Carissimi lettori siamo arrivati al terzo appuntamento della rubrica NBA Superheroes, e non smetterò mai di ringraziarvi per il supporto che ci donate.
Oggi ci immergeremo nel mondo fatto di luci e ombre, furti e omicidi, crimini ed evasioni, nel mondo di uno che proprio eroe non può esser considerato anzi, ne è l’antitesi, stiamo parlando di Diabolik.
Innanzitutto vorrei chiarire la scelta di evidenziare le gesta di un antieroe. Personalmente io considero Diabolik come un vero è proprio eroe, non per ciò che è realmente, ma per ciò che rappresenta al di fuori del fumetto: un eroe. Attraverso la lettura di Diabolik milioni di italiani ( e non solo) , dagli anni ’70 ad oggi, sono riusciti ad evadere dalla vita per rifugiarsi nel mondo dei fumetti. Solo un supereroe può riuscire a fare questo!
”Nessuna cosa al mondo potrebbe darmi l’esaltazione che mi dà l’idea di combattere contro il mondo intero…”
Diabolik viene creato nel 1962 dalle menti delle sorelle Angela e Luciana Giussani, e pubblicato dalla casa editrice Astorina. L’intenzione era quella di creare un personaggio adatto per le storie preferite dai pendolari che utilizzavano la metropolitana : il Giallo. Cosi nacque il Re Del Terrore.
Nelle prime uscite Diabolik era un uomo che commetteva efferati crimini, uccidendo persone anche senza alcun motivo. Solo attraverso l’incontro con l’amore della sua vita, Eva Kant, cambierà quasi totalmente la sua personalità. Ma da dove nasce la mente criminale di Diabolik? Il suo nome anagrafico è ignoto ed è l’unico sopravvissuto ad un naufragio. Ancora in fasce, approderà su di un isola abitata da pescatori e dai criminali della banda dello spregevole boss King. Il ragazzo, vivrà per ben 22 anni sull’isola di King, anni nella quale imparerà a combattere ( perfezionando in seguito le arti marziali) e gli verranno insegnati tutti i trucchetti della criminalità. Nella sua adolescenza il ragazzo scoprirà che l’unica paura che possiede King è un pantera nera che vive in una zona della foresta, nella quale è proibito entrare. Il nome della pantera è Diabolik. Il giovane vuole vedere l’animale, che esce solamente di notte, e verrà scoperto da uno degli scagnozzi di King, che sarà costretto ad uccidere: il primo omicidio. In seguito all’incontro con la pantera, il giovane resterà affascinato dai movimenti e dalla grazia dell’animale, che però durante un eclissi verrà ucciso e imbalsamato da King. Da quel giorno il giovane deciderà di chiamarsi come la pantera, Diabolik, e ne vendicherà la morte, uccidendo King e tutti i suoi scagnozzi e appropriandosi del loro tesoro. Diabolik scapperà in Oriente per vendere il tesoro della banda di King, e si scontrerà con i restanti membri in cerca di vendetta. Il Re Del Terrore verrà salvato da Ronin, che diventerà come un padre per il giovane Diabolik e gli darà la possibilità di entrar a far parte della sua scuola di criminali. Qui si innamora di Jin, anch’essa allieva di Ronin. Jin però diventerà gelosa del talento di Diabolik e proverà ad ucciderlo senza successo e venendo poi uccisa a malincuore dallo stesso Diabolik. La scuola di criminali verrà distrutta e il Maestro-Padre Ronin ucciso dal criminale Walter Dorian. Diabolik si vendicherà uccidendo Dorian e impossessandosi della sua identità e si trasferirà a Clerville. Qui, incontrerà il nemico della sua vita, l’ispettore Ginko, e l’amore della sua vita, Eva Kant ( che salverà Diabolik dalla ghigliottina, dopo esser stato denunciato dall’ex fidanzata Elisabeth Gay). Diabolik ed Eva diverranno i più grandi criminali di tutti i tempi, possedendo però una sorta di morale, ovvero quella di rubare solo ai ricchi e di non uccidere senza alcun motivo. Insomma una specie di novelli Robin Hood, nella quale però non c’è l’intenzione di distribuire il bottino ai più poveri, ma di accaparrarselo per autofinanziare i propri colpi. Insomma dei veri e propri Eroi del Crimine!
