Questa deadline in un futuro non troppo lontano potrebbe essere ricordata, oltre all’addio di Boogie da Sacto, anche per una steal clamorosa da parte dei Mavericks: due seconde scelte, Justin Anderson e la salma di Andrew Bogut per Nerlens Noel.
Partiamo dalla decisione di Phila.
Ok, hai Embiid, e pensi d’essere a posto per i prossimi secoli, ma visti i suoi numerosi punti interrogativi dal punto di vista fisico, forse dovrebbe essere naturale pensare ad un piano B. Noel ha caratteristiche da ‘one of a kind’, è un lungo versatile e può anche giocare al suo fianco, cosa che Okafor – per immobilismo e scarsa attitude – non potrà mai fare.
Il problema sta sostanzialmente nel suo contratto in scadenza e i Sixers al momento in cui devono scegliere tra il perderlo a “zero” a fine stagione e rifirmarlo a cifre notevoli vanno col minore dei mali.
Scelta quasi obbligata, perché anche volendo dar fiducia all’ex Wildcat, nessuno – a ragion veduta – sembra al momento interessato a mettersi in casa Okafor. O almeno a sacrificare asset importanti o scelte per lui.

Noel e Ferrell
Ora TheProcess è fuori senza previsione di rientro e Okafor sembra un fantasma nella metà campo difensiva e ha pretese da franchise player in quella offensiva. Noel da par suo, invece ha già illuminato il deserto dei Mavs e stanotte alla prima da titolare contro Memphis – non esattamente la peggior difesa dell’NBA – ha lasciato andar giù una partita discreta.
15 punti
17 rimbalzi
2 assist
1 rubata
2 stoppate
0 palle perse
60% dal campo
Dei sei canestri segnati a stupire è la varietà: Penetrazione, Taglio, Reverse Lay-up, Gancio, Alley-oop, Rimbalzo offensivo e appoggio.
Non sarà il vostro lungo moderno che allarga il campo e spara da 3 come se non ci fosse un domani, ma la sua capacità d’essere efficiente anche in fase d’attacco e in così svariati modi è un plus non indifferente.
Ovvio, non parliamo di un threat offensivo e sicuramente i Mavs non l’hanno preso per questo. Per Coach Carlisle, che era stato costretto per necessità a virare ad inizio stagione su uno Small Ball estremo con Dirk da 5 e Barnes da 4, l’arrivo di un possibile Tyson Chandler 2.0 è stata una benedizione inaspettata. Il paragone, per quanto possa sembrare al momento eccessivo, non è assolutamente campato in aria.
Nell’ancor giovane Nerlens, classe ’94, si vedono i prodromi di un futuro DPOY. Le capacità fisiche e tecniche erano già note a tutti sin dai tempi del college; tanto da ritenerlo una possibile Uncontested First Pick prima del suo infortunio (citofonare Cleveland che non ha creduto in lui prego. Avete detto Bennett?). Si è visto ancora pochissimo, sia in questa stagione sia nelle sue nuove vesti di Mav, ma le stats sono già esemplificative di ciò che il ragazzo è e potrebbe diventare sotto la guida di un Guru cestistico come Carlisle.
Sui 100 possessi Nerlens è :
5th per stoppate (2.2)
1st per rubate (3.6)
2nd per palle perse recuperate (1.7)
1st per deflections (5.0)
Per rendere l’idea, siamo in linea in termini di stoppate+rubate con un esclusivo club composto da Bobby Jones, Gerald Wallace e The Dream. Se la rim protection è ancora un work in progress (61% concesso) – nonostante la spaventosa stoppata su Gasol che vi ho inserito nei commenti – ma può essere condizionata dalla scarsa rim prevention ai tempi di Phila, i numeri nel midrange e in non-restricted area sono comunque incoraggianti, con gli avversari tenuti costantemente sotto il 40%.
Noel non è e non sarà mai un giocatore franchigia, ma è uno di quelli che la storia di una franchigia la può cambiare. Sicuramente, non è uno che svendi per due banane e quattro noccioline, ma dopo l’affare Cousins potremo sempre dire d’aver visto di peggio.
