Il raggio d’azione e la precisione di tiro di Stephen Curry sono sempre stati qualcosa di incredibile. Che sia con uno o con due difensori in faccia, che sia dal logo o da una distanza più o meno normale.
Il suo primo tiro da tre risale al 30 ottobre 2009, contro i Phoenix Suns. Nel dicembre 2021, lo Chef ha superato l’allora record di Ray Allen, di 2.973 triple segnate. Sabato, invece, è diventato il 26° giocatore nella storia della NBA a segnare 25.000 punti complessivi, il tutto durante la vittoria casalinga di sabato scorso contro i Detroit Pistons.
Nonostante le occasionali giornate di riposo per preservare le sue caviglie delicate, è alla sua 16ª stagione nella lega, e non mostra segni di cedimento. Anzi, ne tira sempre fuori una dal suo cilindro magico.
Tanto che questa notte ha battuto un nuovo record da oltre l’arco, diventando il primo giocatore nella storia della lega a segnare 4.000 tiri da tre.
Il due volte MVP aveva bisogno solo di altri due tiri per battere il record, nella partita da giocare contro i Sacramento Kings, al Chase Center. Ha realizzato il primo a 5.35 minuti dalla fine del primo quarto.
Soffocato da Keegan Murray e DeMar DeRozan, Curry ha mancato il secondo tentativo. Ma, dopo, ce l’ha fatta. Nonostante la continua pressione della difesa. Su assist di Moses Moody, a 8.19 minuti dalla fine del terzo quarto. E forse è stato giusto che lo storico tiro sia arrivato su un’azione interrotta. Tanti sono i buchi che Curry ha creato nel caos delle difese avversarie. Fin dal suo arrivo nella lega, nel 2009.
Curry ha segnato, e ha percepito come tutti i presenti non vedessero l’ora.
I tifosi sono balzati in piedi e hanno urlato, poco dopo sul maxischermo è stato proiettato un video tributo per il numero 30. Tra questi, un messaggio di congratulazioni dell’ex centro dei Golden State Warriors, il lettone Andris Biedrins, che ha fornito l’assist per il primo tiro da tre di Curry.
“Quando mi sono seduto in panchina ho vissuto un momento di grande emozione. Non mi avevano detto di aver ricevuto un video messaggio da Andris. Era il mio veterano quando ero un rookie” ha detto lo Chef. “Mi sarebbe piaciuto chiedere alla squadra se qualcuno sapeva chi fosse, perché è passato tanto tempo… È davvero bello pensare a quanta strada ho fatto dalla prima tripla alla n. 4.000, il che è pazzesco. Ho sentito l’energia e il brusio fin dall’inizio della partita dopo aver realizzato il primo tiro, anche il secondo ha rappresentato una scarica di adrenalina. Quando il tiro è andato a segno sapevo che la partita era ancora lunga e ho cercato di non montarmi la testa. Ma è stato speciale sentire quell’energia e permettere ai tifosi di godere di questa pietra miliare insieme a me”.
Il tutto, il giorno prima del suo 37° compleanno. Ogni giocatore ha infatti ricevuto una speciale maglietta nera, per commemorare il traguardo raggiunto. Ma Steph, in prima persona, come potrebbe festeggiare il traguardo e il compleanno?
“Cosa regalare a chi ha tutto? Forse gli darò un giorno di riposo” ha detto sorridendo Steve Kerr, che ha eguagliato il defunto Hall of Famer Al Attles per il maggior numero di vittorie (557) da allenatore nella storia degli Warriors. “Sono desensibilizzato, 4.000 è un numero pazzesco. Continua ad andare avanti nel modo in cui si mantiene in forma e condizionato nel ritmo. Sicuramente ne farà altri 1.000”.
E cos’altro si aspetta il coach dalla sua superstar?
“Semplice, arriverà ad 8.000”.


