Ormai è cosa nota: il nuovo accordo televisivo che entrerà in vigore dalla stagione 2016-17 sarà un vero e proprio scossone per la lega, qualcosa mai visto prima d’ora e che comporterà diverse conseguenze. Tra queste, è già stata minacciata durante la scorsa estate, un’ipotesi di Lockout, con le parti chiamate in causa (i giocatori) che vorrebbero rivedere le condizioni economiche dell’accordo tra il sindacato e le franchigie.
Un’ottima occasione per far tornare alla luce la questione, è stata ad Indiana, dove Adam Silver, attuale NBA Commissioner, è stato di recente in visita. Ovviamente, il suo spostamento ha attirato dietro di sé una schiera di giornalisti pronti ad effettuare diverse domande, tra cui una proprio circa un possibile Lockout nel 2017. Secondo l’Indianapolis Star, il Commissioner NBA non è pronto ad affrontare questo tipo di discorso attualmente, semplicemente perché per adesso non s’è posto il problema: “Che ci crediate o no, non è qualcosa sul quale ci siamo ancora confrontati con i team”.
Eppure sembra che la guerra sia già iniziata.
Mancano più o meno 2 anni, 3 mesi, 1 settimana e 13 giorni prima di arrivare al fatidico 1 luglio 2017, quando scadrà l’ultimo CBA (il contratto di lavoro collettivo, in poche parole) firmato nel 2011 dopo il famoso stop imposto da David Stern, che rimandò così la partenza della stagione al Christmas Day. Attualmente, con il nuovo accordo televisivo in procinto di diventare realtà a partire dalla stagione 2016-2017, il sindacato dei giocatori sembra pronto a dare battaglia ai proprietari delle franchigie circa l’aumento della percentuale di ripartizione dei diritti TV che, d’altro canto, non vorrebbero vedere intaccati i propri ricavi in maniera esagerata. Un accordo da 2.6 miliardi di Dollari l’anno, una cifra che di certo creerà diversi attriti tra le franchigie NBA e la National Basket Player Association, che però non ha fatto intendere nulla circa le proprie intenzioni al momento.
I giocatori, che hanno perso la loro battaglia nel 2011, vedendo scendere il ripartimento dei diritti da un 57-43 in loro favore ad un 50-50 che accontentò i proprietari dei team e David Stern, sembrano intenzionati a rivedere l’accordo al rialzo, nel tentativo di strappare poi contratti più soddisfacenti di quelli attuali; una situazione che potrebbe portare ad un rinvio dell’inizio di stagione nel 2017.
Resta quindi un’aura di preoccupazione circa le possibili frizioni che, le ingenti somme di denaro scaturite dal nuovo accordo televisivo, comporteranno, ma Silver cerca di mantenere la questione sotto controllo, almeno per il momento, chiudendo il discorso in modo molto laconico: “Ci sarà tempo per questo ma, al momento, ogni discorso è prematuro”.
Per Nba Passion,
Mario Tomaino



