Se al tramonto di Gara 3 della serie che assegna lo scudetto del campionato italiano di pallacanestro, Logan non avesse deciso di mettersi in proprio per trascinare Sassari alla vittoria segnando 16 punti consecutivi (19 nel quarto con 5/7 da tre punti), molto probabilmente a fianco della parola MVP ci sarebbe stato senza ombra di dubbio il suo nome: Amedeo Della Valle.
Figlio di Carlo, play-maker atipico che ha giocato tra Roma e Torino a cavallo degli anni ’80 e ’90, finendo poi la carriera a Pistoia, il numero 8 biancorosso (classe 1993), sta disputando la prima vera stagione da professionista dopo la manciata di minuti che Menetti gli ha voluto regalare in uno scorcio della passata stagione contro Pesaro.
«Quando sono tornato in Italia, devo ammettere che non è stato facile: all’inizio non giocavo, anche perché avevo male al ginocchio, in allenamento facevo fatica, poi io non mi ero ancora ambientato e integrato. Ci sono stati tanti dubbi su di me, un po’ dall’ambiente in generale. Se ci sono state delle persone che hanno sempre creduto in me sono state: Pallacanestro Reggiana, Marco Crespi, Simone Pianigiani e mio padre».
L’anno passato Amedeo, ha avuto tutto il tempo per ambientarsi nella nuova realtà reggiana ottenendo seppur da spettatore, il suo primo successo in campo europeo con la conquista dell’EuroChallenge. E’ iniziata così, una crescita mentale e tecnica devastante che al momento non sembra avere limiti al’orizzonte, ma che lo sta consacrando certamente nell’elite del basket italiano. La Nazionale con cui ha esordito disputando l’All Star Game 2014 (realizzando 14 punti) e nello specifico i due mesi di duro lavoro che lo hanno impegnato la scorsa estate, sono stati fondamentali per trovare motivazioni e fiducia da gettare in campo a partire dal ritiro nei monti dell’Appennino Reggiano.
Pressoché all’esordio in campionato e in Eurocup, Della Valle ha imposto un gioco senza fronzoli, di grande personalità per la sua giovane età e senza timori reverenziali nei confronti di compagni ed avversari, anzi portando dalla panca punti rapidi e 194 cm di grande intensità difensiva. Basta ricordare i suoi massimi stagionali con i 32 punti segnati alla Varese di Pozzecco e i 30 punti in terra tedesca nell’Europa dei canestri, ma anche e soprattutto la difesa che ha interpretato ad esempio su Gentile nella vittoria di Reggio contro Milano nel girone di andata, innervosendo e limitando nel possibile il 5 in maglia Olimpia.
Cresciuto nelle giovanili della Junior Casale Monferrato, esordisce in Legadue il 20 dicembre 2009 contro Latina. Nella stagione 2011-2012 visto lo scarso minutaggio di gioco, decide di trasferirsi negli Stati Uniti alla Findlay Prep High School di Henderson in Nevada dove nella sua unica stagione di High School è riuscito a battere il record di tiri da tre realizzati (66). Terminata questa esperienza è passato alla Ohio State University, con cui ha giocato 15 partite stagionali, arrivando a disputare il Torneo NCAA 2013, perdendo la finale di West Regional. L’anno successivo rimane a Ohio State, disputando 33 partite complessive, e venendo eliminato al primo turno del Torneo NCAA 2014 prima di firmare con la Pallacanestro Reggiana terminando con due anni di anticipo la sua avventura universitaria.
«E’ ora che io faccia nuove esperienze: ho deciso di tornare in Europa per giocare da professionista».
Già entrato nel cuore degli “Arsan”, per l’attaccamento alla maglia e per le sue esultanze plateali e d’impatto, insieme a Federico Mussini (classe 1996) forma la versione italiana degli “Splash Brothers” di Golden State, paragone nato proprio dopo i tre supplementari vinti dalla Grissin Bon a Masnago in apertura di questa stagione. In questi mesi Amedeo è stato sicuramente fonte di consigli importanti per la scelta molto probabile (almeno prima dell’infortunio e della finale scudetto conquistata) di Mussini per il salto dall’altra parte dell’Oceano, seppur a livello universitario. Queste le sue parole quando si è fatto serio l’interessamento di diversi college americani (Gonzaga e St. John’s) sul suo compagno e giovanissimo talento reggiano.
«La scelta di Federico è completamente diversa dalla mia. Io ero a Casale Monferrato, non giocavo in Legadue, se non fossi andato in America forse sarei ancora in Legadue, senza aver fatto passi avanti. Federico invece gioca venti minuti in serie A, non sono proprio paragonabili come situazioni. In ogni caso, quello che gli consiglio è sicuramente di fare le visite ai college, perché ti da l’opportunità di conoscere una cultura diversa, di vedere cosa c’è di là, oltre ad essere molto divertenti. Poi, detto sinceramente, la scelta verrà da sola».
Tra i due anni di college, nell’estate del 2013 ha trascinato l’Italia Under 20 di coach Sacripanti alla vittoria nei campionati europei del 2013, dopo i 19 punti fondamentali realizzati nella finale contro la Lettonia, di cui 17 in un incredibile ultimo periodo che gli sono valsi anche il titolo di MVP della manifestazione…numeri che si affacciano quasi come un Dejà Vu perfetto davanti agli occhi (vedi Logan), riportandoci con la mente ai giorni nostri e alle Finali scudetto.
Nonostante qualche acciacco fisico in questi play-off l’atleta della Grissin Bon è riuscito a migliorare tutte le percentuali di tiro (44.2% da 2, 35.7% da 3 e 82.9% dalla lunetta) rispetto alla stagione regolare giocando in media 22 minuti a partita.
«Ripartiamo adesso in Gara 4. Dobbiamo stare più attenti a chi è l’uomo caldo nei momenti cruciali. Quando qualcuno si accende dobbiamo negarlo».
Queste le parole del ragazzo di Alba in una Palaserradimigni ormai deserto al termine della partita disputata di ieri sera, con la mente già in campo per la prossima sfida. Nel quarto episodio della serie potrebbe rientrare l’ex Drake Diener, ma siamo sicuri che la personalità e la determinazione di Amedeo Della Valle, le sue triple in contropiede senza paura di nulla e di nessuno, la sua voglia di divertirsi e di vivere il basket a modo suo saranno energia pura per la truppa reggiana e per tentare di regalare il tricolore…alla città del tricolore.
Per NBA Passion,
Massimo Barchi (@dirkpeja)








