Approfittare della stanchezza altrui per vincere una partita ai limiti dell’impossibile era l’unica chance per la Openjobmetis Varese per pensare di battere l’Olimpia Milano nel derby. E così è successo.
Una vittoria per 94-92 sul filo di lana per Varese, una volta tanto non sabotata dall’interno dai suoi americani che hanno tirato fuori l’orgoglio. Jaron Johnson ha segnato 21 punti, Keifer Sykes è sembrato quello dei tempi di Avellino e persino Alex Tyus ancora un giocatore in attività. Justin Gray e Jaylen Hands non hanno combinato disastri ed è già grasso che cola, al resto ci ha pensato la fatica per Milano che vola in Eurolega ed era reduce da una trasfertona a Barcellona. Pianeti dunque allineati per Varese che ne ha approfittato per la terza vittoria in campionato, curiosamente la seconda contro una big dopo quella contro la Virtus Bologna, e soprattutto risultato che vale il quartultimo posto con Cremona e Pistoia dietro, e il povero Basket Napoli ultimo e ancora senza successi.
“È stata una settimana difficile, durissima. Stasera abbiamo fatto una partita che mi rende felice, per i giocatori e per lo staff. Io ci tengo a Varese e lavoro per fare il bene della squadra e della città” ha detto coach Herman Mandole dopo la partita con Milano “Non abbiamo fatto niente se poi non confermiamo quanto fatto in campo stasera, la squadra sta migliorando e da martedì ricominceremo ad allenarci forte. Abbiamo lottato e lottiamo tutti i giorni, dobbiamo inserire i due nuovi al meglio, ma la squadra è migliorata in tutto: stasera ci abbiamo messo il ritmo che serve per vincere“.
Ettore Messina ha parlato di “primo tempo scadente” dei suoi: “Complimenti a Varese, ha giocato una ottima partita, noi abbiamo fatto un primo tempo scadente, mentre nel secondo abbiamo fatto meglio, abbiamo avuto l’occasione di giocarcela sul finale, ma nei tre possessi finali abbiamo sbagliato male. In bocca al lupo a Varese, noi dobbiamo vincere le partite e lo dovrebbero sapere anche i miei giocatori; dopo aver giocato il venerdì in Eurolega è una maledizione, non riusciamo mai a vincere in campionato. In questi momenti avremmo bisogno di un contributo più concreto da tutti, ma abbiamo qualche amnesia. Serve che ci allacciamo le scarpe e cominciamo a vincere, se no la Coppa Italia non la giochiamo, anche se anche gli altri anni è andata così“.
Una risposta insperata per Varese, che segue finalmente nei fatti le parole in settimana del “capo” Luis Scola il quale aveva chiesto ancora pazienza e fiducia. E bacchettato il tifo organizzato che aveva promesso rappresaglie e dimostrazioni in caso di altre sconfitte: “I risultati non sono buoni e la squadra non sta giocando bene: chiaramente siamo preoccupati ma anche occupati a cercare di come possiamo sistemare la situazione. Pensiamo però anche che siamo a un terzo della stagione, manca ancora tantissimo: possiamo cambiare in senso positivo e lavoriamo per migliorare. La situazione è difficile, ci sta che i tifosi siano dispiaciuti: a loro diciamo che chi ha la voglia di stringere i denti e lottare con noi è benvenuto. Chi invece non vuole venire perché la squadra sta andando male e il momento è negativo, nessun problema, è una decisione che ci sta. Noi cerchiamo di fare meglio e di risalire“.

