Allo STAPLES Center di Los Angeles, California, i Lakers privi di Henry, Young, Gasol, Bryant e Nash affrontano gli Houston Rockets del grande ex: Dwight Howard.
Nel primo quarto ad aprire le danze è proprio Dwight Howard, che mette a segno i primi due punti della serata, dando così il ‘La’ ad un primo periodo ottimo dei Rockets, che limitano ed attaccano alla perfezione, imponendosi sui Lakers 32-22 e dando un segnale chiaro su come sarà il resto della partita. Nel secondo tempo il gioco dei Lakers si fa, se possibile, più scadente ed i Rockets ne approfittano andando a chiudere il primo tempo, e se vogliamo pure la partita, sul 64-43. Al rientro sul parquet la partita assume gli aspetti di un’amichevole e, nonostante i Lakers migliorino il loro gioco offensivo, grazie anche alla difesa di Houston che abbassa il livello di concentrazione, gli ospiti riescono a segnare 40 punti, chiudendo il quarto sul risultato di 104-75. Nell’ultimo periodo coach McHale concede qualche minuto a chi di solito gioca meno, o proprio non entra in campo, tranne Greg Smith, ed i Lakers riescono a giocarsi il quarto alla pari, riducendo anche lo svantaggio di 3 punti, per il 134-108 finale.
Per i Rockets eccellente prestazione di James Harden, che conclude in doppia doppia con 29 punti ed 11 assist. Ottime anche le prove di Dwight Howard, che va in doppia doppia, nel giorno del suo ritorno a Los Angeles, con 20 punti e 13 rimbalzi, e Parsons, che mette a referto 18 punti.
Per i Lakers è difficile parlare di buone prestazioni, ma in una serata nera spiccano i nomi di Wesley Johnson, che prova a tenere a galla i suoi segnando 24 punti, Kendall Marshall, che chiude in doppia doppia con 20 punti e 16 assist, e Meek, autore di 19 punti.
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Per Dunk NBA
Shedly Chebbi (@shedly7)
marshall
“Il tempo vola!”, e lo sanno bene Pau Gasol e Kendall Marshall, che si sono ritrovati in una foto di 11 anni fa con, ad occhio, almeno 50 centimetri di differenza. Era il lontano 2003, e il Sophomore Pau Gasol si trovava alla Philips Arena di Atlanta per partecipare al Rising Stars Challenge dell’All-Star Game, quando un giovane giocatore undicenne gli si avvicina per scattare una foto ricordo… Quel giovane giocatore, oggi alto 193 centimetri (sempre 20 in meno di Gasol), era proprio Kendall Marshall, attuale compagno dello spagnolo ai Los Angeles Lakers.
Time flies!! Here with my teammate @KButter5 at the AllStar weekend in Atlanta 11 years ago! pic.twitter.com/v2wf1ZqkEh
— Pau Gasol (@paugasol) January 21, 2014
Al TD Garden di Boston, Massachusetts, i Celtics affrontano i Los Angeles Lakers, con l’infermeria piena, in quella che solo qualche tempo fa era il big match per eccellenza. Nel primo quarto la partita è molto equilibrata, con i Celtics costretti a rincorrere i Lakers, che però non hanno un vantaggio enerme ed il quarto termina sul 25-23. Nel secondo periodo arriva la risposta di Boston, che in men che non si dica rimonta i Lakers e riesce a tenerli a distanza per tutto il quarto riuscendo a chiudere il primo tempo in vantaggio per 52-58. Al rientro sul parquet le squadre si equivalgono e, nonostante i Lakers facciano di tutto per raggiungere Boston e Boston faccia di tutto per distanziare ulteriormente i Lakers, il quarto termina con un parziale di 24-24 (76-82), lasciando così invariato il distacco tra le due squadre. Nell’ultimo periodo, però, i padroni di casa calano vistosamente. Nonostante riescono a tenere per maggior parte del periodo il vantaggio costruito nel secondo e terzo quarto, a spuntarla sono gli ospiti, che a 1.08 dalla sirena si portano sul 105-104 grazie alla tripla di Kendall Marshall. Il tempo per recuperare ci sarebbe, ma Rondo (impiegato col contaggocce) e compagni non riescono a mettere a referto neanche un punto. La partita si chiude dopo i 2 tiri liberi messi a segno da Ryan Kelly e la tripla mancata da Rondo.
Per i Lakers buona prova di Gasol, in doppia doppia con 24 punti e 13 rimbalzi. Da segnalare anche le prove di Marshall, doppia doppia con 19 punti e 14 assist, Meeks, autore di 17 punti e Kelly, che mette 20 punti dalla panchina.

Per i Celtics Buona prestazione di Olynyk, autore di 25 punti dalla panchina. E, nota positiva, si rivede Rajon Rondo, che ha giocato solo 19 minuti segnando 8 punti, servendo 2 assist e rubando 2 palloni.
Per Dunk NBA
Shedly Chebbi
I Lakers a detta di molti hanno una rotazione troppo corta per poter ambire ad un posto nei prossimi playoff. La situazione poi è peggiorata dopo il ri-infortunio di Kobe nella notte passata. È il momento di intervenire sul mercato? Detto fatto. Los Angeles infatti ha firmato il 21enne Kendall Marshall tredicesima scelta di Phoenix al draft del 2012. Nei Suns infatti il suo ruolo era già ben coperto l’anno passato da Dragic e con l’arrivo di Bladsoe in estate il suo minutaggio è diminuito ancor di più. Per trovargli una posizione più adeguata venne anche inserito nella trade per portare Gortat a Washington.
Non un giocatore fondamentale insomma destinato, come la maggior parte dei giovani non ancora pronti per l’nba, a militare nella lega di sviluppo (D league). Con i Delaware 87ers viaggiava a 19.7 punti e 9.6 assist di media e ha interessato per queste cifre non poco i giallo-viola di Los Angeles. Marshall raggiunge una squadra tutta in costruzione che negli esterni ha non pochi problemi: Nash inevitabilmente in declino, Blake e Farmar che si accendono e si spengono troppo spesso. Un’ottima chance per l’ex North Carolina per dimostrare quanto di buono fatto al college. I Lakers attendono soltanto di vederlo in campo e di sentire lo speaker urlare il suo nome dopo un canestro.



