La stagione ormai alle porte, sarà piuttosto travagliata per i New York Knicks, salvo particolari sorprese. Nonostante le firme di interessanti innesti come Robin Lopez, Aaron Afflalo, Derrick Williams e un rookie dall’enorme potenziale come Kripstas Porzingis, la franchigia guidata da coach Fisher è ancora in piena fase di ricostruzione, venendo in particolar modo da una stagione più che deludente e con una Eastern Conference che sembra essere abbastanza migliorata dopo alcune stagioni alquanto mediocri.
Gli sforzi effettuati da Phil Jackson nel corso dell’ultima Free-Agency, uniti ad una stagione piena di rivalsa dopo i problemi fisici e tecnici avuti nella scorsa stagione, hanno spinto Carmelo Anthony a tentare di alzare l’asticella in vista della nuova stagione per cercare di essere un giocatore e un compagno migliore: il leader dei Knicks ha infatti incaricato lo staff tecnico di evidenziare qualsiasi tipo di errore che egli stesso commetterà nel corso della stagione.
Un metodo piuttosto particolare quanto dettagliato, che però permetterà all’ala piccola di portare a galla gli errori che eventualmente commetterà e lavorare su di essi, come scrive Ian Begley di ‘ESPN’: “Ho detto loro [allo staff, n.d.r.] di far notare i miei errori nel corso della sessione-video così che tutti possano vederli e sentire cosa lo staff ha da dire a riguardo. Così facendo, questo metodo mi costringerà a migliorare sia dentro che fuori dal campo”.
Un atto meritevole di lode, senza troppi giri di parole. A 31 anni compiuti da pochi mesi e con ben 12 anni di carriera alle spalle, Carmelo Anthony vuole tornare a rimettersi in gioco per dimostrare ai suoi compagni e alla lega intera che si può sempre migliorare. E, considerando la rabbia agonistica che il #7 dei Knicks avrà dentro dopo aver giocato soltanto 40 partite a causa di un infortunio che lo ha costretto a stare per tutta la seconda parte di stagione, nulla preclude alla 3a scelta del Draft 2003 di disputare una delle migliori stagioni della sua carriera.
Per NBAPassion,
Mario Tomaino (@Mariot_22 on Twitter)


















Per i Warriors grande prova di Klay Thompson, che mette a referto 29 punti, a cui vanno aggiunti un assist, un rimbalzo e tre palle rubate, tirando con il 50% da campo (43% da tre punti) e fa 4 su 4 dalla lunetta. Buone anche le prove di Curry, che chiude con 21 punti (6 su 18 dal campo -1 su 5 da tre punti- e mette 8 tiri liberi su 8 tentativi), 5 rimbalzi, 6 assist e due palle rubate, e Andrew Bogut, che chiude la sua partita in doppia doppia con 11 punti (5 su 6 dal campo e 1 su 2 dalla lunetta) e 12 rimbalzi a cui fa seguire 3 assist, una palla recuperata e 2 stoppate.
Per i Trail Blazers prestazione maiuscola per LaMarcus Aldridge, capace di chiudere in doppia doppia con 26 punti (50% dal campo e 6 su 8 dalla lunetta), 13 rimbalzi, un assist, una palla rubata e una stoppata. Buona anche la prova di Robin Lopez, anche lui in doppia doppia (12 punti e 10 rimbalzi), Matthews, che chiude con 18 punti tirando con il 47% dal campo. Sotto tono, invece, Damia Lillard, autore di 11 punti, 6 rimbalzi e 5 assist, tirando con una percentuale non da Lillard: 22% dal campo (1 su 7 da tre punti).