In una settimana che ha visto come eventi clou la rafforzata striscia di Atlanta ormai lanciata al primo posto della Eastern e il record storico di Klay Thompson, scopriamo il team caldo e il team freddo e degli ultimi 7 giorni! Nella settimana che consideriamo, da Domenica 18 ad oggi, si sono distinte in positivo i Cleveland Cavaliers finalmente lanciati e in negativo i Kings, caduti nella mediocrità dopo un incoraggiante inizio e le vicende Malone e Cousins su tutti. Andiamo a scoprire nello specifico la settimana dei 2 team protagonisti della rubrica della settimana!
Team caldo della settimana: Cleveland Cavaliers, 3-0 dal 18/01 ad oggi.
I Cavs potrebbero cedere potenzialmente il passo ai Thunder avversari tra poche ore e 3-1 in settimana, ma per ora meritano la copertina non solo per le 3 vittorie settimanali, ma anche per le 2 della settimana precedente che sembrano aver ridato slancio alla squadra di Blatt dopo le coraggiose mosse sul mercato. Nella serata di lunedì 19 i Cavs hanno ospitato e asfaltato una delle squadre favorite nella corsa al titolo della Eastern, i Bulls di Rose e Butler. 109-94 abbastanza eloquente soprattutto se consideriamo l’ampio garbage time degli ultimi 12 minuti. Quintetto intero oltre i 15 punti, con Lebron sugli scudi a 26, Jr Smith a suo agio (dopo il freddo inizio) con 20, Love a 16, Irving a 18 e Mozgov a 15. Incoraggiante anche la prova di Thompson che dalla panchina ha contribuito con 10 rimbalzi totali. Dominio sotto i tabelloni (54-40) e Bulls costretti al 37% con il trio Butler-Rose-Gasol da 15/44 totale. Incoraggiante prova per gli uomini di Blatt, sopratutto considerando che arrivava dopo il 126-121 in casa Clippers, altro team altolocato e a suo agio di solito contro top-team come (dovrebbero) essere i Cavs, non fosse altro per il pessimo inizio. Due notti dopo Lebron e compagni attendevano i Jazz altalenanti di questa prima metà di stagione e di sicuro proiettati al prossimo anno. Partita in discesa e 106-92 finale per i Cavs, che hanno tirato male da 3 (20%) ma hanno vinto ancora una volta la sfida sotto i tabelloni (45-42 contro Gobert, Kanter e Favors è un risultato incoraggiante), mandato 5 uomini oltre i 15 e conquistato la quarta vittoria in fila. Migliore della notte ancora Lebron con 26 punti 7 rimbalzi e 9 assist, seguito dai 19 con 13 rimbalzi di Love e dai 16 di Mozgov, conditi da 11 rimbalzi. 18 per Irving e 15 per Jr Smith che sporca però la sua partita con un 2-11 dalla lunga distanza. Dopo altre 48 ore alla Quicken Loans Arena sono arrivati gli Hornets in forte risalita (sono ottavi in questo momento), ma la pratica era di fatto conclusa dopo 24 minuti: 75-40. A fine partita il tabellone diceva 129-90, quinta vittoria di fila e enorme prova di forza contro un team che, sulla carta, dovrebbe distare appena 5 partite dalla squadra di Irving. 53% dalla lunga distanza e 56-42 a rimbalzo, per un dominio statistico totale ed inutile anche da approfondire. 25-6-9 i numeri di King James, 21 di Jr Smith tutti dall’arco, 9 per Love, 10 rimbalzi dalla panchina per Thompson. 14 e 10 rimbalzi per Mozgov, 18 per Uncle Drew Irving e tanti minuti per tutta la panchina finalmente sguinzagliata da Blatt, che ha accolto con piacere l’entrata di Shumpert finalmente rimessosi dopo l’infortunio alla spalla patito ai Knicks: 9 minuti a disposizione per riassaporare il parquet, 8 punti frutto di un 3/3 dal campo e la speranza di aver ritrovato un grande talento finora inesploso.
Il personaggio chiave della settimana ha nome e cognome ben noti: Lebron James. 77 punti (media poco sotto i 26), 22 assist (7,3 a partita) e 18 rimbalzi in 3 partite, per un Lebron totalmente rigenerato dopo i 10 giorni di stop causa infortunio. Nella serata di oggi arrivano i Thunder bisognosi di vittorie per rientrare in zona ottavo posto, e la partita rappresenta di certo il più grande esame dopo i Bulls di una settimana fa. Certo é che se i Cavs riuscissero ancora una volta a spuntarla, potremmo iniziare sul serio a parlare di operazione secondo posto a fine anno, complici anche i periodi di appannamento di Raptors e Wizards e il logorio fisico a cui dovrà rimediare Thibodeau per i suoi Bulls nella parte finale di stagione. Dopo la pausa ASG vedremo poi tutto il team di Blatt in salute, rodato e probabilmente galvanizzato dal poter finalmente mettere nel mirino le posizioni che contano a fine anno. Staremo a vedere, nel frattempo godiamoci la partita della serata!
