Vi ricordate i Wizards nella prima parte di questa stagione? Gli uomini di coach Brooks, avendo perso 12 delle prime 18 partite, erano scivolati sul fondo della Eastern Conference. Una squadra senza arte né parte, priva di un gioco e costantemente in balia degli avversari. Si prospettava il solito anno di transizione a Washington, ma nessuno aveva ancora fatto i conti con John Wall.
Il leader che non ti aspetti
Un buon leader si impone nell’atto decisivo, il vero leader invece emerge nei momenti di difficoltà; Wall, da vero leader, si è caricato la squadra sulle spalle e l’ha trascinata nuovamente in zona playoff. Le cifre ci dicono che questa è la sua miglior stagione. Draftato con la numero 1 nel 2010, il prodotto di Kentucky sta viaggiando a 23.1 punti, 10 assist, 4.6 rimbalzi e 2.2 rubate di media con il 46% dal campo. Ma non è solo questione di numeri: Wall è ormai diventato un all around player in grado di elevare non solo il suo il gioco ma anche quello dei compagni (Bradley Beal e Otto Porter Jr. in particolare). Col passare degli anni ha affinato le sue abilità al punto da guadagnarsi la stima e l’affetto di tutti i tifosi della capitale. Non tutte le franchigie NBA possono vantare di avere a roster un play veloce e atletico come il classe 90′.
The “Wall” of Washington
Grazie all’apporto di Wall, i maghi del District of Columbia sono al momento la squadra più in forma della lega: quindici successi negli ultimi venti incontri di regular season e terzo posto ad est (record 31-21), a due vittorie di distanza dai Boston Celtics. Niente male per una squadra data da tutti per morta già a novembre. Sarà dura battere i Wizards durante la postseason, perfino per i campioni in carica di Cleveland. Sarà dura tener testa a questo Wall. Perché JW non è un giocatore qualsiasi ma un muro, di nome e di fatto; non si è mai lasciato abbattere su un campo da basket cosi come nella vita, per quanto questa possa essere stata dura con lui (perse il padre all’età di otto anni). Abbiamo fatto cadere molti muri nel corso della storia, da quello di Troia a quello di Berlino, ma Wall è l’unico che non potremmo (ne vorremmo) abbattere mai.

