Gara non troppo interessante, quella del Palace of Auburn Hills di Detroit. Noi italiani avevamo due motivi in più, per vederla, ma esclusi questi, resta bene poco. New York sembra partire bene, Bargnani fa il suo dovere e anche di più, su Drummond ma soprattutto su Monroe, ma Melo Anthony mostra subito di non essere al 110%, come nelle scorse partite, sembra infastidito e incostante, e non risulta decisivo. Si arriva a metà gara e il punteggio racconta una Detroit che tiene bene il tempo di New York, concludendo il secondo quarto con un parziale di 43-43, raggiunto grazie alla tripla di Gigione “Jesus” Datome, che viene utilizzato per poco più di 4 miseri minuti e mette a referto solo questi 3 punti.
Punti però utili ai Pistons per partire nel terzo quarto col piglio giusto, prendendo quasi di sorpresa i Knicks che si dimostrano come al solito fragili in difesa e permettono alle triple di Smith e Singler di portare Detroit sul +8, dando avvio ad una progressione dei Pistons che New York non riuscirà più ad arginare. Ci pensano Rodney Stuckey dalla panchina, reduce da un’ottima prestazione, e Dre Drummond, a trascinare Detroit nell’ultimo quarto, segnando 7 punti a testa e mettendo la parola fine alle velleità di casa Knicks. Coach Woodson adesso rischia veramente tanto.
Numeri
Detroit Pistons: Stuckey (21 pts, 8/14 FGM-A), Josh Smith (19 pts, 5 reb), Monroe (16 pts, 11 reb), Drummond (13 pts, 11 reb), Datome (3 pts).
New York Knicks: Anthony (25 pts, 7 reb), J.R. Smith (18 pts), Bargnani (13 pts, 6/10 da due, 6 reb), Shumpert (11 pts).
New York
Niente da fare per NY: la franchigia dell’Atlantic Division esce con le ossa rotta dall’incontro con Atlanta in cui non sembra mai poter essere veramente in gara per vincere davanti al proprio pubblico.
Notte molto amara per i Knicks che perdono la quinta gara casalinga consecutiva, superati 110-90 dagli Hawks: la panchina di Woodson ora è a rischio visto l’andazzo piuttosto negativo dei suoi ragazzi ed i risultati rotondi con cui NY ha perso le ultime gare.
Partita che inizia bene per i Knicks soprattutto in difesa, con un Bargnani molto aggressivo. In attacco le cose invece non funzionano granchè bene, la palla gira poco ed è quasi sempre Melo a concludere la transizione ma nonostance ciò i Knicks chiudono il primo quarto in vantaggio di due punti. Nel secondo quarto entra Stoudemire e sarà uno dei motivi principali della sconfitta. Il numero 1 di NY non è più il giocatore di qualche anno fa e lo dimostra facendosi surclassare dai panchinari degli Hawks, Scott e Ayon, beccandosi una bordata di fischi dai suoi tifosi. Atlanta approfitta e ringranzia, piazzando un parziale di 12-1.
Esce Stoudemire ed entra Bargnani. Con il Mago in campo, NY riesce a rialzare un pochino il capo arrivando all’intervallo sotto di 9 lunghezze, dopo la prima metà disastrosa. A inizio ripresa, ATL ritorna al vantaggio in doppia cifra mentre l’attacco di NY continua a non pungere, a eccezione di Bargnani. E se l’attacco non fa breccia, la difesa fa acqua da tutte le parti: sotto i colpi di Korver, Horford e Jeff Teague, gli Hawks raggiungono il +17 a metà ultimo quarto. Woodson manda in campo le riserve per il garbage time. Finisce 110-90. La panchina di NY traballa e non di poco.
Il centro dei Rockets Omer Asik ha chiesto, tramite il suo agente, di essere liberato dal contratto che lo lega a Houston: giovedì prima della partita contro i Knicks il suo agente si è infatti incontrato con il direttore generale dei Rockets Daryl Morey ed hanno deciso che il giocatore cambierà maglia a breve, inserendolo in uno scambio, anche se tuttora non ci sono offerte per lui.
Asik non è sceso in campo nemmeno per un minuto giovedì sera contro New York, nonostante Howard non avesse disputato la sua miglior partita e fosse in netta difficoltà: Greg Smith che avrebbe dovuto sostituirlo si è infortunato al ginocchio, e il coach Kevin McHale gli ha preferito anche Terrence Jones, nonostante sia stato adattato al ruolo di centro.
