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Allianz Trieste, Michele Ruzzier vicino alla firma

di Alessandro Bisetto

Con il campionato di LBA fermo per una pausa nazionali che tanto sorride ai colori azzurri prosegue, come sempre, inarrestabile il mercato. Come riporta Francesco Pioppi su Il Resto del Carlino, infatti,  sembra ad un passo il ritorno a Trieste di Michele Ruzzier. Il play classe 1993 lascia, dunque, la Virtus Bologna dopo circa un anno e mezzo di militanza, seppur vissuta spesso ai margini del progetto. La compagine friulana supera la concorrenza della Pallacanestro Reggiana, sulle tracce di Ruzzier da alcune settimane dopo aver effettuato un sondaggio in estate. L’ormai ex giocatore delle Vu Nere firmerà un contratto fino al 30 giugno 2024 con opzione per un’altra stagione in quello che è a tutti gli effetti un ritorno a casa, per lui che è nato e cresciuto cestisticamente a Trieste. 

Da Trieste a Trieste, la carriera di Michele Ruzzier

Dopo i primi passi sul parquet con i colori dell’Azzurra Trieste per Ruzzier si apre la porta del professionismo con la prima squadra della sua città. Nella stagione 2012-13 l’esordio in A2, campionato dove milita anche nell’annata successiva prima del passaggio in massima serie alla Reyer Venezia nell’estate del 2014. Con i lagunari il classe 1993 raccoglie 58 gettoni racchiusi in un biennio da 14.1 e 12.8 minuti di media disputati. La stagione 2016-17 si apre con il suo trasferimento a Bologna, sponda Fortitudo per un nuovo e questa volta breve ritorno in A2 (6.6 punti e 4.1 assist in 27 partite). 

Gli anni della svolta per Ruzzier coincidono con il triennio disputato successivamente a Cremona. In canotta Vanoli arriva effettivamente il primo salto di qualità, come dimostrano i quasi 10 punti di media in LBA nella stagione 2019-20 in 17 incontri disputati, tenendo conto della chiusura anticipata del campionato causa Covid. Molto positiva, poi, l’esperienza a Varese (8.9 punti tirando con il 45 % dal campo e 4.9 assist di media in 29 presenze), preambolo della poco entusiasmante parentesi virtussina, Per il playmaker triestino si aprono, ora, le porte di casa, in primis per cancellare i pochi minuti vissuti in campo negli ultimi due anni (seppur in un contesto di alto livello e con molti campioni al seguito) e soprattutto per ritrovare la giusta dose di fiducia in vista del proseguo del campionato. 

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