Manco a dirlo sono gli Indiana Pacers e i Miami Heat a dominare incontrastati nella Eastern Conference: Paul George e Lebron James sono in prima e seconda posizione rispettivamente con 35 vittorie e 9 sconfitte e 32 vittorie e 12 sconfitte.
Dopo le due regine regna il caos: per molto tempo è stata sul gradino più basso del podio Atlanta, che ora però dopo un netto calo di risultati è stata agganciata dai Toronto Raptors, in grande spolvero dopo essersi liberati del pesante contratto di Rudy Gay, che poco si sposava con lo stile offensivo dei canadesi.
Dal terzo posto occupato da Raptors e Hawks (23 vittorie/21 sconfitte) fino al nono e decimo, occupato da Detroit Pistons e New York Knicks (18 vittorie/27 sconfitte) tutto può ancora succedere: l’equilibrio rispetto alla classifica di ovest in questo caso tende verso il basso.
Come detto i record di vittorie sono tutt’altro che positivi: dopo il quarto posto ed il quinto occupao dai Washington Wizards tutte le altre franchigie hanno record negativi con più sconfitte che vittorie all’attivo, mentre per John Wall e compagni regna perfetta la parità (22-22). La franchigia che sta rendendo meglio nell’ultimo periodo e che merita sicuramente di essere la candidata numero 1 per posizionarsi nella terza posizione dopo le due prime donne irraggiungibili, è la squadra allenata da Jason Kidd, i Brooklyn Nets con 8 vittorie e 2 sole sconfitte nelle ultime 10 gare, con Joe Johnson e Deron Williams che stanno trascinando i compagni (salvo nell’ultima disastrosa sconfitta allo scadere, con una rimessa laterale dopo un time out chiamato da JK praticamente regalata ai Toronto Raptors).
Bene stanno facendo anche i Knicks, che nelle ultime tre gare hanno ottenuto tre vittorie, e stanno ritrovando il feeling con i risultati positivi: leader assoluto manco a dirlo è Melo Anthony che con i 62 punti contro i Bobcats è entrato nella storia della franchigia di New York ed ha caricato la squadra che questa notte si è vendicata contro i Boston Celtics dopo la sconfitta clamorosa subita lo scorso anno per 114-73 (la terza peggiore sconfitta per margine di punti della storia dei Knicks al Madison Square Garden) con un netto 114-88.
Le maggiori incognite però sono rappresentate da due franchigie: rispettivamente la sesta e l’ottava classificata, ovvero i Chicago Bulls privi di D-Rose ed i Charlotte Bobcats, che stanno rendendo molto al di sopra delle aspettative, anche se hanno subito una lieve flessione dopo un avvio clamoroso (19 vittorie e 27 sconfitte) che non ha compromesso però alla franchigia di proprietà di MJ di restare in corsa per i PO. Sia Bulls che Bobcats potrebbero finire ai PO, anche se Knicks e Pistons sono in agguato, pronte a sfruttare ogni minimo loro passo falso: per entrambe sarebbe meglio rinunciare alla corsa per andare ai play off per concentrarsi sulla prossima stagione, magari cercando di ottenere migliori scelte al prossimo draft.
La stessa cosa che stanno facendo ormai da inizio anno altre tre/quattro franchigie, ovvero le ultime della classe: si tratta in primis dei Boston Celtics del post Garnett e Pierce, a cui resta il solo Rondo da poter scambiare per ottenere un futuro luminoso (la loro situazione però è migliore di quella dell’altra grande decaduta, i Los Angeles Lakers, poiché sono privi di contratti pesanti come quelli di Nash/Kobe/Gasol).
Seguono i Cleveland Cavaliers del duo Deng-Irving con il rookie (1st pick) Bennett che comincia a dare segni di ripresa (ieri contro Nola 15 punti ed 8 rimbalzi in 31 minuti), i Philadelphia Sixers nonostante abbiano tra le loro fila uno dei rookie più completi degli ultimi anni (Carter-Williams), gli Orlando Magic di Afflalo e l’altro rookie esploso Victor Oladipo, e i Bucks fermi addirittura ad 8 sconfitte ed in ultima classifica nella lega.
Per queste franchigie c’è la possibilità di costruire un buon futuro soprattutto per Philadelphia e Orlando che oltre ad avere un roster molto interessante in ottica futuro (con possibili trade buone) avranno la possibilità di avere buone scelte per far partire magari un ciclo vincente intorno alle due stars Carter-Williams e Victor Oladipo, che devono però ancora dimostrare di avere il carattere giusto per poter trascinare Sixers e Magic.
@MarkTarantino89