Team peggiore della settimana: Sacramento Kings, 0-3 dal 18/01 ad oggi.
A Sacramento ormai si sta pianificando il futuro, considerando che il recupero dei Thunder e la continuità dei Suns hanno del tutto tolto speranze a Cousins e compagni. Nella notte del 19 i Kings sono stati ospitati dai Blazers, per un 98-94 finale che ha lasciato tanto amaro in bocca calcolando soprattutto il parziale di 31-19 degli ultimi 12 minuti, frutto di un crollo verticale degli uomini di Corbin e del 6° fallo prematuro di Cousins, che nello smarcarsi sotto canestro ha forzato il movimento di braccia cadendo in un goffo fallo che lo ha costretto ad abbandonare la disputa con diversi minuti di anticipo. 26 di Gay, 13 di Collison, 11 di McLemore e 22 con 19 rimbalzi e 4 stoppate di un Cousins in formato MVP e totalmente dominante contro gli Aldridge, Kaman e Robinson di turno. La vera pecca è stata il perdere 23 palloni, spesso sfruttati dai Blazers che li hanno trasformati in punti veloci, ma in generale la squadra ha fronteggiato alla grande una delle favorite al secondo posto della Western dietro i quasi irraggiungibili Warriors. Due notti dopo gli avversari di turno erano i Nets in caduta libera e attualmente fuori dalle magnifiche 8 della Eastern. Partita inizialmente dominata dagli uomini di Hollins, che hanno poi subito la prepotente rimonta soprattutto negli ultimi 12 minuti di Cousins e compagni, guidati ancora da Gay (25 punti, 8 rimbalzi e 6 assist), DeMarcus (28 e 14) e Collison (16). Purtroppo per Corbin, la sveglia è suonata tardi per Sacramento, che è partita molla subendo 62 punti nei primi 24 minuti. Questa volta le palle perse sono state inferiori a quelle degli avversari, ma il 5-18 da 3 è sembrato davvero troppo poco per una squadra che dipende, al di fuori dei propri big 3, molto dai McLemore, Casspi, Sessions e Stauskas di turno, che aprono il campo con conclusioni dalla distanza e distribuiscono meglio una mole di gioco per ora ancora molto sbilanciata sull’asse Gay-Cousins. Si cercava di voltare pagina 48 ore dopo, non fosse altro che tra Sacramento e la vittoria si è messa la storia: Klay Thompson è esploso per 52 punti, di cui 37 in un terzo quarto da antologia, rendendo molto agevole la vittoria arrivata alla fine per 126-101 sul campo degli uomini di Kerr. Diventa anche difficile commentare i 28 e 11 di Cousins piuttosto che i 15 di Collison, 11 di Stauskas e 13 di Miller (piacevole jolly dalla panchina), visto che davanti a certe prestazioni individuali la squadra avversaria sembra essere solo la vittima sacrificale che si trova nella parte sbagliata della storia. Ciò nonostante, si può commentare il 23% dalla lunga distanza, le 22 palle perse. Insomma, ancora una volta gli errori sono gli stessi, ma la fortuna di Corbin sta anche nell’avere margine per lavorare e soprattutto tempo, visto che la stagione è finita da qualche settimana di fatto, e arrivare 11esimi, 12esimi o ultimi cambia davvero poco se non in ottica draft. Il nome di Deron Williams, speso molto frequentemente anche da noi nelle ultime settimane, inizia a circolare sempre meno (complice anche il suo infortunio), ma l’impressione è che alla squadra manchi un tiratore più che un play, visto che Collison sta rendendo come ci si aspettava e l’esperienza con team USA ha consegnato un Gay e un Cousins finalmente costanti e leader, soprattutto a livello mentale. L’impressione è che un Korver, un Jr Smith o più semplicemente un po’ di tempo in più a Stauskas e McLemore possano rappresentare in un futuro non troppo lontano il vero elemento che farà fare il salto di qualità a questi Kings, per ora ancora nel limbo tra squadra con potenziale ancora troppo inesperta e progetto mal riuscito. Di certo, esonerare Malone dopo una striscia perdente coincisa con la meningite dell’uomo-copertina Cousins, non ha rappresentato la scelta più saggia a livello di continuità, quindi meglio evitare di prolungare la striscia perdente (6 sconfitte ad oggi), altrimenti si rischiano altre decisioni shock.
Per Nbapassion
@mazzellaluca


