Sabato, Victor Wembanyama si è recato in un parco di New York. Ha giocato vari 1×1 con i fan, e ha persino perso un paio di partite.
Non di basket, però.
Wemby ha cercato di trovare un posto dove giocare a scacchi per la maggior parte del tempo che i San Antonio Spurs hanno trascorso a New York. Il calendario non glielo ha mai permesso, fino a sabato. E, anche con il maltempo, lui si è organizzato per trascorrere la mattinata come un vero newyorkese.
In una giornata fredda e uggiosa, prima che gli Spurs prendessero un volo per Minneapolis, Wemby ha lanciato un appello.
“Chi vuole incontrarmi al Washington Square Park per giocare a scacchi? Ci sono” ha scritto il francese sui suoi social.
Washington Square Park è infatti un luogo molto noto per gli incontri/scontri di scacchi a New York: Bobby Fischer, tra gli altri, ci ha giocato. Il luogo è stato poi utilizzato anche come set cinematografico, per scene di svariati film in cui il gioco è presente.
Erano le 9:36 del mattino, e le persone hanno iniziato a presentarsi quasi subito.
Wembanyama è rimasto lì per un’ora buona, sotto la pioggia. Ha giocato 4 partite, vincendone 2 e perdendo le altre, prima di ripartire. E, anche se è stato sconfitto, era chiaro che si fosse divertito.
Ma la cosa più esilarante è che, quando le sue partite hanno iniziato ad attirare l’attenzione anche dei social, Wembanyama ha proposto un’iniziativa che i fan hanno subito apprezzato: un torneo tra stelle dell’NBA.
“Ho iniziato a giocare quando avevo circa sette anni” ha detto mentre risistemava la scacchiera. “Amo questo gioco e penso che abbiamo bisogno di un torneo di scacchi tra giocatori dell’NBA, il cui ricavato vada in beneficenza, ad un’associazione a scelta del vincitore”.
È questo il modo di salvare l’All-Star Weekend? Sui social, i fan non vedevano l’ora. L’All-Star Game continua a cambiare formato, nel tentativo di cambiare le cose. Che ci sia solo bisogno di una scacchiera?

