Olimpiadi amare per l’atletica con Fabbri che chiude al quinto posto una gara dominata dal cannibale Crouser e che è destinata a suscitare polemiche gigantesche per quanto si è visto nei 3 lanci conclusivi. Uno scempio totale che non è ammissibile in una gara olimpica, con lo stesso azzurro suo malgrado protagonista per una pedana bagnata e scivolosa ben oltre i limiti consentiti. L’azzurro chiude con 21.70, vince l’americano con un lunare 22.90. Nella mattinata di oggi le batterie dei 100 hanno visto 2 azzurri andare in semifinale.
Tra le altre gare sesta la 4×400 mista azzurra con Sito, Trevisan, Scotti e Mangione protagonisti di un bel 3’11″84. Titolo all’Olanda con una rimonta FOLLE della meravigliosa Femke Bol, che stampa un 47″93 lanciato per bersi 3 squadre, tra cui gli USA, relegati all’argento. 3’07″43 per le olandesi, a 2 centesimi dal record mondiale. Nel triplo bel 14.14 per una Dariya Derkach che chiude ottava. Volano in semifinale Federico Riva ed Ossama Meslek con 3’32″84 (primato personale) e 3’35″32 nei 1500 dopo i ripescaggi. Undicesimo nel peso Zane Weir con 20.24. Nei 100 donne 11″34 in semifinale per Dosso, eliminata. Titolo alla Alfred con un lunare 10″72, argento Richardson con 10″87, e bronzo a Jefferson con 11″92.
Olimpiadi, atletica: Fabbri quinto nella gara degli scandali
Che queste Olimpiadi non abbiano convinto a livello organizzativo è un eufemismo, che – però – si potesse arrivare a gestire una gara di getto del peso con una superficialità da sagra della salsiccia (con tutto il rispetto, naturalmente) era davvero difficilmente prevedibile, se non impossibile. Andiamo – però – con ordine, perché la gara dell’azzurro è stata opaca e viziata dai tanti nulli, a partire da quel primo lancio, dove il tallone ha sfiorato il fermapiedi, che grida vendetta perché era lunghissimo (almeno 22.70) ed avrebbe garantito almeno l’argento.
Incredibile quel che succede dopo, con la prima cosa incredibile, se non ridicola: il quarto lancio a 21.70 convalidato all’inizio è annullato poco prima del sesto giro di lanci con l’azzurro che retrocede settimo. Dopo diversi minuti viene rimesso in classifica con quel 21.70 e torna quinto: cosa sia successo non lo sappiamo, ma è davvero incredibile ciò che è successo. Finita qua? No, perché poco prima della serie di 3 lanci finali inizia a diluviare su Parigi ed è qua che succede il vero disastro totale organizzativo e gestionale di una giuria che non è davvero stata all’altezza.
Andando con ordine, dopo il quarto lancio di Fabbri la pedana inizia ad allagarsi per via di un diluvio e diventa scivolosa a livelli inaccettabili ed impossibili da gestire per chiunque. L’azzurro al quinto lancio scivola su una pedana diventata tipo olio sul pavimento e rischia il crac alle caviglie, seguito dal nigeriano Chukwuebuka che per poco non cade sopra la telecamera di metallo a bordo pedana. Una situazione scandalosa con un quinto lancio che era da svolgere asciugando prima la pedana: errore madornale dei giudici, uno scandalo che difficilmente si può accettare a questi livelli perché la salute viene messa a repentaglio.
Salute degli atleti a repentaglio, dopo il quinto turno ed a frittata già fatta si asciuga la pedana con scope e stracci: una presa in giro inaudita indecente per i gareggianti e per chi guarda la gara. Un disastro dietro l’altro come se si fosse alla sagra della salsiccia e non ad una finale olimpica. Veramente indecoroso tutto ciò, per non dire altro. Sarà davvero da parlarne e riparlarne perché è inaccettabile.

