La sfida tanto attesa all’esordio stagionale fra l’Mvp in carica e uno dei maggiori candidati alla sua successione non c’è stata. Stephen Curry, davanti agli occhi del proprio pubblico, ha chiuso ogni discorso con un sontuoso 1° quarto da 24 punti (terminerà a quota 40), mentre Anthony Davis e i suoi Pelicans arrancavano cercando di restare il più possibile in partita. Impresa improbabile per gli uomini di coach Alvin Gentry, che hanno immediatamente subìto i ritmi esasperati dei Warriors, riuscendo solo per 2 quarti a non far scappare gli avversari nel punteggio grazie alle giocate di Cunningham, Perkins e Ish Smith (17 punti e 9 assist per il nuovo arrivato).
Tutto ciò mentre la stella della squadra si esibiva nella sua personalissima sgangherata sfida coi ferri della Oracle Arena: 1/15 e 4 turnover per iniziare il match, non di certo l’apporto che una squadra in difficoltà si aspetterebbe dalla propria stella ai nastri di partenza di una nuova stagione. Alla fine i punti per AD saranno 18 con 4/20 dal campo e 5 palle perse, a corollario di una prestazione abulica, nervosa e certamente inusuale per uno come lui.
I Pelicans hanno sofferto oltremodo sotto canestro, chiudendo addirittura con 23 rimbalzi in meno rispetto a Golden State, statistica negativa mai registrata durante tutta la passata stagione. Anthony Davis non può certo metterci una pezza in ogni aspetto del gioco per mascherare le tante assenze (Asik, Cole, Pondexter, Evans, e – in attesa dell’imminente rientro – anche Holiday) che continueranno a colpire il roster durante tutto questo inizio di regular season. Ma se vuole veramente dimostrare a sé stesso e alla Lega che il fenomeno del presente e del futuro può essere lui, deve capire che le sue fortune passano per il rendimento di New Orleans. Sperando nel pronto recupero di Dante Cunningham (uscito malconcio da uno scontro di gioco con Bogut), i Pelicans dovranno fare di necessità virtù e rimboccarsi in fretta le maniche in vista della prossima gara.
Questa notte si va a Portland, contro una squadra alla ricerca di una nuova identità dopo una offseason che ne ha stravolto il roster. Così come i Pelicans si affideranno a Davis, i Blazers lasceranno carta bianca al talento di Lillard.
Noi tifosi possiamo solo sperare che il ‘monociglio‘ più famoso del mondo si sblocchi immediatamente, tornando a stupire e a dominare come ci ha abituati da tempo a questa parte.