E’ arrivato come free agent a fine della stagione del 2012: ha giocato un ruolo importante lo scorso anno mentre adesso sembra che siamo davvero arrivati al capolinea di questa storia, visto che con l’arrivo di Howard, le possibilità di giocare come centro si sono assottigliate e non poco.
Video-NBA: gli highlights della bellissima sfida tra Houston Rockets e NY Knicks
Tutte le azioni migliori della super sfida di New York, terminata 109-106 per i Rockets ma giocata punto su punto: grande la prova di Bargnani che ha più volte fermato Dwight Howard, lasciandolo sotto la doppia cifra (7 punti)
Il mago Bargnani e Melo Anthony tirano fuori dal cilindro una super gara nella notte Nba: a New York però hanno la meglio i Rockets di Harden e Howard per 109-106, ma entrambi perdono il confronto diretto contro i due di NY.
Bargnani annulla completamente Howard: grandissima prova del Mago che lascia sotto la doppia cifra l’ex dei Lakers, che chiude a 7 punti, mentre per Andrea 24 punti e 4 rimbalzi, con il 100% da 3 punti, (3-3), molto bene dalla lunetta con 1 solo errore su 3 tiri tentati e infine 9-12 dal campo in 32 minuti.
Il mago avrebbe la scena tutta per se se non fosse che a New York c’è un mostro chiamato Melo: Anthony infatti chiude con 45 punti, 10 rimbalzi e 4 assist in 43 minuti sul campo. Anche lui molto preciso con 17-30 da due punti, 2-4 da tre punti e 9-11 dalla lunetta. Stravince la sfida diretta contro Harden che in 41 minuti ne mette “solo” 36, prende 9 rimbalzi e regala ai compagni 2 assist: per James 9-17 dal campo, 2-6 da tre punti e 16-18 da tiro libero, dove si conferma uno dei giocatori più prolifici della lega dalla lunetta.
La gara è molto equilibrata con i Rockets che provano sempre a mettere la testa avanti ma si vedono fermati da M&M: sempre in vantaggio di pochi punti Houston per 28-23 il primo, 53-52 il secondo quarto, 75-72 il terzo quarto.
Nel finale dell’ultimo quarto protestano i tifosi di New York: ad 1 minuto dalla fine Howard mette due liberi su fallo di Bargnani (2 falli) e porta Houston sul 107-102; ma i Knicks non mollano e rispondono subito con Anthony da due punti (107-104). L’ultimo minuto è pieno di emozioni, con Anthony che sbaglia un tiro da 3 ma poi blocca sotto canestro Harden con tanta potenza da annichilire l’avversario: a 5 secondi dalla fine Woodson chiama il timeout e si studia chi avrà tra le mani la tripla del pareggio. Si decide ovviamente per Anthony: il #7 riceve da rimessa laterale e subisce fallo da Harden, ma riesce ugualmente a mettere una tripla esplosiva. L’arbitro però non è dello stesso avviso e da due tiri liberi e annulla il canestro: Melo li mette entrambi (107-106) ma non basta.
Sull’azione per Houston infatti ancora un fallo subito da Harden che si presenta dalla lunetta e porta il risultato sul finale di 109-106: a nulla vale il tentativo finale di J.Smith di una tripla da metà campo che si infrange sul tabellone.
New York può ripartire dalla buona prova offensiva, ma deve registrare la fase difensiva: concede sempre troppo agli avversari e nonostante Bargnani disputi una ottima prova su Howard si sente e non poco l’assenza di Chandler, ancora ai box. I Knicks stranamente hanno perso 4 gare delle 5 giocate in casa mentre ne hanno vinte 2 in trasferta su 3 (3-5): la prossima sfida è contro Atlanta, battuta l’altro ieri notte per 95-91, a New York dove proveranno a ripetere la bella prova offerta contro Houston.
Per i Rockets invece una serata non al massimo delle potenzialità: Houston dimostra un grandissimo potenziale, ma sembra sempre che manchi qualcosa per fare il salto di qualità per puntare in alto e viene tenuta a galla da Parsons e Lin molto bene (22 e 21 punti). H&H sono dunque a 6-4 con 3 vittorie e 2 sconfitte in casa e lo stesso risultato in trasferta; nella prossima sfida arriveranno i Nuggets al Toyota Center, una buona possibilità di arrivare sul 7-4.
NBA results: i Clippers ringraziano Ibaka, Bargnani salva Woodson, si abbatte la furia Spurs sui Wizards mentre i Nets perdono ancora
Nella notte Nba fanno festa i Clippers nella super sfida di ovest tra Oklahoma City e Los Angeles: grande beffa per i Thunder che con Ibaka in campo avrebbero sicuramente battuto gli avversari, ma finisce 103-111.
