Con l’avvicinarsi del Training Camp le franchigie hanno concluso, o stanno per concludere, la loro free agency. Dopo il colpo dei Cleveland Cavaliers che hanno riunito la coppia Dwyane Wade–LeBron James, si può affermare che le preoccupazioni della scorsa stagione di King James sulla profondità della panchina dovrebbero essere svanite. Essenziale alla lunga stagione NBA e alle serie di playoff è infatti la presenza di una panchina lunga versatile e con giocatori in grado di coprire più ruoli. Il fattore importante nelle serie di playoff può arrivare anche da un giocatore che fino a quel momento non ha inciso molto, come ad esempio l’apporto di Richard Jefferson nelle Finals 2016.
Dato che l’epilogo della stagione 2017-2018 per alcuni è già scritto, ovvero si parla già della quarta finale tra Cleveland Cavaliers e Golden State Warriors, analizziamo quanto possano incidere le second unit dei Cavs e dei Warriors.
Per i Warriors la second unit è formata da: sul fronte delle guardie Livingston playmaker, McCaw guardia, che ha mostrato molto margine di miglioramento l’anno scorso nonostante si parlava di un rookie. Potrebbe guadagnare minuti importanti Nick Young che può essere utilizzato sia da guardia che da ala piccola. Sul fronte degli esterni Iguodala e Casspi ala piccola, West ala grande e McGee come centro.
La second unit dei Cavaliers è composta da: nel ruolo di guardie Rose playmaker, anche se fino alla guarigione dall’infortunio di Isiah Thomas dovrebbe partire titolare e quindi in uscita dalla panchina ci sarebbe l’esperienza di Calderon, Shumpert e JR Smith guardia a guadagnarsi minuti importanti nel caso in cui Wade parta dal quintetto titolare. In ambito di esterni Crowder ala piccola, Green, Jefferson e Frye ala grande, Zizic centro ma considerando anche Frye come sostituto in caso di small ball. Oltre a loro anche Korver specialista da tre punti.
Si può notare come durante la free agency le due franchigie abbiano agito in modo simile: i Warriors hanno aggiunto solo Nick Young e Omri Casspi al loro roster puntando però a rifirmare Livingston, Iguodala (molto cercato sul mercato e a un passo dal diventare un nuovo giocatore degli Houston Rockets) e McGee. I Cavs avevano già il Core della panchina stabilizzato dal punto di vista contrattuale e hanno aggiunto veterani e specialisti difensivi alla panchina allungandola parecchio.
Se è vero che il sistema Warriors ormai è consolidato sia nel quintetto che in panchina e si può dire che i giocatori giochino paradossalmente “a memoria”, ciò non si può dire della panchina dei Cavaliers che dovrà trovare un’identità e soprattutto le rotazioni giuste vista la presenza di molti giocatori pari ruolo e versatili e utilizzabili in più ruoli. Il campo ci dirà come si evolverà la situazione, bisogna aspettare quindi il 17 ottobre.


