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Penalizzazione Trapani shark, cosa sta succedendo?

di Maurizio Mombelli
Trapani shark

Un fulmine a ciel sereno ha colpito la LBA e la Trapani Shark. Mentre sul campo va tutto a gonfie vele (semifinale playoff già raggiunta), fuori dal parquet il club siciliano deve fronteggiare alcuni “ostacoli”: è stato infatti penalizzato per “irregolarità amministrative relative al corretto adempimento di versamenti Irpef ed Inps”, come si legge dalla nota ufficiale della FIP. La sanzione – 4 punti di penalizzazione in classifica – verrà applicata durante la prossima stagione sportiva, nel campionato 2025-26.

Il “caso” Brescia Calcio e le responsabilità della Trapani Shark

Uno scossone si è abbattuto nelle ultime ore sulla LBA e sulla Trapani Shark, con la squadra del presidente Antonini che si è vista infliggere una penalizzazione di quattro punti, sanzione da scontare nel prossimo campionato. Ma quali sono le reali motivazioni alla base di questa penalizzazione?

La vicenda è piuttosto complessa, e per ricostruirla nella sua interezza, è necessario partire dall’inizio.

Nella mattinata di domenica 18 maggio, dalle pagine della Gazzetta dello sport arriva la notizia che sconvolge la serie B di calcio: Brescia penalizzato di 4 punti e retrocesso in serie C. La colpa sarebbe da attribuire ai pagamenti irregolari dei contributi INPS e delle tasse sull’IRPEF di febbraio. La società presieduta dal patron Massimo Cellino, si sarebbe affidata ad una società esterna per acquistare i crediti d’imposta necessari per fare fronte ai dovuti pagamenti. Tale società, la “Alfieri SPV SRL”, è un’azienda di cessione di crediti d’imposta, fondata ad ottobre 2025 con un capitale sociale di 25mila euro, che si è scoperta essere successivamente una società fittizia: il Gruppo Alfieri avrebbe truffato circa una trentina di società professionistiche del mondo dello sport. Da quando è scoppiato il caso, l’amministratore unico Gianluca Alfieri è completamente sparito dai radar, facendo perdere le sue tracce: su di lui pendono diverse indagini, da parte della Procura di Brescia e di quella di Avellino, oltre alla denuncia sporta da Massimo Cellino per truffa.

Ma in tutto questo cosa c’entra la Trapani Shark?

Valerio Antonini, presidente del club orogranata, avrebbe anch’egli acquistato crediti d’imposta da questa società terza al fine di adempiere agli oneri fiscali. Come peraltro aveva dichiarato subito dopo lo scoppio del caso del Brescia, con un comunicato sul sito del Trapani Calcio in cui ammetteva di aver acquistato questi crediti dall’Alfieri Group, lo stesso a cui si è affidato il Brescia Calcio, dichiarandosi allo stesso tempo parte lesa e vittima di una raggiro. Puntualmente infatti, è arrivato il deferimento anche per il Trapani Calcio, 4 punti di penalizzazione da scontare, a differenza del Brescia, nella prossima stagione. Ed essendo quella gestita dal proprietario e presidente Valerio Antonini a tutti gli effetti una polisportiva, non è difficile immaginare che gli stessi crediti utilizzati per pagare INPS e IRPEF della squadra di calcio, siano stati usati anche per la squadra di basket.

La certezza della pena, è garantita dal codice di autoregolamentazione interno (legge 231) secondo cui qualsiasi azienda deve saper controllare gli istituti di credito ai quali si appoggia. Quello che stona maggiormente di tutta questa vicenda sono le tempistiche, la disparità nei controlli e nei conseguenti avvisi di irregolarità tra Trapani e Brescia Calcio. Ma un quadro più chiaro in questo senso si potrà avere solamente quando verranno rese note le motivazioni ufficiali, e dopo i vari ricorsi che la stessa società Trapani ha già comunicato di aver predisposto.

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