https://www.youtube.com/watch?v=F_wRy_ZKMRo
Ad Indianapolis non ce n’è per (quasi) nessuno: 1 sola sconfitta per Vogel che può contare su un George davvero devastante.
Ecco cosa ha combinato nella notte contro i Kings
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Ad Indianapolis non ce n’è per (quasi) nessuno: 1 sola sconfitta per Vogel che può contare su un George davvero devastante.
Ecco cosa ha combinato nella notte contro i Kings
I Playoffs sono il traguardo principale per molte squadre della NBA con l’ambizione di vincere il titolo o, per lo meno, di giocarsela con tutti.
Per le squadre più blasonate raggiungerli è un obbligo e l’obbiettivo minimo per loro è ottenere il miglior piazzamento possibile nella Regular Season. Per altre squadre, invece, la stagione è una guerra all’ultimo sangue per aggiudicarsi gli ultimi posti disponibili per entrare in quel torneo post-season che vede protagoniste le 16 migliori squadre, 8 per conference. Un traguardo molto ambito.
Ed è proprio quello che sta accadendo adesso nella Western Conference dove, attualmente, sono in ballo un bel numero di franchigie che si contendono il settimo e l’ottavo posto in classifica, piazzamenti al momento occupati rispettivamente dai Suns (21-14) e dai Mavericks (21-16).
I Suns sono la squadra rivelazione in questa conference, con l’esplosione definitiva di Goran Dragic, già intravista ai Campionati Europei di quest’anno e all’arrivo di Bledsoe dai Clippers che che però è momentaneamente out per via di un infortunio.
I Mavericks quest’anno hanno fatto degli innesti azzeccatissimi, affiancando al sempreverde Nowitzki, il talento di Monta Ellis e l’esperienza in regia di Josè Calderon.
Alle spalle, però, ci sono delle squadre agguerritissime che sicuramente faranno il possibile e l’impossibile per rendere la vita difficile a Phoenix e Dallas e tentare di prendere il loro posto: stiamo parlando dei Nuggets, dei TimberWolves e dei Pelicans.
Denver attualmente è la pretendente più agguerrita e pericolosa, occupando la nona piazza con un record di 18-17 e tallonando da vicino i Mavs. Freschi freschi di vittoria sui Thunder di Kevin Durant, i Nuggets stanno risalendo la china piano piano ed hanno ancora un’arma che potrebbe avere un impatto importante sulla loro stagione: il ritorno all’azione di Danilo Gallinari.
I TimberWolves sono la franchigia che invece potrebbe sorprendere tutti, visto il rendimento mostruoso della sua superstar, Kevin Love. I lupi attualmente occupano la decima piazza con un record di 18-19. Con qualche innesto giusto in squadra, possono dire la loro.
I Pelicans, infine, a inizio stagione erano una squadra su cui puntare, viste le new entry importanti come Jrue Holiday dai Sixers e Tyreke Evans dai Kings, che sono andati ad affiancare altri due giocatori importanti come Anthony Davis e Eric Gordon. Attualmente sono un po’ in caduta con un record di 15-20 ma ha il roster per rientrare in corsa di prepotenza.
Non bisogna però ancora dare per spacciati i Kings, che con l’arrivo di Rudy Gay possono ancora avere qualche chance, e ai Grizzlies, che attualmente sono alle spalle dei TWolves e attendono il rientro di Marc Gasol.
La cosa curiosa è che con i record che hanno alcune di queste squadre, nella Estern Conference per ora fossero tranquille, con un posto che permetterebbe loro di accedere ai playoffs: gli Hawks, in terza posizione, hanno un record di 20-17.
Il che dà da pensare sulla qualità delle due Conference.
