Continuiamo oggi con la prima puntata di “Green Characters”, rubrica che vuole celebrare sì gli eroi del passato ma anche chi per loro lavorava duro. Dopo avervi presentato una delle leggende bianco verdi, Bill Russell, analizziamo uno di quei giocatori che era fondamentale nell’economia dei Celtics di Red Auerbach: K.C. Jones.
Difesa e Celtic Pride: K.C. Jones

K.C. Jones con la jersey dei Celtics al Boston Garden
K.C. Jones nasce in Texas, a Taylor, il 25 Maggio del 1932. Cresciuto in una famiglia non esattamente agiata a livello economico, durante il periodo della Grande Depressione, all’età di soli 9 anni attraversa la separazione dei genitori. K.C., che era ancora un ragazzino, si trasferì a San Francisco con la madre ed i suoi fratelli, dove cresce con la passione della pallacanestro nel sangue, esercitandosi in un playground di periferia. Jones, crescendo, prende sicurezza nei propri mezzi fisici e si iscrive alla Commerce High School di San Francisco, dove si mette in evidenza nella pallacanestro e nel football. Le doti atletiche e tecniche del ragazzo non passano inosservate: Jones vince una borsa di studio per l’università di San Francisco, dove coach Woolpert aveva appena reclutato un ragazzo sconosciuto e goffo, di nome William Felton Russell.
Il caso volle che Russell e Jones divennero anche compagni di stanza. Da quel momento, per i due ragazzi prodigio, comincia un’amicizia che non finirà mai. Agli inizi, a dire il vero, sembra che i caratteri dei due ragazzi non fossero esattamente compatibili, come Russell stesso ricorda nel suo libro “Second Wind”:
“K.C. non parlava mai: mi svegliava al mattino, ogni tanto faceva un cenno per chiedere il sale o lo zucchero durante i pasti sempre rigorosamente silenziosi che facevamo nella caffetteria della scuola. Non parlavamo praticamente mai, quando finalmente un giorno cominciò a parlare come una persona normale” – Bill Russell su K.C. Jones
1956 NBA Draft: Russell, Heinson..e Jones
Jones aveva costruito la sua carriera universitaria sull’intensità difensiva, grazie alle sue doti atletiche, specializzandosi nel recuperare i palloni vaganti. Dopo aver vinto il titolo NCAA nel 1955, il ragazzo si rende eleggibile per il Draft del ’56, nonostante la media punti non sia brillantissima (8.8 punti di media durante la permanenza all’università di San Francisco).

K.C. Jones in azione
Durante i work out di avvicinamento al Draft, mentre Red Auerbach esaminava le skills cestistiche di Russell, notò un ragazzetto molto atletico ed esplosivo, dotato di una grande rapidità ed intensità difensiva. L’esperto allenatore dei Boston Celtics si annotò il nome di K.C. Jones e decise di chiamarlo al secondo giro del Draft. Invece di partecipare al training camp con i biancoverdi, però, Jones, decide di entrare nell’esercito, dicendo che sarebbe stato quasi sicuro di non giocare con i Celtics nella stagione ’56-’57, vista la profondità della panchina bianco verde. Quando il suo periodo di servizio militare termina, però, Jones decide di ritardare ulteriormente il suo ingresso tra i professionisti della NBA.
La breve parentesi della NFL
A questo punto, dunque, Pete Rozelle, futuro commissario della NFL, che aveva visto Jones giocare a fooball al liceo, decide di portarlo all’attenzione dei Los Angeles Rams, che lo chiamano al Draft con una delle ultime scelte. La sfortuna vuole, però, che Jones subisca un infortunio serio ad una gamba, che lo costringe a lasciare il football per sempre.
L’avventura biancoverde

K.C. Jones al tiro
A quel punto, K.C. decide di partecipare finalmente ad un training camp con i Celtics, che intanto si stanno rinforzando sempre di più. Il gioco dei bianco verdi, per molti versi, era innovativo ed adatto al profilo tecnico di Jones. Auerbach aveva trovato il giusto mix tra difesa selvaggia e contropiedi fulminanti, e le doti di atletismo e rapidità di Jones si sposavano alla perfezione con questo tipo di gioco. Ne ’58, quando Jones approda nella beantown, le guardie titolari sono Cousy e Sharman. Il minutaggio di K.C. nell’anno da rookie è quindi limitato. Nonostante ciò, nel ’59, arriva il suo primo anello NBA.
Negli anni a venire, la fiducia ed il minutaggio di Jones crescono, e con la scelta di Sam Jones al Draft, altra guardia, si va delineando sempre più il back-court del futuro. “The Jonses”, come venivano definiti, erano il back-court ideale: K.C., PG atletica e difensiva dotato di una gran visione di gioco, Sam tiratore cristallino, capace di segnare da ogni punto del campo.
Questi due ragazzi, K.C. in particolare, rappresentano il collante tra l’era di Sharman e Cousy e il prosieguo del dominio di Russell. La grande importanza di questo ragazzo, è l’aver dato la continuità alla prima Dinastia Celtics, che ha portato a casa 11 titoli in 13 stagioni.
Come ricorda lo stesso K.C., un ruolo fondamentale nella sua carriera cestistica, lo ha giocato Bob Cousy:
“Ho giocato per Red Auerbach. Lo guardavo, lo ascoltavo, ho visto quello che ha fatto. Cousy era il playmaker del nostro team e io lo osservavo sempre con attenzione. Ero la sua riserva e ho odiato esserlo, ma mentre ero lì seduto ho guardato e assorbito tutto”.
Il ritiro dalla pallacanestro giocata: una nuova vita
K.C. Jones conclude la sua carriera cestistica da giocatore nella stagione ’66-’67, quando i Philadelphia 76ers hanno posto fine al dominio di Russell e compagni. Quella stagione fu l’unica della carriera di Jones a concludersi senza un titolo NBA. L’amore per la pallacanestro, però, non finisce qui: Jones allenerà la Brandeis University per 3 stagioni, per poi sedere sulla panchina dei Lakers come vice allenatore. Dopo aver vagato su diverse panchine come vice o capo allenatore, K.C. torna all’ovile come vice di Bill Fitch a Boston, dal quale riceverà il testimone nel 1983 diventando a tutti gli effetti Head Coach dei Boston Celtics.
Volto della panchina dei Celtics di Larry Bird, era totalmente agli opposti di Bill Fitch, come testimoniano le parole di Bird e McHale a USA Today, che lo ricordano come un uomo pacato e ragionevole, sempre aperto alle idee dei suoi veterani.
Dal canto suo, Jones, ha minimizzato la cosa:
“Il mio lavoro è quello di dare loro la direzione giusta e le indicazioni di base, ma per vincere devo dare sfogo alla loro creatività.”.
Umile sino alla fine, K.C, che si è preso qualche rivincita su chi non credeva nelle sue capacità, come lui stesso ha ammesso.
Palmarès
Giocatore:
- 2 volte campione NCAA;
- 8 volte campione NBA;
Allenatore:
- 2 volte campione NBA;
- 5 volte allenatore all’All-Star Game.
Il palmarès forse non rende giustizia, ma Bird lo ricorda così:
“E’ il tipo di persona che vorrei essere, ma non ho il tempo per lavorare su questo”
Per NBAPassion.com,
Gabriel Greotti & Francesco Tarantino
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