Metà stagione è ormai alle spalle e i team si avviano ad attraversare la fase più delicata. Alcuni team cercheranno di approdare ai Playoffs al massimo della condizione psico-fisica, altri dovranno lottare per gli ultimi posti disponibili, altri ancora, invece, si sono già messi l’anima in pace, la loro stagione è già conclusa da un pezzo. I dirigenti di diverse franchigie, ad ogni modo, stanno valutando l’operato effettuato sinora e, stando ai rumors che arrivano d’oltreoceano, vi sono diversi Head Coach il cui destino è altamente incerto:
ORLANDO: Il nome più a rischio al momento, è sicuramente quello di Jacque Vaughn, il quale sembra avere le ore contate.
Non gli si chiedeva certo l’impresa di raggiungere i Playoffs con un team così giovane e in fase di ricostruzione, ma nemmeno di fornire prestazioni poco convincenti. Il record parla chiaro: 2-8 nelle ultime 10 partite e terzultimo posto ad Est. Si è parlato molto del ritmo di gioco dei Magic, che è la cosa che manca maggiormente al team e che comporta alla franchigia la 23esima posizione per efficienza offensiva e 27esima per efficienza difensiva; solo 4 team hanno fatto peggio nel combinato. A proposito di difesa, è quello il reparto sul quale più di tutti Vaughn non ha prodotto miglioramenti. Il team, infatti, concede troppo spazio agli avversari: i problemi maggiori sono nel difendere sugli attacchi in P&R in cui spesso la difesa si trova impreparata. Il ritorno di Gordon, buon difensore rimasto fuori diverse settimane a causa di un infortunio, potrebbe essere l’ultima speranza per Vaughn di salvare la panchina. Le alternative sono già state individuate, con Mark Jackson e Scott Skiles pronti a succedere.
SACRAMENTO: Non può di certo stare più tranquillo Tyrone Corbin, succeduto a Mike Malone, licenziato nel mese di Dicembre dal magnate indiano Vivek Ranadive, proprietario dei Sacramento Kings. Se le cause dell’allontanamento di coach Malone sono ancora ignote ai più, considerata la stima che aveva all’interno dello spogliatoio e il buon lavoro condotto sino al momento del suo esonero, non si può certo dire che il cambio in corsa con Corbin sia stato proficuo per la franchigia.
Come da grafica, il record di franchigia è drasticamente peggiorato, insieme al rating difensivo che è diminuito notevolmente quando Corbin siede sulla panchina dei Kings. Le speranze di possibile inserimento di Kings nella corsa all’ultimo posto disponibile ad Ovest per i Playoffs sono ormai ridotte ai minimi storici e, se il posto di lavoro di Corbin è sicuro (o quasi) fino alla fine di questa stagione, nessuno garantisce per ciò che verrà dopo.
OKLAHOMA CITY: Se parliamo di cattive prestazioni, non possiamo non citare allora un nome importante come quello di Scott Brooks e i suoi Thunder, caduti nuovamente nel vortice delle sconfitte. Dopo un mese di Dicembre assolutamente positivo, che li aveva visti risorgere grazie in particolare ai ritorni di Westbrook prima e Durant poi, OKC ha perso nuovamente il senso dell’orientamento.
La franchigia non sembra più sicura di poter agguantare l’ottavo posto ad Ovest che ora dista 4 vittorie; non tantissime, ma nemmeno poche. I Thunder, strano a dirsi, hanno evidenziato grossi problemi nell’efficienza offensiva, nonostante le caratteristiche del roster suggerirebbero il contrario. Dati alla mano, l’attacco dei Thunder non produce gli stessi numeri ai quali ci aveva abituato in passato, scendendo dai 110.5 punti ogni 100 possessi della precedente stagione ai 100.8 dell’attuale. Quasi 10 punti in meno a partita che pesano sul record stagionale dei Thunder oltre che sulla panchina di coach Brooks, non più sicuro come un tempo di avere il posto garantito. I Playoffs sono la sua unica ancora di salvezza; qualora l’obiettivo non venisse centrato, a pagare potrebbe proprio essere il coach.
CHICAGO: Se parliamo di panchine importanti, attualmente si è vociferato molto su quella di Tom Thibodeau.
I tifosi di fede Bulls non avrebbero mai pensato che venisse posto in discussione, eppure è così. Il record (30-19) e le prestazioni cui si è assistito nel mese di Gennaio, non soddisfano certamente la dirigenza, che era partita ad inizio stagione con aspettative ben diverse. A poco o nulla sono serviti quindi il ritorno di Rose e l’apporto di Gasol; se da un lato è migliorata la quantità di punti segnati dall’attacco, dall’altro sembra che siano state perse alcune certezze difensive che coach TT era riuscito a creare nei precedenti 4 anni sulla panchina dei Bulls. Chicago concede troppi tiri agli avversari (30esima nella lega per tiri concessi), lasciando agli avversari diverse opportunità per concludere i giochi d’attacco. In questo caso, la giusta soluzione, sarebbe quella ritrovare quell’equilibrio difensivo che nell’ultimo lustro ha contraddistinto il gioco dei Chicago Bulls.
BROOKLIN: Ultimo per ordine, ma non per probabilità di esonero, ecco situato Lionel Hollins.
Sul coach dei Nets c’è poco da dire, la situazione si commenta da sola. La stagione che attendeva Brooklin alle porte non era di certo delle migliori; si poteva facilmente prevedere un tracolo della franchigia, complici un il più elevato salary cap della lega, giocatori che non fanno la differenza come si sperava e vicende extra-sportive legate alla vendita della franchigia. E c’è poi Lionel Hollins, che fino ad ora non ha saputo replicare la buona stagione condotta da Jason Kidd lo scorso anno, nonostante una l’esperienza sia a favore di Hollins. Il team produce attacchi molto statici e spesso prevedibili, conclusi con solo 99.7 punti per 100 possessi (23esimi in classifica). In difesa la situazione non migliora, in quanto i Nets concedono la bellezza di 104.4 punti, basati sempre su 100 possessi. Ad ogni modo, nel caso in cui Hollins venisse esonerato, può sempre consolarsi pensando al conto in banca e ai 20 milioni di dollari garantiti dal suo contratto.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino








