Secondo molti non dovrebbe esserci partita, secondo molti questa dovrebbe essere la partita più scontata del Christmas Day: stiamo parlando del derby di Los Angeles tra Lakers e Clippers. Il 139° meeting tra le due squadre di Los Angeles sembra un match già scritto: una squadra che vuole e deve essere tra quelle che lottano per il titolo (i Clippers), l’altra che molto probabilmente dovrà affrontare l’ennesimo stagione al limite (se non oltre) il tanking (i Lakers). Una situazione del genere, tra le squadre di Los Angeles è capitata spesso (ed il mismatch, è stato tante volte a favore dei “lacustri”), e le sorprese non sono parte di questo derby. Negli anni dei grandi Lakers degli anni ’80 il risultato fu al limite del clamoroso: 34 a 5 per i Lakers in 8 anni. Risultati simili anche durante gli anni del trepeat e del Kobe Finals MVP, fatta eccezione per il 2009-2010, anno in cui dei Clippers da 12° posto riuscirono a strappare due vittorie ai futuri campioni dei Lakers. La squadra di Kobe però non è più quella, così come i Clippers non hanno quella voglia di prime scelte come in quegli anni, ed i risultati degli ultimi anni lo stanno dimostrando: nelle ultime tre stagioni, su 12 incontri, i Lakers sono riusciti a vincerne solo uno. Era fine ottobre del 2013, il risultato fu 116 a 103 ed il top scorer fu un certo Xavier Henry, ora ai Santa Cruz Warriors, in D-League. Da allora 7 partite, da allora 7 vittorie dei Clippers, vittorie che, secondo i Bookmakers, dovrebbero aumentare ben presto.
LOS ANGELES CLIPPERS
Golden State, San Antonio, Oklahoma City: questi sono i veri rivali di classifica dei Clippers, non di certo i Lakers. Eppure v’è quella cosa che i tifosi dei Lakers ricordano sempre a quelli dei Clippers, che indicano ogni volta che giocano in casa (a prescindere dal risultato). Gli stendardi appesi in alto. Un affronto imperdonabile per una squadra che da anni sta cercando di arrivare ad ottenere il primo tutto loro. Ed è per questo che ogni volta che i Clippers scendono in campo contro i rivali giocano come contro le big della Western Conference. Purtroppo però, questa sfida non arriva in un momento di grande condizione per la squadra bianco-blu-rossa. Dopo un inizio un po’ stentato, al squadra di Doc Rivers sembrava essersi ritrovata: 10 vittorie e 3 sconfitte nell’ultimo mese sembravano un buon biglietto da visita per andare a trovare la corazzata di Popovich. Ebbene gli Spurs hanno minato tutte le sicurezze che i Clippers avevano acquisito nel mese precedente. Sconfitta a San Antonio, seguita da un’impronosticabile sconfitta a Houston e dalla sconfitta in casa contro i Thunder, targata Kevin Durant. Di sicuro i valori in campo dovrebbero comunque fare la differenza, ma chissà che, in caso la partita non si mettesse sui binari giusti, qualche altro patema potrebbe arruginire ancora di più gli ingranaggi dei Clippers.
LOS ANGELES LAKERS
La squadra di Kobe ha un dovere: non quello di arrivare ai playoff (5 su 24 è un inizio di stagione che non ti può permettere neanche di pensarci), non quello di evitare il tank (un’altra big pick al draft potrebbe veramente portare talento importante in una squadra ove per il momento non ve ne è moltissimo), bensì quello di onorare la storia della franchigia e del suo capitano. Vi sono circa una decina di partita (in realtà le rivalries sono molte di più per i Lakers, ma queste sono quelle più importanti) ove i tifosi dei lacustri, a prescindere dalla forza della squadra, pretendono il massimo: le sfide contro i Celtics, le sfide contro i Sixers e le sfide contro i Clippers. Tralasciando momentaneamente la sonora sconfitta contro i Thunder di questa notte, nella stagione disastrosa dei Lakers si può descrivere quest’ultimo periodo come un buon periodo. 2 vittorie nelle ultime cinque, contro Nuggets (senza Mudiay e Gallinari, v’è da dire) e i Bucks, entrambe con un super Kobe Bryant sugli scudi, sconfitti solo da Rockets e Thunder (due volte), non proprio squadre del livello della squadra di Los Angeles. Cinque gare con due W, cinque gare che dimostrano però anche un altro dato: anche quando i Lakers sono in forma, non riescono mai a fare un exploit contro una squadra superiore (i Bucks, forse la squadra più pazza di questa NBA, scinde da ogni definizione di inferiorità o superiorità contro chiunque). Quando i Lakers prendono il parziale in un quarto, non lo recuperano mai. Per questo, per sperare di arrivare a battere i rivali, domani, la vera chiave sarà uno dei tarli maggiori dei lacustri, ovvero la difesa: se la squadra capitanata da Kobe riuscirà a tenere sotto ritmo l’attacco dei Clippers, riusciendo a tenere la partita in bilico sino alla fine, allora sì che potrà pensare ad un’impresa come quella di battere i rivali.













