La ricostruzione dei Knicks è ferma all’età della pietra? Nient’affatto, Phil Jackson sa quello che fa e sta gettando già in questa stagione ricca di insuccessi per New York, le basi per un futuro molto più radioso degli ultimi anni nel limbo della NBA.
Nonostante il record negativo di sconfitte per i Knicks (ed il 29esimo piazzamento per attacco e lo stesso per la difesa) e le aspettative di lottare per le ultime posizioni valide per i playoffs, alcune mosse di coach Zen sono da interpretare in senso totalmente opposto, nell’ottica di perdere ora, per vincere dopo.
Il piano di Phil Jackson dopo le mosse JR Smith e Shumpert ai Cavaliers, sembra piuttosto chiaro: rifondazione da zero, anzi da Melo.
In questa ottica si leggono le mosse di tradare Chandler ai Mavericks, di prendere Calderon (giocatore molto interessante in ottica triangolo offensivo ma che potrebbe cambiare aria), tagliare Dalembert, non rifirmare Bargnani se non a cifre più contenute, l’addio a Stoudemire, e quello possibile a Larkin (il team ha declinato la sua option per un terzo anno).
Era difficile pronosticare dei Knicks già vincenti in questa stagione, o quanto meno con un record migliore di quelli della scorsa stagione, anche e soprattutto per il restyling a cui ha dato inizio Phil, cominciando dall’head coach, con Fisher, fresco dell’addio al basket giocato, alla sua prima esperienza come allenatore.
Nonostante tutto questo c’è da rimanere ottimisti per il futuro dei Knicks per una serie di motivi.
Primo motivo: il draft
In primis l’ottimismo arriva dal draft: i Knicks hanno il 19.9% di possibilità di pescare la prima scelta, che sarà con ogni probabilità Okafor di Duke, centro dominante e già pronto a fare il grande salto in NBA (con una difesa da migliorare però ancora ma ampi margini di crescita). Qualora la lottery dovesse essere sfortunata, i Knicks potrebbero trovarsi una scelta più bassa, andando a virare in prima battuta su D’Angelo Russell e quindi su Towns verosimilmente, ma riuscendo comunque a pescare uno dei tre talenti formidabili che il prossimo draft propone almeno sulla carta.
Inoltre avere il secondo peggiore record della lega consentirà ai Knicks di non andare oltre la quinta scelta: il draft sarà un passaggio chiave per New York, e Phil Jackson dopo aver visionato da vicino Russell, non si farà trovare impreparato all’appuntamento.
Secondo motivo: lo spazio salariale a disposizione.
Come appare chiaro dal grafico di Bleacher report, i Knicks nella prossima stagione avranno soltanto 4 contratti garantiti per un totale di 32.4 milioni di dollari.
Carmelo Anthony, che tornerà dopo lo stop in questa stagione, con 22.8 milioni, Jose Calderon con 7.4 milioni (ma potrebbe essere tradato), Tim Hardaway Jr con 1.3 milioni e Cleantony Early con 0.8 milioni. Totale 32.4. Il che significa spazio salariale molto molto interessante per una franchigia in ricostruzione.
Con il salary che dovrebbe toccare quota 66.5 milioni di dollari, i Knicks, avranno moltissimo spazio per ricominciare a ricostruire anche dalla free agency. I nomi sono di giocatori funzionali alla piazza, ma non forse al tipo di gioco del triangolo offensivo (che ha in mente Fisher via Jackson) sono quelli di Gregg Monroe e Demarr Carroll, entrambi free agent dopo buone stagioni a Detroit ed Atlanta.
I nomi più importanti sono quelli di Aldridge e Marc Gasol, di Rondo e Goran Dragic: tutti e quattro molto difficili, con i primi due impossibili a dir poco sulla carta. Su Dragic e Rondo invece il discorso è diverso, visto che entrambi potrebbero salutare rispettivamente Miami e Dallas: il primo in caso di mancata offerta contrattuale adeguata ed il secondo se non farà strada con i Mavs vista la difficile permanenza con Monta Ellis (altro free agent molto appetibile).
Terzo motivo: il fascino di New York (e di Phil Jackson.
La prima stagione di Phil Jackson non è stata di certo buona, ma fondamentalmente coach Zen ha fatto quello che gli è stato chiesto dal proprietario della franchigia: creare le possibilità affinché i Knicks tornino a splendere in futuro e cambino radicalmente direzione nel corso della offseason.
“C’era un alto numero di fattori che ho valutato in questa stagione disperata, sapevamo saremmo dovuti passare attraverso una rifondazione totale, prendere la squadra e ripartire per arrivare a centrare il nostro obiettivo. Avremo molte occasioni nella prossima stagione e già il draft sarà una manna dal cielo” ha dichiarato Phil Jackson ai reports del New York Daily News.
Riuscirà Coach Zen ad attirare nel suo nuovo progetto i giocatori importanti per vincere e riportare New York sul tetto della NBA dopo così tanti anni?
Marco Tarantino




