Arrivati a metà stagione è ora di iniziare a tirare le somme su quanto fatto fino ad ora per capire che piega deve prendere la stagione e iniziare a pensare alle prossime mosse per questa impegnativa seconda parte. Tra tutte le franchigie nba, quella che non riesce a fare il salto di qualità è certamente una: la franchigia di New Orleans, I Pelicans.
Andamento stagionale:
Il record è di 27-26 e occupano il decimo posto nella conference e l’ultimo nella division, le prospettive sono sempre più nere: si pensava ad un ottavo posto, ma sembra un’altra stagione anonima come ormai da qualche anno a questa parte. Il roster non è niente male, abbastanza assortito ma soprattutto quando si ha Anthony Davis, si possono avere solo obiettivi di alto livello. C’è qualcosa che comunque non va, in quanto ormai la dirigenza si aspetta di arrivare alla terra promessa dopo tanti anni, ma puntualmente la squadra ogni stagione si ritrova scavalcata dalle dirette rivali all’ottavo posto.
Punti forti:
Indubbiamente il frontcourt è ben assortito con un all-star come Anthony Davis e Omer Asik a fargli da spalla dentro l’area garantendo rimbalzi e difesa sopra la media: il reparto lunghi è il vero punto di forza di questa squadra. Con un all-star come Anthony Davis è facile da intuire, perché un giocatore che a 22 anni ha un PER superiore a quello di sua maestà his airness. Statistiche da urlo che ogni giorno sembrano migliorare sempre più, il ragazzo sta aggiungendo con il tempo nuovi aspetti al suo gioco, diventando sempre più versatile. Ogni movimento è pura poesia, un lungo con la mobilità e la velocità di esecuzione della guardia, la lega sarà presto sua, tempo al tempo, ora si sta affermando, nei prossimi anni si impadronirà anche dello scettro (l’MVP). Le medie in stagione sono a dir poco da sballo: 24.5 pti, 10.3 rpg e miglior stoppatore della lega con una media di 2.74 a match.
Punti deboli:
La competitività della western conference è certamente un pericolo per tutti, quando poi ci sono tante squadre per pochi posti, è normale che ci saranno sempre dei delusi. La sfortuna si è sempre accanita contro NOLA ma ci sono anche dei limiti di carattere tecnico. I problemi cominciano nel backcourt: l’innesto di Jrue Holiday non sta dando i frutti sperati, complici i molti infortuni in successione spesso anche gravi e debilitanti, il giocatore sembra un lontano parente dell’ottimo giocatore di Philadelphia, anzi sembra quasi una brutta copia sbiadita: servirebbe come il pane un rinforzo di livello nello spot di PG. Nello spot di guardia troviamo Eric Gordon anche lui un problema per la squadra, giocatore con ottimo potenziale mai espresso fino in fondo. Ci si aspetta da lui un ruolo di rilievo nella squadra, da trascinatore quale spesso non è e forse non potrà mai essere. In molte occasioni forza troppi tiri e non ha un minimo di continuità tra una prestazione e l’altra, complici anche nel suo caso i tanti infortuni. Altro elemento a suo sfavore è l’onerosità del suo contratto, davvero troppo costoso rispetto al contributo realmente apportato.
La franchigia, oltre ai problemi dei suddetti uomini chiave, necessita di una buona panchina che spesso in alcune partite non è di particolare ausilio con il solo Luke Babbitt che riesce a rendersi importante nel sistema. Con il mancato raggiungimento dei playoff anche quest’anno, sarà necessario modificare e di molto il roster. Bisogna innanzitutto scaricare i contratti come quelli di Gordon, scegliere se andare avanti con Holiday o cercare sul mercato, trovare dei buoni elementi dalla panchina, ma soprattutto costruire il tutto su Anthony Davis che fino al 2020 sarà il pilastro della squadra. Ci saranno numerosi restricted free agent in questa offseson, starà a Nola trovare le migliori occasioni che ci sono in giro, per poter arrivare alla terra promessa, la città sembra matura e la dirigenza e i tifosi sono in attesa di giorni migliori, aspettano la rivalsa di una città che in questi anni non ha potuto avere accesso ai grandi palcoscenici
Prospettive stagionali:
I Pelicans, con le condizioni attuali descritte sopra, potranno sperare di fare una stagione nel bel mezzo della Western Conference, con pochissime chance di agganciare i playoff e la possibilità molto concreta di mantenere l’attuale decima piazza, che non garantirebbe alla società nemmeno una scelta alta al draft.





