Il mercato dei free agent si è aperto da appena 2 giorni e le sorprese non sono mancate. Una di queste ha visto Marco Belinelli approdare in California, per la precisione ai Sacramento Kings. Una scelta parsa a molti insensata, un passo indietro rispetto agli ultimi tre anni passati fra Chicago e San Antonio. Il Beli, richiesto da almeno 6/7 franchigie, fra cui gli stessi Spurs, ha semplicemente mantenuto fede a quanto dichiarato al termine della stagione: “Ho appena compiuto 29 anni, non sono più un giovincello purtroppo e la situazione economica è importante, non lo nascondo”. In effetti, l’ex Fortitudo ha firmato il contratto più importante della vita, andando così a monetizzare quanto di buono fatto vedere nelle ultime stagioni: triennale da 19,5 dollari per lui.
Belinelli non ha voluto aspettare e, stamani, in una lettera esclusiva a la Gazzetta dello Sport, ha commentato la sua scelta di andare a Sacramento. Ecco le sue parole, tratte dal sito ufficiale del quotidiano rosa: “Sono davvero felice perché questa dei Kings è una grande sfida. E’ come ripartire da zero, raccogliere tutte le energie per una grande scommessa: portare in alto un team che ha ambizioni. Quando a cercarti sono Vlade Divac e Coach Karl che fai? Quando l’offerta è quella che finalmente senti di meritarti, ricompensa per tutti i sacrifici che hai fatto, che fai? Sono felice. La mia carriera e le mie scelte mi stanno ripagando…Voglio essere quel giocatore prezioso che può portare la sua esperienza al servizio del gruppo per arrivare a traguardi importanti. Non ho mai avuto strade facili da intraprendere, ogni volta ho sempre dovuto abbassare la testa e lottare. Sono pronto a farlo anche questa volta.”
Infine un pensiero verso la squadra che gli ha permesso di coronare il sogno di vincere l’Anello: “Non posso però non ringraziare e abbracciare gli Spurs, un’organizzazione e una vera e propria famiglia che mi ha fatto vivere il momento più alto e più emozionante della carriera per un giocatore. Devo ringraziare coach Popovich che ha creduto in me, è stato un padre. Ho avuto il privilegio di giocare insieme a tre mostri sacri del basket mondiale come Tim Duncan, Manu Ginobili e Tony Parker”.
Per NBAPassion,
Francesco Bocchini.


