I Golden State Warriors ripartono senza Mark Jackson per la prossima stagione: il nuovo head coach è Steve Kerr, ex pupillo di Phil Jackson, che ha cercato di portarlo in tutti i modi a New York, ma la volontà dell’ex giocatore dei Chicago Bulls, dell’era MJ, è stata quella di finire nella baia al posto del Reverendo. Una ventata di freschezza per Golden State, ma anche un coach con poca esperienza (pari a zero) che potrebbe rivelarsi anche una mossa azzardata da parte della dirigenza della franchigia californiana.
Pochi i volti nuovi nella Baia oltre a quello dell’head coach: tra questi spunta sicuramente Shaun Livingston, ex Brooklyn Nets, che prende il posto come PG alle spalle di Steph Curry, che era dell’ex Lakers, Steve Blake, ora finito nell’Oregon, a Portland, come vice Lillard.
L’ex Nets è un giocatore molto duttile, piuttosto alto per il ruolo che copre in campo, e capace di giocare anche come SG all’occorrenza: oltre alla sua duttilità è la sua difesa che potrebbe fare la differenza in positivo. A Brooklyn quando ha sostituito l’infortunato Derron Williams non ha mai fatto sentire la sua assenza, anzi, ha donato equilibrio al gioco di Jason Kidd.
Il quintetto base sarà lo stesso della scorsa stagione, con Curry, Thompson, Iguodala, Lee, Bogut (sperando che stiano tutti al top per i playoffs), con in panchina Barnes, Livingston, Green, Speights, Rush e Festus Ezeli con Nemanja Nedovic . Forse la coperta è un po corta e servirebbe un innesto di qualità per alzare il livello della panchina, orfana di O’Neal: manca un po di forza sotto canestro dalla bench e la dirigenza potrebbe cercare un centro all’altezza di Bogut per rimpiazzarlo in caso di infortunio o durante le rotazioni, senza perdere troppo peso.
Servirà tempo per metabolizzare inoltre i nuovi concetti di gioco portati dal nuovo head coach, ma i Warriors partono già avvantaggiati, visto che nella scorsa stagione la loro fase difensiva è stata una delle migliori a livello di efficacia, concedendo soltanto 102.6 punti su 100 possessi (la 4a in assoluto).
Da non sottovalutare inoltre l’apporto che potrà dare Brandon Rush, su cui GS vuole puntare, visto il contratto di 2 anni a 2.5 milioni di dollari (con player option) che potrebbe rivelarsi molto utile per aumentare ancora di più la pericolosità dei Warriors da fuori l’arco dei due punti. Il 40.9 % di triple messe in carriera parla per Rush: l’infortunio che lo ha fermato nella stagione 2012-2013 però potrebbe ancora farsi sentire, ma nella Baia sono fiduciosi di aver aggiunto un grande tiratore da tre ai due Splash Brothers, Klay Thompson e Steph Curry.
In chiusura due parole anche sul grande oggetto del desiderio della franchigia in questa estate, Kevin Love: Steve Kerr ha messo il veto sulla partenza di Klay Thompson, che è ritenuto un giocatore chiave nel suo progetto di gioco. I Warriors sembrano essere quindi indietro, visto che i T-Wolves non cederanno la loro star soltanto per Lee e qualche altro giocatore non di livello. E’ destinato altrove (in Ohio o a Chicago in primis).
Per NBA Passion,
Marco Tarantino


