Continua senza sosta il viaggio di Yahoo nella storia delle franchigie NBA alla ricerca dei migliori quintetti all-time. Questa volta è il turno degli Oklahoma City Thunder, anche se in questo caso la franchigia ha vissuto una doppia vita. Infatti dal 1977 fino al 2008 i Thunder giocavano a Seattle sotto il nome di Supersonics, prima che il patron Bennett decidesse di spostare la franchigia nel suo stato natale rifacendo totalmente il look alla squadra. Per questo motivo nella scelta dei migliori giocatori della storia dei Thunder ci sono alcuni nomi che in Oklahoma non ci sono mai stati neanche per affari (non parliamo di vacanze…), ma che per vari motivi si sono trovati legati in modo indissolubile a questa nuova franchigia. Il quintetto scelto da Yahoo! è questo:
- Russell Westbrook
- Gary Payton
- Kevin Durant
- Shawn Kemp
- Jack Sikma
JACK SIKMA
Selezionato nel 1977 dai Seattle Supersonics come ottava scelta, il centro di Illinois ha disputato nove stagioni in gialloverde, prima di trasferirsi ai Milwaukee Bucks. Autore di una stagione rookie da sogno, concluse la stagione con la nomina nella squadra All-Rookie Team. Conquistò l’unico della storia di Seattle nel 1979 facendo registrare una media punti in doppia cifra durante le Finals. Grazie alle sue doti a rimbalzo e alle sue doti di passatore in post alto (tanto da dare il nome a una mossa chiamata con il suo nome ancora oggi, la Sikma mova), Sikma aveva anche un formidabile tiro dal perimetro, che gli permise di chiudere il suo periodo con i Supersonics con 15,6 punti di media, oltre a 9,8 rimbalzi e 3,2 assist, che gli assicurarono la partecipazione a ben sette All-Star game consecutivi tra il 1979 e il 1985.
SHAWN KEMP
La carriera di Shawn Kemp a Seattle avrebbe potuto avere un epilogo migliore. Il divorzio tra le parti avvenne a causa di un mancato accordo sul contratto nelle regole del contratto collettivo che portò il giocatore a essere coinvolto in una trade con Cleveland nel 1997. Tuttavia, gli anni di Kemp a Seattle furono a dir poco magici: finali raggiunte nel 1996 con il miglior record della Western Conference, ci volle solo il miglior Micheal Jordan per fermare le ambizioni da titolo di quella squadra. Con soli 29,8 minuti di media a partita, terminò i suoi otto anni a Seattle con una media di 16,2 punti e 9,8 rimbalzi a incontro.
KEVIN DURANT
Scelto da Seattle nel 2007, giocò solo un anno nella città smeraldo prima di spostarsi insieme a tutta la franchigia a Oklahoma. Non ancora 27enne, Durant è già riuscito a vincere la classifica di miglior scorer della stagione per ben cinque volte (andando per ben 4 volte oltre i 2000 punti a stagione), vincitore del titolo MVP nel 2014, portò i suoi giovanissimi Thunder alle Finals nel 2012 perdendo solo contro i Miami Heat dei Big Three.
GARY PAYTON
“The Glove”, “Il Guanto”. Il soprannome nacque per descrivere al meglio la pressione difensiva che era in grado di esercitare sul suo avversario. A meno di qualche cambiamento delle regolamento, l’ultima PG a vincere il premio di difensore dell’anno. Con la maglia dei Seattle Supersonics fece impazzire i tifosi insieme a Shawn Kemp in una delle squadre più amate degli anni 90. Con Seattle disputò 12 stagioni e mezzo tra il 1990 e il 2003, con una media di 18,2 punti, 7,4 assist, 2,1 palle rubate e solo 2,5 palle perse. Nei suoi anni sulla costa Ovest fu membro di ben nove squadre All Star team (di cui due volte nel First All-Star Team), prima di trasferirsi a Milwaukee e Miami, dove vinse il titolo nel 2006 con Shaq e Wade. Recentemente ha dichiarato di non voler vedere i Thunder ritirare la sua maglia numero 20, preferendo che questo accada a Seattle, quando tornerà (se mai tornerà) una franchigia NBA.
RUSSELL WESTBROOK
Appena arrivato a Seattle, Sport Illustrated lo paragonò in diverse copertine a Gary Payton. Può sembrare una scelta azzardata mettere Westbrook già oggi nell’elite della storia della franchigia, soprattutto considerando tutti i giocatori avuti dai Sonics nella loro storia. Tuttavia non si può ignorare quanto fatto da questo ragazzo finora: il prodotto di UCLA ha saputo viaggiare finora con una media di 21,1 punti, 7,1 assist e 5,1 rimbalzi in 34 minuti a partita nonostante abbia sempre giocato in squadra con un giocatore come Kevin Durant, a cui piace avere il pallone in mano e prendersi gran parte dei punti segnati. Se tuttavia qualche tifoso considerasse questa nomina troppo prematura non mancano di certo i nomi in alternativa, a partire da Slick Watts. Pezzo di storia del gioco, Slick deve il suo soprannome alla testa rasata e alla presenza di una fascetta che oggi va molto di moda tra i giocatori NBA: se Lebron oggi fa tendenza, lo dovete solamente a Slick. Altra PG capace di scrivere la storia della franchigia a Seattle fu Mike Mc Millan, che giocò per 12 anni con la maglia dei Sonics prima di ritirarsi nel 1998: concluse la sua carriera con una media di 5.9 punti, 6.1 assist and 1.9 palle rubate. Questi numeri convinsero la franchigia a ritirare la maglia numero 10 di “MR Sonics”, così soprannominato per la fedeltà del giocatore verso la squadra. Lenny Wilkins restò invece a Seattle per 4 anni come giocatore, ma fu in grado di far saltare letteralmente per aria col tritolo il Seattle Center Coliseum a inizio degli anni 70, prima di diventare l’allenatore che porterà i Sonics al titolo. Durante la sua permanenza a Seattle, la franchigia vide anche diversi talentuosissimi tiratori: da Fred Brown (il giocatore con il maggior numero di presenze in maglia Sonics) a Rashard Lewis, passando ovviamente per Ray Allen, il quale disputò solamente 296 partite prima di andarsene.
Per chi fosse nostalgico della storia del basket a Seattle, o semplicemente volesse approfondire il significato della palla a spicchi per questa franchigia, vi invito a vedere questo video in cui il celebre narratore sportivo Federico Buffa ci porta alla scoperta di un matrimonio tra uno sport e una città che tutti gli appassionati aspettano venga ricomposto.






