Ray Allen starebbe seriamente meditando al ritiro: è questa l’indiscrezione, riportata da Brian Windhorst di ESPN.com, che lascerebbe a bocca asciutta tutte le franchigie che in questi mesi si erano date battaglia per contendersi il suo talento. La notizia è di quelle che potrebbero rendere tristi milioni di fans della NBA perché, quando un campione decide di porre la parola fine sulla propria carriera, c’è sempre un po’ di tristezza e un pizzico di malinconia attorno a tale decisione.
Della sua situazione se n’è parlato davvero tanto in questi mesi, addirittura ancor prima che la passata stagione finisse. In Florida, infatti, accanto alla dubbia permanenza di LeBron James, ci sono sempre state grosse perplessità circa il fatto che Ray Allen potesse rimanere un membro del roster degli Heat. Si pensava che il destino dei due campioni fosse intrecciato ma i fatti hanno poi smontato tale tesi. Ricor
diamo che, verso fino Ottobre, era uscita la notizia di una firma del 39enne californiano per i Cavs, salvo poi essere smentita dal suo agente. Di fatto, Ray Allen ha sempre dichiarato di voler prendersi il giusto tempo per poter riflettere sulla decisione da prendere, senza mai nascondere allo stesso tempo di volersi accasare presso una contender. Il tempo passava e le pretendenti aumentavano di giorno in giorno. Oltre alla già citata franchigia dell’Ohio, diversi General Manager di roster come Clippers, Warriors, Grizzlies, Wizards, Pacers, Spurs e Bulls hanno tentato di sedurre la guardia svincolata. Si è pensato addir
ittura ad un possibile ritorno alle origini, in quella Milwaukee che, nell’ormai lontano 1996, credette in lui a discapito dei Minnesota Timberwolves. Insomma, mezza lega voleva accoglierlo, tutti pronti a fare spazio ad uno del suo calibro ma, forse, nessuno fino ad ora aveva seriamente caldeggiato l’ipotesi che Jesus Shuttleworth potesse considerare un ritiro, come l’età effettivamente suggerirebbe.
Ray Allen, con la sua esperienza e il suo tiro da tre punti, avrebbe fatto comodo a diversi team nella lega. Le percentuali al tiro dall’arco, però, nella passata stagione si sono abbassate da un sontuoso 40%, mantenuto lungo tutta la sua carriera, ad un 37.5% che rimane una buona percentuale di realizzazione, ma che qualche campanello d’allarme aveva mandato. Pertanto, qualora tale indiscrezione venisse confermata dallo stesso Ray Allen, sicuramente scuoterebbe il mondo della NBA, che ha visto in lui un simbolo della lega, oltre che un idolo per tanti bimbi e non solo.
Restano impresse, in ogni caso, le gesta di una delle migliori shooting guard che la lega ricordi: bi-campione NBA, leader assoluto nella classifica dei migliori tiratori da tre, con 2973 tiri messi a referto dall’arco (dando 400 punti di distacco a Reggie Miller, ex detentore del record), oltre alle tante, innumerevoli giocate importanti ch
e solo lui poteva prendere in consegna, non ultimo il tiro a pochi secondi dallo scadere in gara-6 contro gli Spurs, che ha cambiato il corso della storia delle Finals 2013, permettendo ai Miami Heat di intascare il secondo anello consecutivo.
Davanti a questi numeri e cotanta classe ed eleganza, bisogna solamente togliersi il cappello. Tutto questo è Walter Ray Allen.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino



