L’Italia del basket che verrà sembra che potrà godere di un’improvvisa abbondanza di scelte, specialmente nel reparto esterni. Coach Pozzecco, appena esonerato da Tony Parker da head coach dell’Asvel Villeurbanne, avrà molto tempo per preparare il Preolimpico che potrebbe dare l’accesso alle Olimpiadi di Parigi 2024. L’allenatore italiano avrà anche parecchio tempo a disposizione per cercare di fare le scelte giuste, osservando con attenzione i molti giocatori che stanno avendo modo di mettersi in evidenza in questa prima metà di stagione.
L’Italia del basket brilla anche in Eurolega
Se Pozzecco martedì sera in occasione del match tra Olimpia Milano ed Alba Berlino fosse stato al Forum di Assago si sarebbe dovuto stropicciare gli occhi. Sette giocatori italiani (Ricci, Tonut, Melli, Flaccadori, Bortolani, Procida e Spagnolo) si davano battaglia sul campo (Caruso li guardava dalla panchina) collezionando 65 punti sui 158 totali, giocando da protagonisti i momenti cruciali della partita. Un segnale incoraggiante per il basket azzurro che in estate si dovrà confrontare con il Preolimpico di Puerto Rico per accedere ai Giochi Olimpici di Parigi di fine luglio.
Milano ha certamente il nucleo più importante, con tre grandi protagonisti dell’ultima Italia dei mondiali di Manila (Ricci, Melli e Tonut) e la crescita di giocatori come Bortolani e Flaccadori che, soprattutto negli ultimi 2 mesi, hanno saputo sfruttare al meglio le opportunità che infortuni (Baron, Shields, Lo) e scelte dello staff tecnico (Pangos) hanno offerto loro.
La giovane shooting guard milanese ha risposto con la ormai quarta partita in doppia cifra consecutiva, confermandosi un giocatore di livello ed instillando persino per un po’ il dubbio nello staff tecnico (nella tifoseria probabilmente anche una certezza) che un’ulteriore guardia tiratrice non fosse probabilmente necessaria dal mercato (McGruder poi è arrivato lo stesso, ma non perché si dubiti di Bortolani, ma perché evidentemente i rientri di Lo, Shields e Baron saranno più lunghi del previsto).
Flaccadori ha sfruttato al meglio lo spazio lasciato libero da Pangos e Lo, oltre allo stato di forma forse non ancora ottimale di Napier, per imporsi come leader del backcourt milanese, prendendo tiri importanti in momenti pesanti della partita.
Ricci e Tonut, usciti da leader dall’avventura mondiale, sono certamente delle colonne della futura nazionale italiana difficilmente discutibili e, soprattutto il secondo, ha trovato finalmente un ruolo chiave nella sua seconda stagione milanese.
Melli infine, tolte le tossine di una stagione 2022/2023 interminabile, è tornato a dominare il parquet con intensità e con la solita ineguagliabile intelligenza cestistica che tutti gli riconoscono, prendendo anche licenze offensive prima messe un po’ da parte, forse spinto anche dalla necessità di un roster milanese ridotto all’osso.
Se poi il nostro coach nazionale, appena malamente congedato con parole al veleno da Tony Parker a Villeurbanne, avesse volto lo sguardo verso quelli in maglia gialla avrebbe visto un Procida da 10 punti (9ppg la sua media in Eurolega in 17 minuti di utilizzo) ed uno Spagnolo da 8 punti e 7 assist, in media con le sue statistiche annuali in oltre 20 minuti di utilizzo.
Entrambi sono stati già comprimari nella spedizione filippina e questa stagione tedesca, e soprattutto europea, non potrà che irrobustire la loro candidatura anche per Puerto Rico.
Pozzecco può guardare anche con fiducia anche dalle parti di Bologna, anche senza voler scomodare la vecchissima guardia Hackett e Belinelli. Pajola ormai ha un suo ruolo ben definito in qualunque contesto lo si metta, mentre la buona sorpresa è il ritorno di Abass ad ottimi livelli (8 ppg col 45% da 3). Resta l’incognita di Polonara, un uomo che in nazionale ha sempre fatto il suo, anche se già nella manifestazione mondiale aveva mostrato un rendimento in calo.