Giuseppe Frisina Per Dunk NBA
Marco Tarantino,
Per DunkNBA
Nella notte della trade che ha portato Deng a Cleveland, vincono sia la sua vecchia franchigia che quella nuova: Bulls bene sui Suns e Cavaliers sui Sixers.
Stara notte per Lillard e Kevin Durant: il primo mette il suo record di punti in una partita, 41, conditi da 7 rimbalzi e 4 assist, ma cade contro i Kings di Rudy Gay a Sacramento, il secondo addirittura 48, con 7 rimbalzi e 5 assist ma cade in casa dei Jazz.
Nelle altre gare vincono i Wizards in rimonta sui Bobcats, a Charlotte, Pacers e Heat in casa contro Raptrors e Pelicans, i Knicks del Mago Bargnani in double con 13 punti e 11 rimbalzi sui Pistons di Datome, che resta invece a guardare; vincono le altre due franchigie “italiane” con gli Spurs che si impongono in casa Grizzlies dopo un OT, con Belinelli da 19 punti, ed i Nuggets dell’infortunato Gallinari sui Celtics.
Bene Dallas che torna a vincere contro i Lakers e si conferma saldo all’ottavo posto ad Ovest, ed i Warriors che riprendono i Clippers vincendo la decima partita consecutiva, contro i modestissimi Bucks.
Una notte NBA abbastanza fuori dall’ordinario con vittorie a sorpresa, come quella dei Sixers a Denver contro i Nuggets, o quella dei Raptors, che puntano direttamente i PO dopo essersi liberati di Rudy Gay: la serata storta di George, che chiude con 12 punti, è anche merito dei Raptors che portano a casa la vittoria per 95-82, grazie ai 26 punti di DeMar DeRozan e i 14 assist di Kyle Lowry conditi anche da 13 punti; a Denver invece ci pensa Evan Turner con 23 punti a trascinare i 76ers per 114-102.
La sfida più interessante è andata in scena a Minneapolis dove i Timberwolves hanno avuto la meglio sui New Orleans Pelicans, nella sfida tra le stelle emergenti Kevin Love e Anthony Davis: a spuntarla è stato Nikola Pekovic che ha messo 22 punti con 7 rimbalzi e 1 stoppata, contro i 21 di Love, che tira con 7-19 dal campo e 1-7 da tre e i soli 13 punti di Davis che ne mette 5-9 e 3-6 dalla lunetta in 33 minuti in cui non lascia il segno. Risultato finale Minnesota 124, Nola 112: i Timberwolves allungano proprio sui Pelicans e provano a puntare ancora l’ottavo posto per i PO.
La prima sfida ha visto invece a Washington arrivare i Mavericks di Monta Ellis, contro i Wizards di John Wall: la gara è finita 87-78 per gli ospiti con 23 punti per Ellis e 13 di Carter, mentre fa malissimo Dirk Nowitzki che mette 3 canestri su 14 da 2 e nessuna tripla delle 4 provate, chiudendo sotto la doppia cifra a punti. Dall’altro lato una prestazione abbastanza anonima dei Wizards con Wall che ne mette 22 ma monopolizza la fase offensiva dei suoi compagni che chiudono in netta difficoltà.
La notte si è chiusa infine con la scontata vittoria dei Clippers per 112-85 a Los Angeles con la doble di Blake Griffin, ormai inarrestabile con 31 punti e 12 rimbalzi; non fa invece più notizia l’ennesima double di CP3 che chiude con 17 punti, 14 assist e 4 rimbalzi; bene anche Dudley con 20 punti e 5 assist.
Ecco tutti i risultati:
Mavericks-Wizards 87-78
Pacers-Raptors 82-95
Pelicans-Timberwolves 112-124
Sixers-Nuggets 114-102
Bobcats-Clippers85-112
Nella notte in cui LeBron James (33 pts, 8 rbz, 8 ass) supera Larry Bird e Gary Payton nella classifica dei migliori marcatori della storia NBA, gli Heat cedono in trasferta ai Kings dopo un bell’overtime.
Prima parte di gara dominata da Miami con un Lebron sugli scudi accompagnato da Chris Bosh (18 pts, 7 rbz, 1 ass).

