Andamento stagionale: 29 W – 25 L (Ottavi nella Western Conference)
L’anno passato i Suns hanno sfiorato l’ingresso ai play off, sfumato proprio sul finale ai danni dei Memphis Grizzlies di Marc Gasol.
Dopo un estate intera resistendo alla tentazione di accettare delle buone offerte ricevute e un mercato tutto sommato discreto (ma senza colpi dove servivano, ovvero nel reparto lunghi, ma con la firma di Bledsoe) nessuno poteva immaginarsi che la squadra dell’Arizona potesse di nuovo ritrovarsi nella stessa identica situazione, dovendo guardarsi indietro dai Thunder e dai Pelicans che lottano per l’ultimo posto disponibile a Ovest.
La squadra di coach Hornacek si era detta pronta a ripartire subito da dove aveva la sciato la precedente stagione, affidandosi agli uomini che tanto bene avevano fatto, e migliorando il roster con un paio di innesti mirati. L’obbiettivo minimo della franchigia è ovviamente raggiungere quantomeno i playoff, che mancano da troppo tempo da queste parti.
Il mercato come detto non ha regalato grandi emozioni ai tifosi, mantenendo quasi invariato l’organico per non andare a spezzare quegli equilibri che si erano creati e che Hornacek aveva gestito in modo esemplare. Cosa non funziona allora? In cabina di regia ci sono sempre loro, Dragic e Bledsoe, il secondo con statistiche e prestazioni leggermente migliorate rispetto al sorprendente anno passato, e finalmente senza infortuni. Per dar fiato alle due guadie è stato preso in estate Isaiah Thomas dai Kings, che si sta dimostrando utile alla causa, anche se, nonostante le buone prestazioni, non sembra essersi del tutto integrato nei meccanismi di squadra, e per questo motivi è uno dei principali indiziati a lasciare anticipatamente la squadra.
La definitiva consacrazione di Bledsoe ha però in qualche modo oscurato la stella di Goran Dragic, che aveva tanto incantato lo scorso anno. Il contratto del giocatore è in scadenza quest’estate e si è detto deciso a non rinnovare. Un fulmine a ciel sereno per la franchigia, che sperava di arrivare a un buon lungo sacrificando Thomas o Green e Plumplee, e rinnovare poi in estate il contratto dell’europeo. Piano saltato e ora per non perderlo a zero da Free Agent si cerca una trade convincente, con Thomas che non è più così sicuro di partire. Tra le squadre in pole per accaparrarsi Dragic troviamo i Lakers, che scaricarebbero volentieri il deludente Lin, ma anche i Kings, i Celtics, i Peacers e gli Heat. L’offerta deve essere ottima, si cerca di avere il massimo dal sacrificio di un giocatore che è di primissima scelta, e in particolar modo si cerca di ottenere un giocatore (possibilmente un lungo) di qualità, e qualche buona scelta per il prossimo draft.
Il reparto dei lunghi dunque rimane la carenza e la debolezza maggiore della squadra. In questi giorni si sperava e sognava un ritorno di Stoudemire in uscita da New York, ma Dallas si è assicurata il giocatore. Una delle delusioni più grandi di quest’anno è sicuramente Gerald Green: il giocatore che aveva incantato con i suoi coast to coast e con le sue spettacolari schiacciate sembra sparito, e insieme a lui sembra irriconoscibile Miles Plumlee, che ultimamente ha perso anche il posto in quintetto in favore dell’emergente Alex Len. Due dei migliori punti di forza dello scorso anno sono praticamente svaniti, e ora si tenta di piazzarli al più presto, possibilmente tramite trade dato che la panchina non è così lunga, e per giocatori che se ne vanno sono necessari giocatori in entrata.
Attualmente il futuro e il presente dei Suns sono incognite, legate inevitabilmente a Goran Dragic e alla sua trade che sembra imminente. Senza buone entrate il raggiungimento dei playoff anche per quest’anno sembra dover aspettare, con una squadra che sembrava lanciatissima e ben orchestrata ma che ora rischia di sgretolarsi e dissolversi, rimanendo con pochissime certezze dalle quali poter ripartire e con la paura di dover nuovamente ricostruire da capo, con un altra buona occasione persa, l’ennesima per una squadra che storicamente non è delle più fortunate.