Non solo in Eurolega: gli Azzurri protagonisti nelle altre competizioni europee
Eurolega a parte, il campionato e le altre coppe internazionali hanno offerto anche altre soprese positive per il futuro dell’Italia del basket. Alviti (11ppg col 40% da 3) e Moretti (13 ppg – 4apg – 43% da 3) ad esempio stanno facendo campionati importanti da titolari inamovibili (che nel basket con la rotazioni attuali vuol dire oltre i 20 minuti a partita, un tempo erano 35), così come si conferma ai soliti livelli anche Della Valle (13,2 ppg).
Dopo l’ennesimo flop spagnolo, seguito a quello anche un po’ sfortunato a Bologna, il ritorno a Varese sembra aver dato una spinta incredibile alla voglia di rivincita di Mannion, che ha infilato tre partite a 25 punti di media col 52% da 3 punti, sintomo che il talento è intatto e che serviva solo spazio e fiducia.
Spissu sono anni che non tradisce ed è un uomo del Poz, forse non sta giocando la sua migliore stagione offensiva, ma resta uno dei protagonisti del backcourt della squadra prima in classifica, la Reyer Venezia.
Se poi il coach della nazionale facesse un viaggetto negli USA, vedrebbe un Gallinari che, infortuni permettendo, è tornato a far vedere sprazzi di talento offensivo che sempre lo hanno caratterizzato, producendo circa 8 punti a partita in 15 minuti di utilizzo, ed il giocatore ha sempre dato disponibilità a vestire la maglia azzurra. Ma soprattutto la ex mosca atomica dovrebbe volare nello stato dei Mormoni per andare a trovare un Fontecchio ormai titolare con continuità, che nelle ultime 8 uscite (su 11) nelle quali è partito in quintetto ha prodotto 11.6 punti con oltre il 40% da 3 su ben 5 tentativi a partita, piazzando anche un match da 24 punti contro Dallas.
Italia del basket: il problema resta sempre nei lunghi
Resta però il problema dei lunghi per l’Italia del basket: o Pozzecco sarà un mago e riuscirà a trovare la soluzione per giocare con un roster di 9 guardie, oppure sarà costretto a guardare anche verso i lunghi e qui gli affari per lui si complicheranno non poco. I due lunghi presenti a Manila in fondo alla panca (Severini e Diouf) sono un po’ scomparsi dai radar, mentre Caruso, l’ultimo tagliato prima della spedizione filippina, gioca con il contagocce a Milano: l’orizzonte appare oscuro.
Il campionato oggi sembrerebbe indicare in Toté (14.5 ppg e 6 rpg), Tessitori (10 ppg e 6 rpg), Diop (10ppg, ma appena reduce da una rottura del menisco) e nel sempiterno Biligha (10 ppg in 24 minuti a partita) i lunghi tra i quali scegliere, un problema che il basket italiano si porta ormai dietro da un paio di decenni.
Il serbatoio da cui scegliere sembra abbastanza abbondante, anche se non in maniera omogenea nei diversi ruoli: vedremo come si evolverà il resto della stagione, se le indicazioni di questa prima metà si confermeranno ed anche se emergerà qualche ulteriore novità, nonostante si faccia una certa fatica ad immaginare nomi nuovi.
Paradossalmente la scelta di Tony Parker gioca a favore della Nazionale, restituendo alla Federazione un coach integralmente focalizzato sull’obiettivo del 2024: superare il Preolimpico e guadagnarsi una passerella a Parigi 2024, stimolo straordinario anche per i giocatori che, pur con un prestigioso 5° posto e la sconfitta beffa proprio contro la Francia, poco comunque si sono potuti godere i giochi sotto lo scacco del Covid nella Tokyo del 2021.

