Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiNuova stagione partita a tutto motore per i Detroit Pistons

Nuova stagione partita a tutto motore per i Detroit Pistons

di Francesco Maras
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Detroit Pistons, la nuova stagione è cominciata alla grande: la franchigia della Motor City sogna i playoffs? Bella domanda. Alzi la mano chi avrebbe detto che, dopo 10 partite di stagione regolare, i Pistons avrebbero ottenuto un record di 7-3, o almeno un record vincente. Esatto, nessuno.

Il match d’apertura contro i Charlotte Hornets di Howard e Walker era una partita che non si poteva assolutamente sbagliare perché rappresentava il ritorno nella città di Detroit dopo quasi 40 anni di assenza: le parole dei vari Eminem e delle leggende Bing e Lanier, presenti nella nuovissima Little Caesars Arena, devono aver spronato i giocatori che hanno vinto tutto sommato abbastanza agevolmente la partita.

Stan Van Gundy, il condottiero del grande avvio di stagione dei Pistons.

La successiva partita contro i Wizards ha visto i Pistons vincere tre dei quattro quarti, perdendo malissimo il terzo quarto per 33-16. Bravi i maghi a resistere al tentativo di rimonta, pur andando sotto nel quarto periodo dopo essere stati avanti anche di 15 nello stesso parziale. In quell’occasione, il rookie da Duke University Luke Kennard ha esordito mettendo a referto 11 punti. Nella partita contro Porzingis & co, la squadra del Michigan si è trovata in una situazione analoga: costretta ad inseguire dopo che il primo tempo si era chiuso a 64-51 in favore dei Knicks, è riuscita a vincere per 28-16 il terzo quarto, arrivando alla frazione decisiva sotto di un punto, sull’ 80-79. L’ottimo impatto di Anthony Tolliver, di ritorno a Motown dopo una stagione a Sacramento, è una delle chiavi del successo che si concretizza alla fine della partita: i giocatori di Van Gundy tornano da New York con una vittoria.

Nella partita contro Philadelphia arriva la prima, storica, tripla doppia realizzata nella nuova casa dei Pistons: non è però un giocatore della squadra di casa a siglarla, ma il rookie Ben Simmons che diventa così soltanto il terzo giocatore nella storia NBA a siglare la sua prima tripla doppia nelle sue prime quattro partite. Lo scontro tra Andre Drummond ed Joel Embiid (14 punti con 14 rimbalzi il primo, 30 + 9 il secondo) non finisce alla sirena: il camerunense accusa Drummond nel dopopartita di non giocare in difesa e il diretto interessato risponde con un laconico “Ci vediamo il 2 dicembre” (data del prossimo incontro tra le franchigie). Dati oggettivi alla mano, il centro di Detroit non avrà il footwork di Embiid, ma stiamo pur sempre confrontando un giocatore All Star, terzo quintetto All-NBA e leader nei rimbalzi nel 2016 con all’attivo circa 400 partite da professionista con uno che ne ha giocate meno di 40 pur essendo stato scelto al draft 2014.

Le tre partite che seguono vedono i Pistons vincere contro altrettante contender al titolo (o presunte tali): i Minnesota Timberwolves del talento Karl-Anthony Towns e coach Thibodeau, i Los Angeles Clippers di Jordan, Griffin e del nostro Gallinari e i Golden State Warriors campioni in carica. Nel match contro i lupi  sale in cattedra Tobias Harris: sono 34 i punti (career high eguagliato) per il numero 34 di Detroit, accompagnati da un 15+15 di Drummond e dall’altruismo di Ish Smith, 2 punti e ben 13 assist. Allo Staples Center è il Gallo a mettersi in mostra: non il nostro Danilo però, bensì Langston Galloway che, partendo dalla panchina, segna 13 punti in 17 minuti, mentre quattro dei cinque titolari vanno in doppia cifra. Da sottolineare il lavoro in difesa: nel secondo tempo, i Pistons riescono a concedere meno di 20 punti in entrambi i quarti (rispettivamente 17 nel terzo e 15 nel quarto). Il nuovo backcourt di Detroit combina 45 dei 115 punti che permettono di sbarazzarsi dei campioni in carica alla Oracle Arena: Avery Bradley ne segna 23 e Reggie Jackson 22, Ish Smith 16 off the bench e Drummond cattura ben 18 rimbalzi; per i Warriors soltanto gli Splash Brothers Curry e Thompson e l’MVP delle Finals Durant vanno in doppia cifra, ma la chiave di lettura della partita va cercata altrove: sono infatti 13 le palle perse alle quali vanno sommate le 16 rubate per Detroit mentre addirittura 25 sono quelle di Golden State con soltanto 3 rubate. La gita nella West Coast si chiude inciampando sui Los Angeles Lakers, sulla carta la partita più abbordabile delle tre giocate in California.

Andre Drummond

Andre Drummond.

Al loro ritorno a casa, i Pistons erano attesi dall’esame Milwaukee Bucks ma soprattutto Giannis Antetokounmpo, esame superato egregiamente grazie all’ottima difesa sul giocatore greco che chiude con 13/27 al tiro a causa di forzature e tiri presi fuori dal pitturato, dove pochi sono devastanti quanto lui. Ma la notizia del giorno non è la serata opaca di Giannis né i 6 punti e 9 rimbalzi dell’onesto Eric Moreland, ma il 14/16 dalla lunetta di Andre Drummond: grazie ad allenamenti estivi specifici con tecniche particolari (si parla anche dell’utilizzo del visore per la realtà aumentata) per il miglioramento di questo fondamentale, Drummond sta diventando un giocatore solido anche al tiro libero, nonostante sia entrato in stagione come il peggior tiratore di liberi della storia NBA tra quelli con almeno 500 tiri tentati. Il centro dei Pistons aveva segnato in precedenza 13 liberi, ma su 36 tentativi, registrando il record negativo per tiri liberi sbagliati in una partita (23 appunto, vs. Houston nel gennaio 2016). Stan Van Gundy, visti i progressi, ha già fatto sapere che l’Hack-a-Dre non funzionerà più.

Parlando di statistiche:

  • la squadra tre volte campione NBA si trova al 25esimo posto per rimbalzi, pur potendo contare sul secondo miglior rimbalzista della lega, Andre Drummond (14.7 a partita);
  • è ottava per punti concessi, 101.2 a serata: un ruolo chiave è svolto sicuramente da Avery Bradley, per due volte inserito nell’All-Defensive Team, dimostratosi leader della squadra grazie anche al suo impegno e alla sua determinazione in difesa. Coach Van Gundy è convinto che Bradley abbia cambiato l’atteggiamento della squadra;
  • terza per turnovers (13.9 a partita) e seconda per palle rubate (9.7), altri elementi che rendono la franchigia seconda nella Eastern Conference e prima nella Central Division, e che non possono che entusiasmare i tifosi di Detroit, da sempre amanti delle versioni dei Pistons che fanno della difesa il loro punto di forza;
  • nella scorsa stagione, il record nei back to back era di 3-14, mentre adesso la stagione è iniziata con un 3-0 nelle partite giocate consecutivamente.

La lunghissima maratona di 82 partite è appena cominciata, le classifiche dopo meno di un mese lasciano il tempo che trovano (i Pistons secondi ad Est con i Cleveland Cavaliers fuori dai Playoff, cosa abbastanza inverosimile ad aprile), però la qualità di gioco e la mentalità viste in questo inizio di stagione lasciano ben sperare i fan della Motor City, che sperano di vedere la loro squadra almeno al primo turno dei playoff in questa stagione, per poi diventare una seria contender al titolo nelle prossime.

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