Matt Lojeski è di sicuro la punta di diamante della nazionale belga. Originario degli States, Lojeski si è distinto con la nazionale fiamminga nell’ottimo Europeo di due anni fa, dove mise a referto 11.9 punti a partita col 43% da 3.
In quell’edizione il Belgio uscì agli ottavi, annichilito dalla Grecia, dopo aver disputato un buon girone.
Quello fu la prima manifestazione continentale alla quale il giocatore dell’Olympiakos prese parte, avendo ricevuto la cittadinanza proprio in quell’anno, e si rese protagonista dell’unica sconfitta della Lituania, oltre a quella in finale contro la Spagna, segnando un tap-in a tempo ormai scaduto.
Dopo tre stagioni all’Ostende, con il quale disputò 6 partite in Eurocup tenendo una media di 16 punti con il 57% dall’arco, approda all’Olympiakos nel 2013.
In Grecia, in quattro stagioni, il suo apporto offensivo non è mai andato sotto la doppia cifra per punti segnati, salendo ancor di più di livello nei playoff.
Caratteristica, questa, accentuata ancor di più quando si tratta di Eurolega.
Infatti Matt, oltre ad avere una media di 10 punti segnati per allacciata di scarpe in Eurolega, nel 2015 fu anche il miglior marcatore della Finale contro il Real Madrid.
Con circa 4 tentativi a sera, Lojeski ha sempre tenuto in carriera una media da oltre l’arco mai inferiori al 45%, cosa che lo rende il vero e proprio cecchino dei Reds.
Esperienza in Grecia che però potrebbe essere giunta al capolinea.
Mentre i vicecampioni d’Europa stanno cercando di rinnovarsi, l’Efes sta tentando di riportarsi in alto ed avrebbe puntato seriamente sul belga.
Per quanto riguarda gli Europei di settembre, come già detto in precedenza, il Belgio potrebbe davvero essere la vera squadra rivelazione qualora riuscisse a proseguire quel percorso di crescita iniziato due anni fa.
Perchè sì, il Belgio è una squadra giovane, atletica, da sgrezzare che deve compattarsi dietro al proprio leader Lojeski.
Se giocatori come Salumu o Obasohan, pieni di energia ma con poca disciplina, riusciranno a seguire il (per il momento) 24 dell’Olympiakos, a quel punto il quarto posto non sarà più solo un sogno e il terzo non sarà pura utopia.