Nella seconda parte per Miami si fanno sentire le assenze di D Wade, Ray Allen e “Birdman” Chris Andersen, i Kings vengono fuori alla distanza grazie alla solita concreta prestazione di DeMarcus Cousins (27 pts, 17 rbz, 5 ass) e di Rudy Gay (26 pts, 3 rbz, 1 ass).
Lebron ha in mano il possesso finale per vincere la gara ma la sua tripla è corta e si va all’overtime.
Subito Sacramento con un paio di triple di Isaiah Thomas (22 pts, 7 rbz, 11 ass) allunga mentre Lebron restituisce il favore dalla lunga distanza poco piu tardi .

“E’ un onore per me essere qui contro di lui, nella NBA. Ci sono molti grandi giocatori e lui è sicuramente uno di questi. E’ quindi un bene essere qui davanti a Lebron”
Queste le parole a fine partita di Rudy Gay su Lebron James ed il suo ennesimo record.
UP Next Sacramento : Domenica @Spurs
UP Next Miami : Sabato @Portland
M.M.
Nella Notte NBA grandi sfide, su tutte quella di Sacramento tra Lebron James e i suoi Heat e i Kings di Rudy Gay e DeMarcus Cousins decisa dopo i supplementari grazie ai 26 punti dell’ex dei Toronto Raptors e la double di Cousins con 27 punti e 17 rimbalzi, per 108-103.
Bene anche Golden State, che rifila una sconfitta ai Suns in trasferta grazie ad un Stephen Curry da triple double, con “soli” 14 punti, con 5-17 dal campo e solo 1 tripla su 6, ma capace di raggiungere il suo record personale di assist in una gara, 16, e raggiungere il suo record personale di 13 rimbalzi in una gara: finisce 115-86, con i Suns tutti sotto la doppia cifra ai punti, tranne PJ Tucker e una percentuale di tiri messi dal campo da incubo (36%, ovvero 32 su 89).

Ecco tutti i risultati:
Thunder-Bobcats 89-85
Pistons-Magic 92-109
Bucks-Nets 93-104
Raptors-Knicks 95-83
Wizards-Timberwolves 98-120
Nuggets-Pelicans 89-105
Lakers-Jazz 103-105
Heat-Kings 103-108 (dopo 1 OT)
Suns-Warriors 86-115
Nella Notte NBA una sola gara davvero degna di nota: quella delle 10:30 a Oakland tra Golden State Warriors e Phoenix Suns. Le due franchigie si giocano uno scontro diretto per centrare i playoff: i Suns potrebbero dare una vera scossa alla Western Conference e visti i risultati ottimi delle ultime gare i favoriti sono loro; dall’altro lato c’è Curry pronto a trascinare i suoi compagni alla vittoria davanti al loro pubblico. Sfida molto interessante.

Le altre gare vedono i Thunder di KD giocare contro i Bobcats a Charlotte per rimanere in scia di Portland; Miami viene ospitata da Rudy Gay a Sacramento, mentre i Wizards andranno a Minneapolis dove ad aspettarli ci sarà un Kevin Love in super forma, per una gara molto incerta.
Ad Est sfide interessanti ad Orlando tra Magic e Detroit Piston, a Brooklyn, dove i Nets cercano di uscire da un incubo contro i Bucks ed a New York dove Bargnani sfida il suo passato, ovvero i Toronto Raptors.
Chiudono il quadro generale le sfide tra Lakers ed Utah Jazz e Denver Nuggets e New Orleans Pelicans, tutt’altro che scontata.
Dopo 4 sconfitte in trasferta, i Kings tornano a sorridere lontani dalle mura amiche vincendo all’Amway Center di Orlando contro i Magic.
Partita subito in salita però Sacramento che dopo 4 minuti è già sotto 12-5 e chiude il primo quarto con 6 lunghezze di distacco da Orlando, sul punteggio di 31-25. Distacco che si raddoppia nel secondo quarto toccando il +12 per i Magic, grazie a un ottimo apporto offensivo di Aaron Afflalo, che terminerà la partita con 26 punti (9-17 dal campo e 3/5 da 3).

Si sveglia Rudy Gay che ancora non era entrato in partito: grazie alle sue bombe i Kings tornano prepotentemente sotto, a sole 2 lunghezze dai Magic. All’intervallo, il tabellone vede Orlando avanti per 58-56. I Kings ora fanno paura.

I Kings rientrano dagli spogliatoi con un Isaiah Thomas scatenato, raggiungendo i Magic e ribaltando la situazione di svantaggio. Orlando non sta a guardare e dopo un paio di minuti ribalta a sua volta il punteggio. Terzo quarto caratterizzato da questi ribaltamenti a fronte di un sostanziale equilibrio tra le due franchigie.
La storia non cambia nell’ultimo quarto quando, all’inizio di questo, Rudy Gay segna l’ennesimo controsorpasso con una bomba. Questa volta però non ci sarà più nessun controsorpasso perchè la partita prende una piega decisamente favorevole verso la franchigia di Sacramento: infatti ci pensa Marcus Thornton a mettere la parola fine alla gara, mettendo a segno 3 triple in rapida successione che spaccano la partita e uccidono i Magic.

