Olynyk: l’emblema del momento bianco-verde
Kelly Olynyk può essere considerato il giocatore che più rappresenta il momento dei Boston Celtics. Il prodotto di Gonzaga University, scelto alla numero 13 in un draft che, a parte Antetokoumpo, non verrà ricordato. Olynyk può essere quel giocatore capace di cambiare il corso di una partita, in meglio o peggio. Il rookie nella sua prima stagione non si comporta affatto male: gioca una buona dose di partite e, complici le sue qualità e l’appena avviata ricostruzione dei C’s, riesce a chiudere la stagione con 9 punti di media e un discreto 50% dal campo. Il promettente centro sembra poter diventare un giocatore importante per i C’S, ma le due stagioni successive vedono il centro canadese giocare a malapena 8 partite in due anni, complici pesanti infortuni. I muscoli di cristallo sono stati il problema principale del canadese, quelli spalla ne hanno limitato utilizzo e crescita per moltissimo tempo.
Caratteristiche tecniche
Utilizzato come centro nel suo anno da rookie, viene provato anche da ala grande con l’obbiettivo di allargare il campo. Olynyk ottiene pareri positivi dagli addetti ai lavori della NBA, merito soprattutto delle sue qualità ancora inusuali per una lega in trasformazione. Infatti, Olynyk (213cmX108kg), dimostra di avere buone qualità da tiratore oltre il perimetro, che lo rendono spesso una sentenza nel tiro sugli scarichi ed un giocatore unico nel suo genere nel roster bianco-verde.
Tuttavia, se in attacco si dimostra spesso efficace (anche nel pitturato), la sua fase difensiva è molto rivedibile: grossolani errori nei taglia-fuori, posizione errata a rimbalzo,una certa leggerezza (complice anche la massa muscolare del giocatore, abbastanza leggero per i suoi 213 cm) nel marcare i pari-ruolo, lo rendono spesso bersaglio di critiche da parte di insiders e tifosi. La costanza non è mai stata la peculiarità del numero #41: il ragazzo alterna spesso prestazioni di buon livello con altre del tutto opache, tanto da risultare talvolta un problema nel gioco dei Celtics (soprattutto a rimbalzo dove è assente o nei raddoppi che si dimentica di seguire).
Guardando al presente
La stagione da poco iniziata lo vede rientrare contro i Wizards, dopo aver subito un’intervento chirurgico ad una spalla durante l’off-season. Il big-man canadese mette a referto 2 punti 6 rimbalzi e 1 assist in 26 minuti all’esordio stagionale. Dal punto di vista delle statistiche, il vero e proprio arriva contro i Knicks, gara in cui Olynyk fa registrare 19punti, 7 rimbalzi e 3 assist. Dopo questa buona prova, il ragazzo acquista fiducia e recupera nelle gerarchie, alternando ottime prove (Indiana,Dallas,Nets e Spurs) a prestazioni incostanti (come accaduto con Minnesota,Detroit e Golden state) o deleterie(come quella con i Pelicans).

Kelly Olynyk al tiro
Kelly ha dimostrato le solite dote offensive e, purtroppo per i Celtics, anche le solite carenze difensive. Gli errori sono sempre gli stessi: ritardo in marcatura, fatica nella gestione falli e dei tagliafuori (la serie di errori contro Anthony Davis è emblematica). Ciononostante, durante l’assenza di Horford, quando è stato impiegato da centro ha allargato molto il campo consentendo spaziature migliori in attacco, ma anche moltissimo spazio sotto canestro concesso ai centri avversari su cui spesso doveva cambiare Amir Johnson.
In conclusione, chi scrive è convinto che il lungo canadese potrebbe essere un buon valore aggiunto per questa stagione, soprattutto quando le difese saranno chiuse nel pitturato e servirà dare libertà ai tiratori. Inoltre c’è molta curiosità nel vederlo in quintetto con Horford in quanto, seppur non funzionali in queste prime uscite, lavorandoci sopra potrebbero portare ad una rivoluzione negli schemi tattici di Stevens. Servirà tuttavia che il ragazzo lavori sulle sue prestazioni altalenanti, quantomeno se i Celtics vogliono arrivare alla post-season con un record che consenta di ottenere il fattore campo.
Per NBAPassion.com,
Nicola Garzarella