Con il furto ha a che fare il nostro giocatore, il cui soprannome è The Glove ( il guanto)… avete capito di chi stiamo parlando? Parliamo di Gary Payton. Gary Dwyane Payton nasce a Oakland, California il 23 Luglio 1968 da Al e Annie Payton. Il padre Al Payton, era un ex giocatore-allenatore nelle High School ed ha tramandato la passione per la Spicchia al figlio Gary. Oakland non è proprio il posto migliore per vivere, figuratevi per crescere un bambino, soprattutto per una famiglia afroamericana negli anni ’70. Così la famiglia Payton si trasferisce quando Gary ha solo 5 anni. Al farà di tutto per far giocare Gary, addirittura eserciterà tre mestieri contemporaneamente per permettere al figlio di aver sempre qualche soldo in tasca. Il giovane Payton frequenterà la Skyline High School di Oakland, dove a causa dei pessimi voti dovrà saltare l’anno da Sophomore, ma ama tantissimo la pallacanestro e ogniqualvolta vede un pallone lui vuole giocare. Non importa contro chi, non importa se dovesse trovarsi contro bestioni di due metri e dieci, Gary li schiaccia.Questo atteggiamento lo porterà però a numerose risse e scontri negli anni della High School tanto che verrà scartato dal coach di St. John’s New York, Lou Carnesecca perchè non si fidava del carattere del giovane. Profondamente deluso e sconfitto moralmente, Gary si iscriverà poi alla Oregon State University che frequenterà per quattro anni. In questi anni risponderà sempre presente alle sfide presentate dagli scout, che lo accusavano di non segnare are abbastanza e di non prendere abbastanza rimbalzi. La risposta? Un ultimo anno da 25.7 punti, 8.1 assist, 3.4 recuperi ( ASSURDO) e 4.7 rimbalzi. Alla fine dei quattro anni, Gary verrà chiamato al Draft NBA del 1990 con la seconda chiamata in assoluto dai Seattle Supersonics.
https://www.youtube.com/watch?v=vGu2lstGR48
“Giocatori come me e Magic Johnson non nascono spesso”. Dichiarazioni che lasciano presagire quanto Gary Payton non abbia paura proprio di nessuno.
I primi due anni però sono un disastro, anche perchè sulla panchina dei Sonics c’è coach K.C Jones con la quale Gary non avrà mai un buon rapporto. In seguito all’arrivo sulla panchina dei Sonics di coach George Karl, che è fatto allo stesso modo di Payon ( duri, persone dal carattere forte), i Sonics iniziano un processo che li porterà ad arrivare sempre ai Playoffs. Nel 1996 però con gli arrivi di Shawn Kemp, Nate McMillan, Detlef Schrempf e Sem Perkins, i Seattle Supersonic diventano una squadra formidabile. Payton era inarrestabile e mantenne la media di 19.3 punti a partita, 7.5 assist, 2.85 recuperi e 4.2 rimbalzi, venendo eletto come Difensore dell’Anno ( unico PLAYMAKER a vincere questo premio). Arrivati alle Finals della Western Conference i Sonics di Payton eliminano gli Utah Jazz di Karl Malone e John Stockton in gara 7. Alle Finals Nba però arrivò l’incontro col destino, l’incontro con Michael Jordan. Lo scontro tra i Bad Boys di Seattle e i Bulls di Air Jordan fu clamoroso. Payton riusci fino ad un certo punto a tenere Jordan in difesa, ma alla fine ad uscire vincitori furono i Bulls.
In seguito alla sconfitta alle Finals i Sonics si scioglieranno, Karl se ne andrà e nella stagione 2002- 2003, dopo aver dominato la lega per ben 13 anni in maglia Sonics, Gary Payton andrà prima ai Bucks in cambio di Ray Allen, divenendo poi Free Agent e e accasandosi ai Lakers insieme a Karl Malone ( eliminati in finale Nba dai Pistons) . Da qui in poi The Glove, noto per la sua difesa arcigna e per la sua cattiveria agonistica, verrà sballottato in tutta la lega ( Celtics, Hawks, di nuovo Celtics e infine Heat). A Miami troverà finalmente l’anello, nel 2006, rivelandosi ancora decisivo in Gara 3 delle Finals contro i Mavs di Nowitzki, mettendo a segno un tiro da 2 punti che porterà la serie sul 2-1 per Dallas, ma che riaprirà i giochi.
Ritiratosi nel 2007, Gary Payton nel 2013 verrà inserito nella Hall of Fame.
Gary Payton nella sua carriera è stato famoso per la sua difesa, per la sua capacità di entrare nella testa dell’avversario e per quell’ossessione che era rubare, rubare la palla e sfidare l’avversario. Insomma come si direbbe ha vissuto la sua vita all’insegna del furto, come solo un vero ladro farebbe, solo come Diabolik farebbe. Sempre contro tutto e tutti, nato in un posto difficili, ma con quella cattiveria e spavalderia che lo ha reso grande . Un altro aspetto che accomuna Gary Payton con Diabolik è quella necessità di adattarsi, di creare maschere, come quella da duro sempre in controllo della situazione, per ingannare le proprie vittime. Gary si è trovato a dover affrontare ogni tipo di situazione, sempre con una maschera diversa, sempre con un costume diverso, ma mantenendo nel cuore l’unico costume che lo ha reso The Glove, quello di Seattle. Signori e Signore The Glove of Seattle : Gary Payton- Diabolik.