Nelle altre gare i Rockets pagano l’assenza di Harden più cara del previsto: a Philadelphia vincono i Sixers per 123-117.
Gli italiani vanno bene: vittoria sia per i Knicks per gli Spurs.
Bargnani è in giornata ottimale e lo dimostra rifilando 20 punti ad Atlanta e recuperando 11 rimbalzi nella vittoria per 95-91.
Gli Spurs hanno una marcia in più e Belinelli fa la sua parte con 10 punti nella vittoria per 92-79 contro i Washington Wizards.
Male i Nets che perdono ancora: questa volta con Sacramento una prestazione orribile che fa traballare e non poco la panchina della legenda Jason Kidd. I Kings vincono infatti con ampio margine: 107-86.
I Timberwolves invece asfaltano i Cavs (124-95) in casa: Kevin love ne fa 33, mentre Bennet, la prima scelta dell’ultimo Draft ne fa 6.
Ottengono la prima vittoria anche gli Utah Jazz: in casa battono infatti i New Orleans Pelicans per 115-111. Bene anche i Denver Nuggets sui Lakers, i Magic che recuperano sui Bucks, i Raptors a Memphis, i Bobcats a Boston e i Blazers a portland sui Suns.
Il coach di New York Woodson per la sfida di questa notte contro Atlanta sta pensando di portare nel quintetto titolare JR Smith: dopo la squalifica per uso di droga (marijuana) il giocatore è tornato a calcare il campo da gioco contro San Antonio. Pablo Prigioni si riaccomoderà in panchina e questo sarà il quintetto di partenza: Felton, Smith, Shump, Melo, Bargnani.

Ancora privi di Tyson Chandler per infortunio i Knick stanno cercando di tirare fuori dal mercato un giocatore in grado di dare una mano a Melo and company nella fase difensiva, puntando tutto sul lungo di Denver, Faried.
Per Smith nel 2013 è arrivato il premio Sixth Man of the Year con una media di 18.1 punti, 5.3 rimbalzi e 2.7 assists a gara, che lo hanno reso un giocatore fondamentale per New York: questa sera ha la possibilità di dimostrare di essere ancora utile a questa squadra.
NBA: Parker “ubriaca” i Knicks e porta San Antonio alla vittoria, ecco come si libera di Shumpert
http://www.youtube.com/watch?v=ON7yElved3k
Iman Shumpert non ha ancora chiaro cosa Parker abbia combinato ieri sera a San Antonio: per il giocatore dei Knicks un avversario immarcabile ieri in Texas, ecco come lo supera con estrema facilità, facendogli perdere l’equilibrio.
Dopo lo stop di 5 partite torna Smith nei Knicks. Il secondo miglior marcatore della passata stagione (18.1 punti di media) è pronto per fare il suo ritorno in campo ed aiutare i Knicks in una partita che si preannuncia difficile per i newyorkesi. Wood, coach di NY, ha già detto che Smith non partirà in quinquetto, ma che userà la stessa formazione utilizzata venerdì a Charlotte, con Bargnani spostato nell posizione dell’infortunato Chandler. Brutta tegola per Woods che dovrà affrontare gli Spurs senza Chandler, visto che nè Bargnani nè Smith hanno le qualità difensive importantissime contro una squadra che sotto canestro difficilmente sbaglia come San Antonio.
Gli Spurs potranno contare anche una volta sulla grande vena di Parker e dell’eterno Tim Duncan, oltre che sui punti di Splitter e Ginobili. “Parker è un peso per tutte le squadre, ci vorrà un impegno difensivo enorme per arginarlo”. Ha detto Woodson che teme le incursioni del francese. Stesso timore che c’è sull’altra panchina per Anthony, che nelle ultime 2 partite ha segnato 60 punti.
NBA preview: tutte le gare della notte, spicca la sfida di Minneapolis tra Kevin Love ed Ellis
Nella notte NBA molte le gare che si disputeranno, ecco il quadro completo: la sfida più interessante è quella a Minneapolis tra Timberwolves e Dallas Mavericks.
In Minnesota i Dallas Mavericks cercano la vittoria contro i Twolves : per entrambe le franchigie una sconfitta nell’ultima gara, i Mavs contro i Thunder del ritrovato Westbrook mentre i Timberwolves contro i Golden State Warriors (nonostante Curry avesse subito un infortunio che lo ha frenato nella gara). I giocatori più interessanti in fattore di punti sono sicuramente i due fenomeni delle squadre: Monta Ellis a quota 24 di media, e Kevin Love, 26.2; oltre a loro particolare attenzione al solito Ricky Rubio e Jose Calderon.
