La preseason di Bronny James non sta andando esattamente come si aspettavano in casa Lakers, con lo stesso JJ Redick costretto a riconoscerne le difficoltà. Dopo la partenza di LeBron in estate, la dirigenza di Los Angeles aveva fatto sapere di avere intenzione di continuare a puntare sul figlio di James. Nelle prime quattro uscite di preseason però Bronny è stato a dir poco disastroso, mostrando evidentissimi limiti. Per lui al momento sono 11 i punti totali segnati, a fronte di 12 palle perse, tirando con il 25% da due e il 15.4% da tre. Per questo motivo anche lo stesso coach Redick, con tutta la diplomazia del caso, ha dovuto sottolineare le cattive prestazioni del giocatore.
“Penso che abbia lavorato bene a settembre e in estate con noi”, ha detto Redick. “Non credo che abbia giocato bene queste quattro partite, ma si è allenato bene. Sicuramente in parte è una questione di ritmo, in parte però dipende anche da con chi gioca, giusto? Ha giocato molti minuti, soprattutto nel secondo tempo delle partite con i nostri giocatori con contratto “two-way”.
Nonostante la giustificazione parziale del suo coach, resta però oggettivo un giudizio su Bronny: non è minimamente pronto per entrare stabilmente nelle rotazioni dei Lakers. Se si considera infatti che sta per entrare nella sua 3° stagione NBA, il figlio di LeBron mostra ancora dei chiari limiti che gli impediscono di stare in campo. Va detto che, verso la fine della scorsa stagione, alcuni tratti (brevi) di gioco li aveva mostrati. In estate però sembra aver fatto nuovamente un passo indietro, che adesso, senza il padre a roster, gli potrebbe costare il posto in squadra.
Nonostante infatti le iniziali smentite da parte della dirigenza gialloviola, l’ipotesi di una trade per Bronny ad oggi sembra tutt’altro che improbabile. Lui quindi, assieme a Knecht e Vanderbilt, sono i tre che più difficilmente si riusciranno a ritagliare un posto in squadra. Vedremo allora cosa riserverà il futuro a Bronny, se riuscirà ad andare altrove o se finirà a scaldare la panchina dei Lakers.

