Gli Houston Rockets sono in una evidente fase di transizione: la trade per James Harden ha segnato la fine di un ciclo per la franchigia del Texas con un conseguente ridimensionamento. In questi casi, molte volte, si inizia a parlare di “tanking”, vista come l’unica via per puntare ad un futuro più roseo. Ma il GM dei Rockets Rafael Stone non è dello stesso avviso. Infatti, Stone ha già in mano diverse prime scelte derivate dalla trade Harden che andranno utilizzate con oculatezza e afferma che non ci sia bisogno di rassegnarsi a anni di sconfitte per ricostruire.
Rockets: Stone torna sulla trade Harden e espone le strategie per il futuro
In merito proprio alla trade per il Barba, Stone ribadisce a ESPN: “Al 100% rifarei quella trade, voi non avete il vantaggio di sapere tutto quello che io invece so e in nessun modo rimpiango di aver raggiunto quell’accordo. Non ho esitato un momento. Questo affare ci permette di tornare competitivi nel breve-medio termine e non ci costringe a perdere intenzionalmente”. Dichiarazioni che un po’ stonano con l’attuale record degli Houston Rockets che recita 13-33, secondo peggiore della NBA, dopo aver stabilito il record di franchigia con 20 partite perse consecutivamente.
Stone però guarda con ottimismo verso il futuro, forte delle tante prime scelte a disposizione: “Penso che all’epoca feci la scelta migliore, inoltre le scelte sono anche asset di mercato. Sono l’unica cosa che viene mercificata nella NBA. Tutti apprezzano le scelte al primo giro, e migliori sono le scelte, più alto è il valore”. La strategia dei Rockets è ben chiara: utilizzare le scelte per costruire una base solida di giocatori giovani intorno a Christian Wood, Kevin Porter Jr, Jae’Sean Tate e Kevin Martin Jr: “Il punto di partenza è molto buono, sono ottimista. Ci prenderemo dei rischi ma tutti lo fanno, magari non tutti funzioneranno ma non ci servirà perdere di proposito come hanno fatto altri team in passato o come stanno facendo attualmente”. A Houston sembra che ci siano le idee ben chiare in dirigenza, a Stone il compito di ricostruire una squadra degna delle scorse annate, un compito tutt’altro che semplice.