Apre alle 7 PM la sfida di Charlotte tra i Bobcats e i New York Knicks, per i newyorkesi ancora nessuna vittoria in trasferta, mentre i Bobcats non hanno ancora mai subito stop davanti al loro pubblico: sarà dura per Melo Anthony tornare a casa con una vittoria, mentre, in attesa di J.R. Smith, che sconterà l’ultima giornata di squilifica, la panchina di Woodson traballa.

In Indiana, allo stesso orario i Pacers tenteranno di allungare la loro striscia vincente (5 su 5) contro i Toronto Raptors, che vengono invece da due sconfitte consecutive (Heat e Bobcats): George è in grande spolvero ed i Raptors dovranno ingabbiarlo per sperare di vincere la gara.
Ad Orlando invece i Magic dovrebbero avere vita facile contro i Celtics: per Boston una sola vittoria, nell’ultima gara contro gli Utah Jazz (fermi ancora a 0 vittorie), per 97-87, con Jeff Green che guida i suoi per punti a partita con 17. Dall’altro lato c’è un Vucevic in continua crescita, che contro i Clippers ha dato una lezione a Paul e compagnia bella, portando i Magic alla vittoria 98-90 con 30 punti.
I Bulls hanno l’occasione per ripartire verso i play-off contro gli Utah Jazz: non un avversario difficile per Rose, che cercherà di risollevare le sorti di Chicago, attraverso il progressivo recupero della forma migliore dopo la sconfitta dura contro Indiana per 80-97. Per i Jazz solo sconfitte fino ad ora ed un roster che non sembra all’altezza della lega.
A Philadelphia in contemporanea con le altre gare, arrivano i Cavs: Irving sfida la matricola Carter-Williams. Per il giocatore di Cleveland 18 punti di media, mentre dall’altro lato il migliore a punti è Evan Turner con 22.2, mentre è impressionante il modo in cui Carter ha cominciato la sua avventura in NBA con una media elevata di palloni rubati. Le due squadre non vengono da un buon momento, visto che i Cavs hanno perso a Milwakee contro i Bucks mentre i Sixers hanno subito un brusco stop contro i Washington Wizards: gara dunque molto equilibrata.
I Lakers dopo il bel successo all’ultimo secondo al Toyota Center di Houston cercano di ripetersi in casa dei comodi New Orleans Pelicans ancora fermi a quota 0 vittorie: per Paul Gasol e Steve Nash però sarà dura riconfermarsi visto il grande sforzo fisico compiuto nella notte e le non più giovani età, per questo gara aperta ad ogni risultato.
A Phoenix alle 9:00 PM i Denver Nuggets provano il bis: dopo aver vinto contro Atlanta proveranno a violare il campo dei Suns guidati da un Ty Lawson in buona forma; nei padroni di casa occhio sempre a Bledsoe (21 punti di media, come Lawson) e la classifica dice 2 vittorie su due, quindi per i Nuggets sarà dura confermarsi.
Infine chiude la sfida di Portland alle 10:00 PM, tra Trail Blazers e Kings: per Sacramento Isaiah Thomas è il migliore come punteggio (20.8) mentre nei Blazers c’è Aldridge (24.5). Per entrambe le squadre è arrivata una sconfitta nell’ultima gara: Sacramento contro Atlanta 105-100 mentre Portland contro la furia di Harden e Howard in casa contro Houston.
16.2 alla fine della partita, Anthony riceve una rimessa e insacca con una facilità disarmante una tripla pazzesca che porta New York a -3 da Charlotte. Per l’ex Denver Nuggets, che il prossimo anno, come ha più volte rivelato, diventerà un free agent, 32 punti ieri: continua la sua striscia di punti altissimi, anche se a New York, il suo immenso talento è un po sprecato.
Carmelo Anthony è oro
Melo si libera, palla a lui e canestro quasi scontato. Carmelo Anthony è una vera e propria furia contro Charlotte e porta la sua squadra ad un passo dai Bobcats riaprendo letteralmente tutto. Carmelo è il giocatore giusto per guidare i Knicks alle finali di conference e magari a vincere il titolo NBA? Difficile, molto, troppo difficile dirlo ora, ma il talento non gli manca.


















