Serviva più attenzione ai dettagli, più energia ed un impatto diverso di qualche giocatrice. La Reyer ci prova per 40′ ma cede dinnanzi ad una Girona che dopo aver preso il comando delle operazioni nel secondo quarto non si è più voltata indietro ed è riuscita a staccare il pass per le semifinali. Si ferma – dunque – ai quarti di finale delle Final Six l’avventura in ELW delle ragazze di coach Mazzon, battute con pieno merito dalla formazione catalana, che scrive una gran pagina di storia e si conferma squadra davvero solida, attenta e con le idee chiare.
Lo si era scritto in sede di presentazione: serviva una prestazione di grande livello, attenzione e sacrificio, oltre ad una fisicità importante. In alcuni di questi particolari la Reyer è venuta meno non nell’interezza della partita, ma in una parte sì. Tre le giocatrici in doppia cifra per Girona, trascinata dai 19 con 15 rimbalzi di una dominante Coulibaly, dai 18 con 5 rimbalzi e 6 assist di una Jocyte determinante e dai 14 con 7 rimbalzi di una solida Holm. Tra le oro-granata Dojkic è la migliore con 19 punti seguita da Cubaj che chiude a quota 13 con 7 rimbalzi. Deludenti le prove di Holmes, Mavunga e Charles. Finisce 70-64.
Rimbalzi ed attenzione ai dettagli: così Girona batte la Reyer
Non era facile, questo è il punto di partenza per analizzare il ko della Reyer con Girona alle Final Six. La squadra oro-granata ha lottato, ha dato tutto ed ha provato a mettere in difficoltà la fortissima formazione spagnola, ma esce sconfitta per delle situazioni che si possono considerare dettagli, ma che fanno tutta la differenza del mondo. Il 46-30 a rimbalzo è il primo fattore cruciale che gioca a favore delle ragazze di coach Iniguez: fisicità, presenza ed energia nelle palle vaganti pesano tanto. 16-6 a rimbalzo offensivo, un altro dato troppo pesante per poter vincere.
Il secondo fattore cruciale è quello dei punti concessi da seconde opportunità: Venezia ha trovato zero punti, mentre le catalane ne hanno segnati 22. Una differenza enorme che si collega al dato dei rimbalzi offensivi concessi ed a quella che si può considerare attenzione ai dettagli, con poca presenza difensiva in questi frangenti. Altro fattore chiave è quello delle triple concesse: Girona nel primo tempo ne ha realizzate 6, un dato troppo alto che si paga a caro prezzo. Serviva più energia in difesa e più attenzione negli 1vs1 e nelle rotazioni.
La squadra “roja” si è mostrata con le idee chiare e con un gioco collaudato, forte delle individualità di Jocyte (giocatrice super completa, di gran talento e con presenza in difesa) e Coulibaly (fisicità, qualità ed un’innanta capacità di fare a sportellate sotto canestro), togliendo alle lagunari le transizioni. Da par suo la Reyer ha perso pochi palloni ma nel complesso ha pasticciato un po’ troppo, trovando poche soluzioni pulite, pagando la serata horror di Holmes e Charles e quella durissima di Mavunga. Le sole Dojkic e Cubaj (con Pan) poco hanno potuto, considerando anche le difficoltà in regia di Santucci (energia tanta, ma non troppo lucida) e Pasa (impalpabile).


