Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsSpurs, quintetto a tre guardie per tenere buono Harper. Ma Johnson: “Nostra naturale evoluzione”

Spurs, quintetto a tre guardie per tenere buono Harper. Ma Johnson: “Nostra naturale evoluzione”

di Michele Gibin
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Col debutto in preseason anche di De’Aaron Fox, i San Antonio Spurs hanno finalmente schierato contro i Phoenix Suns in una facile vittoria per 123-103 il quintetto a tre guardie, con Fox, Stephon Castle e Dylan Harper in campo assieme accanto a Devin Vassell e ovviamente Victor Wembanyama.

Soluzione tattica già paventata da coach Mitch Johnson, anche per parare le domande trabocchetto circa il ruolo di uno scalpitante Dylan Harper che ha già segnalato di non gradire necessariamente i compiti da sesto uomo, che ora il suo allenatore gli ha assegnato. Harper – non è un segreto – si ritiene già oggi meritevole quanto De’Aaron Fox di partire in quintetto base ma le gerarchie e i contratti parlano chiaro. E un uomo da 222 milioni di dollari di contratto come l’ex star dei Sacramento Kings non si può accomodare in panchina. Per fortuna di Johnson, nel ruolo di ala forte tra Harrison Barnes, Keldon Johnson e Tobias Harris, tre veterani, non c’è nessuno di inamovibile e questo permettera al coach di dosare il suo quintetto a tre guardie e tenere Harper – e non solo lui – contento.

“Era arrivata l’ora di fare una prova e seguire quella che è la naturale evoluzione di questa squadra, che chiederà però del tempo” ha filosofeggiato Mitch Johnson dopo la partita. Contro le riserve dei Suns senza Devin Booker, Dillon Brooks e Jalen Green, per Dylan Harper prova da 9 punti e 6 rimbalzi, per Fox 9 punti compresa una gran schiacciata sulla testa di Rasheer Fleming, e per Stephon Castle 18 punti con 3 assist e 14 su 15 ai tiri liberi. “Sono contento che abbiamo avuto modo di farli giocare tutti e tre assieme ma occorrerà da parte di tutti un approccio diverso, più attento dalle prossime volte” ancora coach Johnson. “Capisco che tipo di narrazione si faccia, loro tre sono tra i nostri migliori giocatori e si sono spesso trovati in carriera col pallone nelle loro mani. Fox ha più esperienza e ha giocato con altri trattatori della palla in passato, Castle giocava a UConn dove non aveva sempre la palla tra le mani. Harper all’inizio lo scorso anno non poteva giocare più di 20 minuti senza boccheggiare perché non era ancora pronto ai ritmi NBA Ma sono tre giocatori che possono segnare, passare, difendere e fare le giocate decisive, e sono giocatori altruisti“.

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