Kings, dunque, che vincono 105-100 trascinati da un Rudy Gay fondamentale nel momento del bisogno autore 23 punti con 8/20 dal campo e 3/6 da 3, da DeMarcus Cousins in doppia-doppia con 14 punti e 11 rimbalzi, dall’ottima prestazione di Thomas (23 punti) e dalle bombe spacca-partita di Thornton (15 punti).
Non basta ai Kings un DeMarcus Cousins da 30 punti, 17 rimbalzi e 6 assist per avere la meglio dei Bobcats.
Primo tempo dominato da Charlotte che chiude con 13 punti di vantaggio.
Nella ripresa Sacramento ci prova portandosi a 6 punti di distanza a fine terzo quarto.
Prestazione da dimenticare per Rudy Gay (4 pts, 3 rbz, 1 ass) causa un dolore al ginocchio che ha condizionato la sua gara terminata al terzo quarto.
Best scorer per Charlotte è stato Kemba Walker (24 pts, 3 rbz, 5 ass) che ha avuto lo stesso rendimento al tiro (7/13) di Gerald Henderson (20 pts, 5 rbz, 5 ass).
Da segnalare anche la nona doppia cifra consecutiva per Isaiah Thomas (21 pts, 2 rbz, 4 ass).
I Bobcats hanno giocato molto bene in difesa, riuscendo a tenere sotto la soglia dei 100 punti i Kings che da 6 gare riuscivano a superare questo punteggio.
UP Next Charlotte: Mercoledì @Toronto
UP Next Sacramento: Mercoledì @Atlanta
M. M.
Jeff Hornacek da istruzioni ai suoi Suns nella sfida contro i Kings di Radu Gay e Cousins.
Grande Notte NBA: si sono giocate molte gare, vediamo come sono andate.
La super sfida tra Golden State Warriors e Houston Rockets, ha visto trionfare i secondi con ottime prove di James Harden e Parsons; l’altra sfida interessante era di scena a San Antonio, dove gli Spurs hanno vinto sui T’Wolves di un super Kevin Love per 117-110. Debutta Rudy Gay con i Kings ma non basta a Phoenix per passare sui Suns; i Nuggets si fanno beffare dagli Utah Jazz, Bulls di nuovo vittoriosi e Lakers travolti ad Oklahoma City dai Thunder di KD e Westbrok.
I Nets cadono ancora a Detroit dove i Pistons vincono di misura, mentre i Knicks si fermano a Boston e i Grizzlies a New Orleans; bene gli Atlanta Hawks in casa dopo un overtime sui Wizards, e Raptors, Pacers e Cavs contro Sixers, Magic e Bobcats.
Ecco tutti i risultati e le cronache delle migliori gare:
Bobcats-Pacers 94-99
Cavaliers-Magic 109-100
Sixers-Raptors 100-108
Wizards-Hawks 99-101 dopo un OT
Knicks-Celtics 86-90
Nets-Pistons 99-103
Grizzlies-Pelicans 98-104
Lakers-Thunder 97-122
Bulls-Bucks 91-90
Timberwolves-Spurs 110-117
Jazz-Nuggets 103-93
Kings-Suns 107-116
Rockets-Warriors 116-112
Sono tempi duri per i Knicks ultimi nell’Atlantic division e penultimi ad est. Mike Woodson ha poche idee; Anthony sta iniziando a perdere la calma e quasi sicuramente non rinnoverà il contratto in scadenza nel 2014; Stoudemire continua ad essere un oggetto misterioso.
La proprietà non si sarebbe mai aspettata una partenza così a rilento e proverà in tutti i modi a trovare una soluzione adeguata. L’ultima idea è quella di un possibile scambio con i Raptors per portare nella grande mela Kyle Lowry. Con Felton out per alcune settimane, e con Prigioni e Udrih non ritenuti all’altezza, il Play nato a Philadelphia potrebbe finalmente portare ordine in cabina di regia. Naturalmente non stiamo parlando di Paul o Nash ma la speranza è almeno quella di aiutare la squadra ad abbandonare i bassi fondi della Conference. Lowry (5,70 milioni di dollari di stipendio annui) arriverebbe in cambio di due giocatori selezionabili tra: Hardaway jr , una prima scelta futura o Shumpert (forse un azzardo sacrificare il giovane Iman già inserito in una possibile trade con Denver). In ogni caso ora la palla passa a Toronto che ha da poco scambiato la sua stella Rudy Gay e che ha ricevuto tra le altre anche offerte da Golden State e Brooklyn. Lowry potrebbe essere la mossa giusta per salvare una stagione fino ad ora disastrosa? In molti lo sperano, in pochi ci credono davvero.
S.L.

