Allo Smoothie King Center di New Orleans, Louisiana, va in scena la gara tra i Pelicans e i San Antonio Spurs. Alla vigilia il pronostico era scontato: i padroni di casa detengono il secondo peggior record della lega (1-11), davanti ai soli Philadelphia 76ers, mentre gli Spurs (9-2) stanno viaggiando a ritmi impressionanti, tenendo quasi il passo degli imbattuti Golden State Warriors.
La partita che va in atto, però, è completamente diversa dalle aspettative. Gli Spurs sono impacciati, non riescono a muovere bene il pallone, causando una marea di turnovers, mentre la squadra di Alvin Gentry, criticato molto per la fragilità difensiva mostrata dai suoi ragazzi, mette l’anima in ogni palla vagante, è aggressiva su ogni pallone, riesce a tenere testa alle penetrazioni degli esterni texani e a reggere l’urto sotto canestro, grazie alla potenza dei suoi lunghi. Anthony Davis è superlativo: marca alla grande LaMarcus Aldridge (grande paura per lui ad inizio gara per una distorsione alla caviglia) prima e Tim Duncan poi, costringendo i due a sbagliare svariati tiri a canestro. Inoltre, nella casella dei rimbalzi, troviamo uno 0 sotto il nome di Duncan. È la prima volta nella sua quasi ventennale carriera in NBA: questo dimostra ancora di più il grandissimo lavoro svolto da Davis e compagni.
Nemmeno la panchina Spurs riesce a raddrizzare l’andamento della gara. Anzi subisce ancora di più la furia dei padroni di casa, allungando lo svantaggio e dicendo addio alle possibilità di vittoria. Tra i nero-argento si è sentita molto la mancanza della freschezza di Manu Ginobili. L’argentino era sembrato in formissima nelle precedenti partite e la sua follia argentina avrebbe potuto far molto comodo agli speroni. Quello che è mancato agli Spurs lo ritroviamo nella panchina dei Pelicans: Ryan Anderson, in uscita dal pino, ha sfornato una prestazione incredibile, realizzando 30 punti e dando una grossa mano ai suoi compagni, permettendo anche ad Anthony Davis di riprendere fiato, togliendogli molte pressioni e responsabilità in alcuni momenti della gara.
Il risultato finale di 104-90 in favore di New Orleans è una vera batosta per gli Spurs, i quali non si aspettavano di dover giocare una partita così complicata e tosta. È stata una vittoria meritata che darà ossigeno a Gentry e a tutti i giocatori. Chissà che non sia la prima di una lunga serie che permetterà ai Pelicans di iniziare la rimonta verso la zona playoffs.
PELICANS
Cosa ha funzionato: A differenza delle prime partite, nelle quali i Pelicans avevano concesso 110 punti di media ai loro avversari, contro gli Spurs la difesa ha lavorato alla grande, concedendo solamente 90 punti ad una squadra con un potenziale offensivo illimitato. Ogni giocata difensiva, inoltre, scaldava il pubblico che ha dato una grossa mano con i suoi incitamenti per tutti e 48 i minuti. Anthony Davis (20+18) è il protagonista principale, ma Ryan Anderson (30+7) e Ish Smith (17+13 assist) sono stati anch’essi fondamentali per la vittoria, risultando imprendibili per la difesa texana.
Cosa non ha funzionato: In questa partita è andato tutto alla perfezione. Non ci sono state sbavature difensive, non ci sono state scelte di tiro sbagliate e il pubblico è stato straordinario. Giocare meglio di così è veramente difficile.
SPURS
Cosa ha funzionato: L’unica nota positiva è stato il rientro di LaMarcus Aldridge dopo lo spavento per la distorsione alla caviglia. Molto probabilmente contro i Memphis Grizzlies non giocherà, ma fortunatamente sarà l’unica partita che salterà il lungo degli Spurs. Per il resto è stata una prestazione orribile: anche Gregg Popovich nell’intervista a fine quarto ha dichiarato: “We didn’t play well.”
Cosa non ha funzionato: Tantissime palle perse nel primo quarto, difesa sotto tono rispetto alle scorse uscite (per la 4 volta in stagione sono stati concessi 100+ punti all’avversario) e panchina che senza Manu Ginobili a dettare i ritmi è andata sotto nel gioco e nel punteggio. Partita da cancellare e dimenticare il prima possibile. Stanotte si rigioca in back to back contro i Grizzlies: serve subito una svolta.
MVP DELLA PARTITA: Anthony Davis
PEGGIORE IN CAMPO: Tim Duncan
TABELLINI



