La sfida tra Kevin Durant e Lebron James potrebbe essere ridotta ad una gara tra il più talentuoso ed il più forte: ma sarebbe riduttivo per entrambi inserirli in una sola categoria di giocatore.
Nessuno dei due ha bisogno di presentazione: LeBron James è uno dei giocatori più completi che l’NBA abbia mai conosciuto, in grado di giocare in tutti e 5 i ruoli della pallacanestro, con un fisico di oltre 2 metri e 125 chili di muscoli. Gioca con il #6 nei Miami Heat, team col quale ha vinto due titoli NBA consecutivamente nel 2012 e nel 2013 e punta deciso al terzo titolo consecutivo in questa stagione, con Wade e Bosh a dargli manforte. Ha inoltre vinto il premio come MVP (ovvero il Most Valuable Player) nella regular season per ben 4 volte nelle stagioni 2008-2009, 2009-2010, 2011-2012, 2012-2013 e l’MVP delle finals nelle due vittorie con gli Heat, oltre al Rookie of the Year nel 2004. Selezionato al Draft del 2003 con la prima scelta assoluta, e non poteva essere altrimenti, dai Cleveland Cavaliers, è diventato il più giovane giocatore della storia a segnare più di 2000 punti in una stagione per sette anni consecutivi e conserva un primato assoluto, ovvero quello di essere stato il primo ed unico giocatore nella storia dei Playoff capace di registrare più di 600 punti, 200 rimbalzi e 100 assist.
Kevin Durant invece è il miglior realizzatore della NBA: le sue abilità offensive infatti gli hanno fatto vincere il titolo di miglior marcatore della lega per 3 anni consecutivi, e in questa stagione vuole continuare ad impressionare.
Fu selezionato come seconda scelta assoluta, dopo uno dei flop peggiori come prima scelta, ovvero Greg Oden dei Portland Trail Blazers (ora a Miami), nel Draft NBA 2007, dagli allora Seattle SuperSonics. In quella stessa stagione ha vinto il premio come Rookie of the Year, come il Prescelto. In questa stagione ha superato il suo massimo di punti in una gara, il 17 gennaio scorso contro i Golden State Warriors, mettendo a referto 54 punti.
In questa stagione ancora una volta KD è il miglior marcatore della lega, con una media clamorosa, ossia 31.2 punti a gara; da gennaio, si è preso la squadra sulle spalle, infilando una serie incredibile di gare con uno score superiore ai 30 punti (12 incontri consecutivi, per l’esattezza), dopo l’infortunio del play titolare degli Oklahoma City, Russell Westbrook, col quale forma una coppia incredibile.
Dall’altro lato il Prescelto ha una media di 26.5 punti a partita, e, oltre ad essere il leader per media punti della sua franchigia, è anche il migliore assistman (6.6) e il miglior rimbalzista (7.0), superando un certo Chris Bosh.
Mai come quest’anno c’è una corsa aperta al titolo NBA: oltre a KD e Lebron sono da tenere in altissima considerazione gli Indiana Pacers, i padroni della Eastern Conference, che stanno trovano in Paul George il giusto leader, ma che hanno in coach Vogel il vero valore aggiunto. Le due vere, affidabili, contender all’anello sembrano però continuare ad essere gli Oklahoma City Thunder ed i Miami Heat, che stanno risalendo la classifica in maniera decisa, dopo una fase di rilassamento: i primi sono stati costretti a fare a meno di Westbrook, e qualche problema era inevitabile, ma grazie a KD la sue assenza sta risultando meno gravosa; per i secondi, invece, la pedina mancante è ancora più importante, perchè si tratta di Flash Wade, che si sta risparmiando per tutelare il suo fisico in vista dei PO.
Il primo scontro diretto fra i due talenti è stato vinto dal #35 dei Thunder, con il netto 112-95 conquistato da OKC nella tana degli Heat, in un momento di forma particolare per Miami. Ma il 20 febbraio, pochi giorni dopo l’All-Star Game, ci sarà la rivincita, questa volta ad Oklahoma City, eLeBron vorrà sicuramente rimettere le cose in pari.
La corsa al titolo di MVP è apertissima ma per ora Kevin Durant sembra in leggero vantaggio rispetto al suo compagno di nazionale: la stagione però è ancora molto lunga e LeBron, dopo le ultime apparizioni in sordina, sta tornando più forte che mai, come dimostrato la partita della notte scorsa sul campo non facile di Oakland, contro i Golden State Warriors, in cui ha toccato quota 36 punti.
@MarkTarantino89



