Le elezioni di mid term in America sono alle spalle per il presidente Joe Biden, che in materia di politica estera si augura ora una nuova fase nelle relazioni diplomatiche con la Russia, e una risoluzione del caso della detenzione di Brittney Griner.
La giocatrice WNBA detenuta da febbraio e condannata in agosto a 9 anni e mezzo (poi ridotti a 8) di carcere per traffico di stupefacenti, sarebbe stata trasferita in una colonia penale dove dovrà scontare la sua pena, in Russia. Una svolta per il peggio temuta dai familiari di Griner e prevista dall’amministrazione USA.
Biden, nella conferenza stampa post elezioni, si è detto “determinato” a riportare a casa Brittney Griner: “La mia speranza è che ora che le elezioni sono finite, che il presidente Putin possa discutere con noi e sia disposto a parlare più seriamente di uno scambio di prigionieri“.
Il viatico per la risoluzione della vicenda, che per Brittney Griner e la famiglia ha ormai i connotati del dramma personale dopo gli ultimi sviluppi, resta per la Casa Bianca sempre quello dello scambio di detenuti, per rimpatrio della star WNBA e di Paul Whelan, cittadino USA e ex Marine condannato nel 2020 in Russia a 16 anni di carcere per spionaggio. Già prima della sentenza di agosto, il segretario di Stato Antony Blinken aveva reso nota una “sostanziale” proposta di scambio a Mosca, alla quale non è mai pervenuta risposta.
Le elezioni mid term e, sul campo di battaglia in Ucraina, il ritiro strategico delle forze russe dalla città di Kherson e dietro la linea del Dnipro, potrebbero aprire una seconda fase del conflitto logistico e diplomatico tra Russia e Occidente a trazione americana. Putin, il governo ucraino e gli Stati Uniti potrebbero essere più propensi a trattare su un cessate il fuoco e concessioni territoriali, e una risoluzione positiva della vicenda Griner il prodotto di un parziale disgelo.
Nel rispondere alla proposta di Blinken dopo la condanna della giocatrice, il ministro degli Esteri russo Lavrov aveva puntualizzato che ogni contatto diplomatico e un eventuale accordo, sarebbe dovuto tenersi ai livelli più alti, ovvero tra i due presidenti Biden e Putin. Alla CNN tre settimane prima delle elezioni di medio termine, Joe Biden aveva escluso incontri con Vladimir Putin ma aveva dichiarato che se il presidente russo avesse voluto parlare del caso Griner, “lo avrebbe ascoltato”.
Dichiarazione cui il portavoce del Cremlino Yuri Ushakov aveva replicato dicendo come il rilascio della giocatrice “non fosse una priorità” per il suo paese.

