritirerà .
Ma il mio cuore sarà per sempre Gold&Wine.
Anche se Lebron non c’è piu.
Anche se probabilmente non tornerà mai.
Anche se non abbiamo mai vinto niente.
Anche se come prima scelta abbiamo preso Bennett. (Io credo in lui. Probabilmente so pazzo ma ci credo!)
Vi saluto con un video… Uno a caso.
http://www.youtube.com/watch?v=NP9P0FcgLP0
“L’onnipotenza logora chi non ce l’ha. Se rivedremo quei coriandoli scendere, dalle volte della Quicken Loans, per l’ultima giocata… Della Finale, quella che assegna il titolo… Dimenticate tutto, pensate a questo tiro… No, no, no.”Grazie Flavio.
PS: Buffa, avvocato mio, manchi.
Toglierti dalla NBA è come togliere le luci a un qualsiasi Natale.
Cavs basketball never stops.
Mauro Maialetti
Mentre tutti si aspettavano una vittoria abbastanza facile per Miami, Kemba Walker e compagni stavano organizzando una trappola per cercare di ribaltare i pronostici e tornare a Charlotte con la vittoria in tasca. E quasi ci riescano, complice anche il terzo quarto poco produttivo degli Heat (parziale di 25-14), portandosi sul 73-61 per poi cedere il passo nell’ultimo periodo nel quale la tripla allo scadere di Walker porta il risultato sul 98-99 finale.

Ottima la prova dei Bobcats che hanno sfruttato la mano calda di Walker, autore di 27 punti, per mettere paura ai campioni in carica. Ottime anche le prove di Henderson (17 punti) e Al Jefferson (16 punti e 13 rimbalzi). Buono anche l’apporto portato da Josh McRoberts, autore di 10 punti, e Ramon Sessions, 10 punti dalla panchina.
Per gli Heat fa notizia il fatto che non siano riusciti a chiudere la partita prima, regalando il terzo quarto agli ospiti e dovendo fare un grande sforzo nell’ultimo periodo. Ottima, come sempre, le prestazioni di LeBron James, Bosh e Wade che hanno segnato rispettivamente 26, 22 e 17 punti garantendo così la decima vittoria consecutiva a Miami.
Lebron James nella sfida contro i Clippers ha toccato il suo punteggio più basso stagionale (18 punti): durante la gara infatti ha accusato dei problemi fisici che non lo hanno fatto rendere al meglio.
Ecco le sue parole: “If I can’t get out of bed, I can’t show up here. If I can’t give enough to help us be successful, then I won’t play. That’s the one thing I know I will do, but it wasn’t bad enough to the point where I couldn’t help. It ain’t a great feeling, I’ll tell you that, especially at night when I’m trying to sleep. I’m doing everything I can to get back to my normal self, I’ve had a history of [back issues], but I always keep a good eye on it. The good thing about it,is that it’s not the first time I’ve had a back issue so I should be all right. I’m doing everything I can to get back to my normal self,I’ve had a history of [back issues], but I always keep a good eye on it. The good thing about it,is that it’s not the first time I’ve had a back issue so I should be all right.”
In sostanza il #6 di Miami ha rivelato che finché non sarà al 100% non giocherà per non rischiare di peggiorare il suo infortunio o non dare una mano alla franchigia: non è il suo primo infortunio alla schiena e per questo sa già come affrontarlo dice James.




