E’ notizie di poche ore fa l’assunzione dai parte degli Orlando Magic dell’oramai ex assistant-coach dei Chicago Bulls Adrian Griffin. In Florida il Front Office della città vicino Cape Canaveral era ben consapevole cosa significasse scegliere un coach come Scott Skiles. Difesa, difesa e ancora difesa.
In oltre 10 anni di carriera da allenatore per ben 2 volte il Coach, che da giocatore fece registrare il record di assist realizzati in una singola partita (30!), terminò la regular season con la miglior difesa di squadra in termini di efficienza difensiva (punti concessi per 100 possessi). Notevole il record di franchigia che è riuscito a compiere nel 2003 quando i suoi Bulls sono riusciti a limitare sotto i 100 punti gli attacchi avversari per ben 26 partite consecutive.
Proprio per seguire la stessa linea di condotta si è deciso di assumere Adrian Griffin. L’ex giocatore ha iniziato la sua carriera da assistente allenatore proprio al fianco di Skiles durante la sua ultima esperienza come Head Coach ai Milwaukee Bucks. Successivamente è approdato ai Bulls alla corte di Thibodeau dove ha avuto modo di affinare le sue doti manageriali sempre e comunque concentrate prevalentemente sulla difesa. Adesso si ricongiungerà con Skiles ai Magic per realizzare quello che sembra proprio essere un progetto in corso di definizione di squadra ultra difensiva.
Se da una parte tale decisione può risultare una manna dal cielo per i Magic che, nella regular season appena terminata, si sono piazzati al 25esimo posto nella classifica del Defensive-rating ; occorre anche considerare il rovescio della medaglia cioè la fase offensiva dove i Magic sono riusciti a fare peggio anche di quanto fatto nella stagione 2013-2014 con soli 99.6 punti per 100 possessi (27esimo peggior dato dell’intera lega). Anche quindi l’attacco dei Magic necessita conseguentemente di fare un salto di qualità. Se la preparazione ad hoc è ciò che determina l’efficienza della difesa, cosa determina invece l’efficacia dell’attacco? Indubbiamente, le doti degli uomini nel roster (dalla tecnica all’esperienza, passando per la motivazione), la gestione del playbook e la capacità di “guida” del coach.
Riuscira il coach Skiles, che in passato è stato per due volte timoniere della peggior squadra della lega per efficienza offensiva, a far percorrere questo duplice cambio di rotta ai suo Magic? Guardando la sua storia da allenatore la risposta sembra essere scontata. Quindi ci aspettiamo una difesa sicuramente migliorata, a discapito dell’ attacco che porrà le sue basi prevalentemente sulle caratteristiche individuali e su giocate improvvisate.
A lui l’arduo compito di smentire le previsioni.
Per NBA Passion, Leo Lucio Screnci


