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3&D players, istruzioni per l’uso

di Gianluigi Ambrosiano
Bruce Bowen, uno dei 3&D più famosi della storia NBA

In una lega in continua evoluzione, dove troviamo giocatori di 2.10 m che mettono palla per terra, e sono dotati di un palleggio ed una visione di gioco da play, dove la suddivisione classica di ruolo è messa in crisi come mai prima d’ora (LeBron possiamo limitarlo al ruolo di ala piccola? E Giannis?), c’è un ruolo che non passa mai di moda, ed anzi assume un ruolo sempre più importante all’interno di tutte le franchigie NBA. Parliamo del cosiddetto 3&D.

Ma cosa è un 3&D? Il 3&D è solitamente il giocatore con maggiori attitudini difensive del roster, ma che allo stesso tempo permette spaziamenti alla propria squadra in attacco, grazie alla propria pericolosità dall’arco. Un giocatore che dà il meglio di se nella metàcampo difensiva, in grado di cambiare e difendere su più ruoli, solitamente prendendo in consegna l’attaccante più prolifico della squadra avversaria,  ed appiccicandosi letteralmente addosso per gran parte della partita.

Possiamo ricollegare la nascita del ruolo soprattutto a 2 giocatori, che ad inizio 2000 facevano della difesa a tutto campo, e delle triple piedi per terra dagli angoli i propri punti di forza.

Innanzitutto Bruce Bowen, forse vero capostipite del ruolo. Difensore arcigno, sporco, dotato di metodi non proprio ortodossi, un giocatore imprescindibile per gli Spurs che vinceranno 3 titoli dal 2003 al 2007 col numero 12 sempre rigorosamente in quintetto. Un giocatore che nonostante l’asfissiante lavoro difensivo, si rivelava un fattore anche nell’altra metàcampo con il suo 40% di trasformazioni oltre l’arco dei 3 punti.

 

Bowen sapeva stare ben incollato alla propria controparte.

Nei Phoenix Suns di Mike D’Antoni dei Seven Seconds or Less, tutti si ricordano della magistrale regia di Steve Nash, delle schiacciate da highlights del primo Amare Stoudemire, delle invenzioni di Boris Diaw e così via. Ma c’era un giocatore in particolare che rendeva tutto ciò possibile dannandosi nella propria metà campo. Raja Bell. Nelle sue 3 stagioni in maglia Suns dal 2005 al 2008, Bell si affermerà come uno dei migliori difensori della lega, guadagnandosi una selezione per il primo quintetto difensivo All NBA, ed una per il secondo. Chiuderà l’avventura in maglia Suns con quasi 3 triple di media a partita, trasformate con il 42% dal campo.

In un intervista del 2015 alla TNT Kobe Bryant indicherà proprio in Bell e Bowen i difensori che più gli avevano creato grattacapi nella sua carriera, ricordiamolo, da più di 33.000 punti.

Ma chi sono oggi gli eredi di Bowen e Bell come migliori 3&D della lega?

Prototipo del 3&D moderno è sicuramente Danny Green, giocatore plasmato da coach Gregg Popovich proprio per diventare l’erede di Bowen con la sua difesa accanita. Le statistiche ci parlano di un giocatore che in maglia Spurs ha chiuso 6 delle sue 7 stagioni con un defensive rating inferiore a 100 punti. Fondamentale il suo apporto nella corsa all’anello del 2014, quando oltre ad una grande difesa su Dwyane Wade, chiuse i playoff con un incredibile 48% dalla linea dei 3 punti.

 

Tanto sacrificio nella propria metà campo e precisione dall’arco: Green è importantissimo per gli equilibri degli Spurs.

 

Coach Mike D’Antoni memore dell’importanza che aveva Bell in maglia Suns, non fa mai a meno di Trevor Ariza e, nella sua sfida ai Warriors come padroni della Western Conference e della NBA, ha voluto inoltre con se specialisti del ruolo come P.J. Tucker e Luc Mbah Moute. La blockbuster trade estiva tra Celtics e Cavaliers era andata in porto anche grazie all’inserimento nell’affare di Jae Crowder, giocatore che nei piani di Tyronn Lue avrebbe dovuto sgravare di compiti difensivi James, per permettere al prescelto di essere più riposato in attacco. Proprio nei Cavaliers come 3&D era stato fondamentale JR Smith nella rincorsa al titolo 2016.

Discorso a parte meriterebbe Klay Thompson, limitare il suo ruolo a quello di 3&D in questi Warriors che stanno dominando la lega, sarebbe quanto mai blasfemo. Thompson è oramai un giocatore completo, in grado di marcare su almeno 3 ruoli e di costruire punti sia dal palleggio che in situazioni di catch and shooting con le sue letali triple.

Il ruolo del 3&D ha oramai acquisito maggiore prestigio ed importanza. Da semplici role player, con magari contratti al minimo, i 3&D sono diventati pezzi pregiati sul mercato, ed anche gli stipendi hanno subito notevoli rialzi. Basti pensare che contratti come quelli di Kent Bazemore, DeMarre Carroll o Courtney Lee. Ormai tutti cercano di avere tra le proprie fila questo tipo di giocatore.

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